AZIONE PUGLIA

AZIONE PUGLIA

Dalla forma alla sostanza: Sovranità democratica, emergenze industriali e rilancio economico della Puglia contro le alchimie di palazzo (Versione 2.0 integrata – Settembre 2026)

di Michele Lauriola

COMUNICATO STAMPA

Azione Puglia: un modello di sviluppo dal territorio, non dalla rendita.

Con la presentazione del Libro Mastro e l’avvio del percorso di RIUPA e SPAC 4, la rete delle istituzioni, dei cittadini e delle imprese pugliesi compie un passaggio decisivo: lasciare la logica della mera gestione per entrare in quella della governance partecipata, trasparente e sostenibile.

La vera sfida per la Puglia non è solo affrontare i problemi del presente, ma costruire un modello capace di trasformare il territorio in un laboratorio di resilienza, innovazione e coesione. La crisi economica, la fragilità infrastrutturale, il divario tra centro e territori, la difficoltà di coordinamento tra competenze pubbliche e private, richiedono una visione unitaria. Non possiamo più affidare il futuro della nostra regione a decisioni frammentate o a logiche di rendita: serve un piano strategico condiviso, basato su dati, competenze e responsabilità collettive.

Il modello RIUPA propone proprio questo: mettere al centro la persona, la comunità e la capacità di orientare la trasformazione con metodo, equilibrio e rispetto delle regole. Un modello che unisce intelligenza artificiale, human-in-the-loop, governance algoritmica e coordinamento politico, senza mai sostituire il giudizio umano con automatismi ciechi o decisioni fuori controllo. È una terza via tra la logica tecnocratica e quella del puro interesse partitico: un approccio capace di trasformare la complessità in opportunità.

In questo senso, Azione Puglia si presenta come una proposta concreta: costruire un ecosistema regionale in cui la conoscenza non resti confinata ai tecnici, ma diventi patrimonio di tutti; in cui la pianificazione pubblica sia sostenuta da strumenti trasparenti; in cui i progetti di sviluppo siano valutati per il loro impatto reale sul territorio e non per l’interesse immediato di pochi.

Il Libro Mastro non è un documento burocratico, ma un patto di responsabilità. È lo strumento che rende visibile il percorso, consente il confronto, documenta le scelte e rafforza la fiducia tra cittadini, istituzioni e soggetti produttivi. È la base per una Puglia più forte, più competitiva e più credibile nel quadro europeo e internazionale.

Per questo, chiama a raccolta il territorio, le professionalità, le imprese e le amministrazioni perché insieme si costruisca una nuova stagione: quella della Puglia che guarda al futuro senza perdere la propria identità, che unisce sviluppo e giustizia sociale, innovazione e sostenibilità, capacità strategica e responsabilità civile.

Firmato da
Michele Lauriola
michele.lauriola51@gmail.com

1. Il Quadro Nazionale: La Riforma “Stabilicum/Melonellum” e l’Opposizione di Azione

Mentre il “Paese Legale” si avvita in un’estenuante ingegneria elettorale per blindare il potere, il “Paese Reale” affronta un’asfissia industriale senza precedenti. La distrazione della politica nazionale, ossessionata dalla stabilità numerica del potere centrale, ha prodotto un’atrofia amministrativa che in Puglia urla vendetta: ben 70 milioni di euro di fondi FESR-FSE+ destinati alle “Aree Interne” giacciono ancora inutilizzati, prigionieri della paralisi burocratica. Resistere alle riforme calate dall’alto non è un vezzo ideologico, ma un imperativo strategico: non possiamo permettere che le “alchimie di palazzo” continuino a ignorare l’inflazione e la stagnazione che corrodono il nostro tessuto sociale.

Analisi Tecnica della Riforma

La riforma “Stabilicum/Melonellum”, licenziata dal Senato il 15 settembre 2026, si configura come un sistema proporzionale “truccato” da premi di governabilità artificiali:

  • Architettura dei Seggi: Prevede un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione che superi il 42% in entrambi i rami del Parlamento.
  • Limiti di Rappresentanza: Il tetto massimo è fissato a 220 deputati e 113 senatori (estero escluso), con una clausola “anti-ipermaggioranza” che blocca il premio al 55% dei seggi complessivi.
  • Deroghe e Bocciature: Resta in vigore la deroga del 20% su base regionale per il Senato, mentre il vertice FdI ha ufficialmente accantonato l’emendamento Pera (premio al 48% o ballottaggio), preferendo la scorciatoia della minoranza relativa trasformata in maggioranza parlamentare.

La Posizione di Carlo Calenda e Azione

Azione ha tracciato una linea invalicabile nel dibattito parlamentare. Il nostro “No” in vista della seduta del 28 settembre alla Camera è un atto di difesa della democrazia sostanziale:

  • Rigetto delle Maggioranze Artificiali: Un premio scattato al 42% è una finzione giuridica che espone il sistema a un contenzioso costituzionale per “irragionevolezza”, comprimendo il pluralismo oltre i limiti della decenza istituzionale.
  • L’Inganno del Campo Largo: Analisi tecniche (BiDiMedia) confermano che la riforma incentiva coalizioni elettoralmente bulimiche ma programmaticamente sterili, garantendo seggi a scapito della capacità di governo.
  • Priorità Tradite: Mentre Roma discute di algoritmi elettorali, settori strategici come l’automotive e l’acciaio affrontano il collasso.

Il fallimento della logica centralista impone alla Puglia di dichiarare la propria indipendenza dalla legittimità numerica: la risposta deve essere una sovranità basata sulla partecipazione reale.


