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  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 1 anno, 2 mesi fa

    Luigi Marattin: Acciaio, alluminio, chimica di base, automotive.

    Sono (alcuni dei) settori con cui “si faceva Pil” nel passato e nel presente.

    E in Italia ormai li abbiamo persi tutti, in qualche caso con l’incredibile indifferenza dei media.

    Intelligenza artificiale, auto elettrica, robotica, cloud computing, quantum computing sono (alcuni dei) settori con cui “si farà Pil” in futuro.

    E su questi sia USA che Cina hanno un vantaggio probabilmente già incolmabile con l’Europa.

    Diviene allora inevitabile chiedersi come saremo in grado di produrre reddito nei prossimi decenni; facendo finta di dimenticare che già negli ultimi 3 decenni siamo stati il paese che di reddito ne ha creato meno su tutto il Pianeta Terra.

    Del boom del turismo siamo contenti tutti;

    ma in pochi hanno capito quanto suicida sia stato anche solo pensare che nel mondo globalizzato potesse essere “il nostro petrolio” (slogan che hanno ripetuto destra e sinistra a piene mani per decenni).

    E tutti siamo orgogliosi dell’agricoltura italiana, tanto che noi del Partito Liberaldemocratico vorremmo permetterle di crescere approvando il Mercosur;

    ma ancora rimango senza parole quando si considerano “gravemente insufficienti” le centinaia e centinaia di miliardi di euro di denaro pubblico che le vengono destinati dal bilancio Ue.

    Invece quando guardo alla politica italiana, vedo che è soprattutto interessata alla protezione di agricoltura, turismo e aziende di piccolissima dimensione.

    Nel 2060 la popolazione in età lavorativa in Italia si sarà ridotta di 12 milioni di persone, ad un ritmo 4 volte superiore a quello della media dell’Occidente. Per allora saranno saltati il welfare, la sanità, le pensioni.

    Nel 2060 un bambino che nasce oggi avrà 35 anni: sarà alle porte dell’età matura, nel pieno della sua fase esplosiva, dove si decide gran parte della sua vita.

    Più che alla tutela delle proprie posizioni di potere, più che pensare a come rinnegare tutto quello in cui si è creduto pur di tornare in Parlamento, più che pensare a quale legge elettorale garantisce più seggi al proprio partito, più che pensare a ostacolare concorrenti (veri o presunti) alle proprie leadership, la politica italiana dovrebbe pensare – senza populismi e ideologie – a come , stando così le cose, sara la maturità dei bambini che vengono al mondo quest’anno.
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