Clima e menzogne: smascherare i mercanti di dubbi
Ascolta il podcast:
Un articolo del quotidiano opposto , “ La bugia “ riporta a firma di uno dei dei negazionisti più ignoranti d’Italia. Il titolo? “Due esperti del Mit e di Princeton smontano tutte le balle verdi”. L’articolista è un chimico, che sul clima ha collezionato solo castronerie. Gli esperti? Happer e Lindzen. Chi è Happer? Un fisico britannico,che a luglio compirà 86 anni e che Trump lo nominerà a capo del comitato sulla negazione dei cambiamenti climatici. Copre il ruolo di vice assistente del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Ha avuto una carriera rispettata a Princeton, ma è diventato più noto negli ultimi anni per aver attaccato la scienza del cambiamento climatico causato dall’uomo e per aver difeso le virtù dell’anidride carbonica, a volte in modo “imbarazzante”, dice il Times, forse minimizzando la dichiarazione con l’uso della parola “imbarazzante”. Una delle sue dichiarazioni più intriganti? “La demonizzazione dell’anidride carbonica è proprio come la demonizzazione dei poveri ebrei sotto Hitler“. Rientra nelle strategie di Trump l’uso dei negazionisti negli sforzi dell’amministrazione per distorcere la ricerca razionale della verità sul cambiamento climatico e, a tal proposito condividiamo la eccellente citazione concessa al Times da Philip B. Duffy, il presidente del Woods Hole Research Center, che ha fatto parte di un panel della National Academy of Sciences, che ha esaminato la più recente valutazione nazionale del clima del governo: “Quello che abbiamo qui è un tentativo piuttosto palese di politicizzare la scienza, di spingere la scienza in una direzione che sia coerente con la loro politica. Una sorta di Unione Sovietica 3.0 negli USA “. Happer è conosciuto come fisico nucleare che anni fa insieme a un geologo l’ex senatore Schmitt strologarono sulla CO2. Nessuno dei due si occupa di climatologia o ha pubblicato in questo settore. Entrambi sono membri di istituti finanziati da varie industrie per “creare controversie” su questioni scientifiche, il primo del George C. Marshall Institute e il secondo dello Heartland. Nelle loro tesi “negazioniste” sulla CO2 sostengono:
- l’aumento della CO2 genera effetti positivi sulla produttività del settore agricolo
- non esistono prove che la CO2 sia la causa dei fenomeni estremi, anzi tra concentrazione di CO2 e riscaldamento del pianeta esiste una scarsa correlazione. Quindi? Non c’è l’effetto serra!!!!
- 65 milioni di anni fa era pari a circa 3000 ppm;
- le piante soffrono per la concentrazione troppo bassa. Quindi? Viva la CO 2, piantiamola di demonizzarla.
Un minestrone di mezze verità e totali falsità che generano dubbi nel lettore. Il Sole e la riduzione della concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre su scala geologica hanno riscontri documentali e rispetto alla sua nascita 4,6 miliardi di anni fa ha aumentato la sua luminosità del 30%. La scoperta dei neutrini emessi ha confermato questo dato. Al tempo della nascita (430 milioni di anni fa) delle piante con radici, fusto e foglie la potenza emessa era 8 watt a metro quadrato oggi è 1367 W/mq. Le argomentazioni dei negazionisti confutate da anni nei rapporti di IPCC. Da osservare che fino a 200 milioni di anni fa tutte le terre emerse formavano un unico continente chiamato Pangea circondato da un solo oceano Panthalassa (teoria nota come Deriva dei Continenti del meteorologo Wegener confermata dalla teoria della Tettonica a Zolle). Su Lindzen dovrei riportare lo scontro tra lui Cohen e Happer come negazionisti con William Nordhaus Nobel 2018 per gli studi sull’interrelazione tra i cambiamenti climatici e l’economia. Del chimico che riporta lo studio di Lindzen e Happer cito solo tre castronerie :
- “sono le emissioni degli insetti superiori alla CO2 prodotta dalle attività umane le cause del riscaldamento globale” evito di riportare le confutazioni. Osservo che il negazionista nei dati confonde carbonio con anidride carbonica;
- In un libretto uscito insieme al Giornale ha commesso 112 errori in 31 pagine. Tesi scientifiche confutate da anni e smentite dalla stessa realtà;
- Plateale il richiamo dell’economista Boldrin che aveva organizzato un confronto tra il negazionista citato e un climatologo Daniele Vision della Cornell University: riporto il link del confronto e vi invito a vederlo. Oppure ascoltate la parte finale (https://www.youtube.com/watch?v=kIE69hEftdI).
Purtroppo bisognerebbe leggere l’edizione italiana di Merchants of doubts ( Mercanti di dubbi) di Naomi Oreskes e Erik Conway. La comunità scientifica è ormai unanime (99,9%) sull’origine antropica del riscaldamento globale. La titubanza di parte dell’opinione pubblica? Influenzata da decenni di disinformazione sulle tematiche ambientali e sui loro impatti sulla salute umana. Nel libro si ricostruisce la storia dei mercanti di dubbi a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso. In quel periodo, un gruppo di fisici, che erano stati al vertice dell’apparato militare statunitense, misero la proprietà autorità a disposizione dell’industria del tabacco per aiutarla a fronteggiare le accuse sulla pericolosità del fumo. Furono elaborate strategie di disinformazione dal DDT alle piogge acide, dal buco dell’ozono al fumo passivo fino al riscaldamento globale. Nel libro si sottolinea il fatto che le motivazioni dei mercanti di dubbi sono cambiate nel tempo : l’anticomunismo si è evoluto nell’attacco all’ambientalismo, e si è saldato con la difesa a oltranza del neoliberismo. Questo ha dato prestigio e arricchimento personale. Il fine delle loro azioni? Rallentare l’adozione di quelle norme che avrebbero pregiudicato il profitto delle imprese. Le maggiori critiche provengono da think tank liberisti: American Enterprise Institute (AEI), l’Hearthland Institute promotore del “NIPCC” ( non IPCC) che anni fa ricevette 676.500 dollari dalla società petrolifera Exxon-Mobil. La AEI di dollari dalla Exxon ne ha ricevuto 1.500.000. Altri centri di opinioni conservatori che criticano IPCC? Il canadese Frazer Institute e l’australiano Institute of Public Affairs. L’IPCC è un organo scientifico consultivo delle Nazioni Unite, costituito nel 1988 congiuntamente da WMO (World Meteorogical Organization, Organizzazione Metereologica Mondiale) e da UNEP (United Nation Environmental Program, Agenzia per il Programma Ambiente delle Nazioni Unite).Il ruolo fondamentale di IPCC è quello di fare periodicamente il punto sulla situazione delle conoscenze scientifiche, tecniche, e socio economiche.

