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Alfonso Pascale ha inviato un aggiornamento 1 anno, 6 mesi fa
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito 29 Attestati d’onore di «Alfiere della Repubblica» a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato o hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Quasi tutti hanno meno di vent’anni. Giovani, a volte giovanissimi, appassionati di scienze, sport, musica. E tutti accomunati dalla “solidarietà” come principio guida. A chi mette il suo tempo al servizio dei più fragili, disabili, anziani, a chi affronta a testa alta una sua fragilità, una malattia. E anche a chi si ritrova eroe per caso, e salva vite, fosse anche quella di un capriolo ferito e caduto in mare.
Il Quirinale ha scelto il tema delle “Nuove vie per la solidarietà” come ispirazione per assegnare queste onorificenze, accompagnate da 4 targhe – si legge in una nota del Colle – «per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza», che vanno a un gruppo scout (Bari 10) che ha censito un Parco Urbano tra Modugno e il capoluogo pugliese, a un movimento giovanile di Save the children di Genova impegnato soprattutto contro il bullismo e la violenza di genere, alla quinta multietnica di una scuola primaria di Torino che si occupa di un compagno disabile e a un gruppo di tre amiche che hanno salvato un passante a Trento colpito da infarto per strada praticando il massaggio cardiaco imparato a scuola, in attesa dell’ambulanza.
«Negli ultimi anni l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità». E i ragazzi premiati sono tutti «protagonisti di una solidarietà moderna». C’è chi sceglie il “baskin”, il gioco del basket inclusivo che mescola in campo abili e disabili, come Edoardo Levanja che a Monterotondo (Roma) gioca con la sua amica disabile per aiutarla negli allenamenti, o Erik Kokoshi, uno dei più giovani tra i nuovi Alfieri, che legge libri alla sua vicina di casa, e amica, cieca. C’è la campionessa italiana di taekwondo Sara Cozzolino, che, nel tempo libero, “si impegna con generosità come volontaria per allenare dei bambini con disabilità del suo quartiere” di Napoli. Ma c’è anche chi, appena adolescente, ha scritto già due libri per spiegare la fisica e il sistema solare ai più piccoli come Gabriele Ciancuto di Amelia, nel teramano. O chi, come Giulio Prodan, spiega la biologia con esperimenti “semplici e divertenti attraverso il progetto ClassLab, che ha già interessato 20 classi a Trieste. Tommaso Calligari, diciannovenne di Cressa, in provincia di Novara, ha ideato invece un dispositivo di intelligenza artificiale per la diagnosi precoce del Parkinson mentre Davide Zilli, non ancora 14 anni, ha inventato un dispositivo capace di fornire assistenza nella ricarica degli impianti cocleari – entrambi hanno ricevuto «importanti riconoscimenti internazionali» per i loro progetti.