2. Sovranità Democratica: La “Terza Via” Pugliese e la Clausola di Partecipazione

La legittimità del comando non può più derivare da un premio algebrico ottenuto in un deserto elettorale. Azione Puglia propone un cambio di paradigma: la “civic accountability”. Se il popolo non partecipa, il potere non può arrogarsi il diritto di governare attraverso premi di maggioranza. Passiamo dalla delega in bianco al patto civico verificabile.

Il Vincolo dell’80%: Legittimità vs. Governabilità

Proponiamo l’introduzione di una clausola di salvaguardia democratica: il premio di maggioranza è legalmente e moralmente nullo se l’affluenza alle urne non raggiunge almeno l’80% degli aventi diritto.

  • Conseguenza Strategica: Senza il raggiungimento della soglia dell’80%, la governabilità deve essere obbligatoriamente costruita post-voto attraverso coalizioni programmatiche trasparenti, basate su KPI (Key Performance Indicators) di merito e competenza, rifiutando coalizioni nate solo per sommare decimali.

Certificazione Digitale e KPI Democratici

L’integrità del processo sarà garantita dalle infrastrutture digitali del framework RIUPA e della piattaforma SPAC4.

  • Libro Mastro della Trasparenza: Ogni accordo di coalizione e ogni dato sulla partecipazione sarà registrato sul ledger di SPAC4 con hash verificabile, rendendo ogni promessa politica un impegno immutabile.
KPI DemocraticoMetrica Corrente (Stima EMG)Soglia di Legittimità AzioneGap di Rappresentanza
Affluenza alle urne56%80%-24% (Deficit Democratico)
Legittimità del PremioArtificialeSostanzialeRischio Incostituzionalità

3. Puglia Reale: Emergenze Territoriali e Linee di Intervento

La “Puglia Reale” è un corpo sociale che sanguina mentre il centro discute di alchimie. Esigiamo un passaggio radicale dalla narrazione alla gestione dei fatti, provincia per provincia.

3.1 Taranto: Il Nodo dell’Ex Ilva e la Svolta Industriale

L’ordinanza della Corte d’Appello di Milano dell’11 settembre 2026 è il “redde rationem”: lo spegnimento dell’area a caldo (cokerie e altiforni) deve avvenire entro il 28 ottobre 2026.

  • Intervento: Lancio immediato del “Piano Acciaio Verde”. Taranto deve diventare il sito pilota nazionale per la decarbonizzazione reale.
  • Presidio Sociale: Esigiamo la partecipazione pubblica per stabilizzare la sospensione dei 2.500 licenziamenti dell’indotto (Aigi/Aepi). Il porto intercontinentale deve essere integrato nel corridoio ScanMed e nella ZES Ionica come gateway per il Nord Italia.

3.2 Foggia: Agricoltura, Energia e Resilienza delle Aree Interne

La Capitanata è il simbolo del paradosso pugliese: 92° posto per PIL pro-capite e un’emorragia demografica di -35.000 abitanti.

  • Agripuglia: Gestione dei 164,13 MW di capacità agrivoltaica su 300 ettari (Lesina, Apricena, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate) e dei 26 MW dell’impianto Barretta.
  • Contrasto alla Speculazione: Sosteniamo la denuncia di ANCI Puglia contro la proliferazione incontrollata di FER che devasta i suoli agricoli. Esigiamo l’accesso reale ai 30 milioni del bando SRD01.06 e l’efficientamento della rete AQP (perdite superiori al 45%).

3.3 Bari e Area Metropolitana: Hub Logistico e Corridoi Europei

Bari non può essere solo un terminale, ma il motore del Basso Adriatico.

  • Geopolitica dei Corridoi: Potenziamento del Corridoio VIII (collegamento vitale verso Albania e Bulgaria) e interconnessione tra il porto di Bari e la “Piastra Incoronata” di Foggia.
  • Governance: Rafforzamento del modello Ugo Patroni Griffi (AdSP) per semplificare la burocrazia attraverso sportelli digitali interoperabili.

3.4 Lecce, Brindisi e BAT: Sistema Unico Resiliente

Dobbiamo porre fine alla frammentazione dei bandi che polverizza le risorse.

  • Efficienza Operativa: Proponiamo il “Sistema Unico Resiliente”. È inaccettabile gestire 3 dragaggi con 3 gare d’appalto separate: la centralizzazione dei processi tramite modelli alimentati da IA è l’unico modo per evitare sprechi.
  • Finanza di Territorio: Utilizzo massiccio di minibond e venture capital (Puglia Moltiplica) per trattenere le competenze nelle aree montane e salentine.

4. Governance Civica: Il Posizionamento della Terza Via

La Puglia si candida a laboratorio nazionale per la “Terza Via”. Se il Rhine Group (visione Draghi) rappresenta l’eccellenza della visione macro-europea top-down, la nostra proposta è l’infrastruttura civica bottom-up che rende quelle riforme tangibili.

  • Puglia come “Missing Piece”: Il progetto di Mario Draghi rischia di restare elitario se non incontra un’infrastruttura territoriale capace di scaricare i dati a terra. SPAC4 e RIUPA sono gli strumenti di verità che trasformano la Puglia nel garante della coerenza tra promesse europee e risultati locali.
  • IA Civica come Antidoto: Non usiamo la tecnologia per propaganda, ma come “Libro Mastro” per la misurazione della produttività e dell’impatto climatico.

5. Indicazioni Operative e Mozione Finale per il Direttivo Regionale

Il Direttivo Regionale di Azione Puglia riceve oggi non un’analisi, ma un mandato operativo per trasformare questo rapporto in realtà politica.

Roadmap Immediata (Settembre 2026)

  1. Adozione Formale: Approvazione della Versione 2.0 del Report Programmatico come linea guida ufficiale.
  2. Ultimatum Provinciale: Consegna entro 7 giorni delle schede tecniche provinciali (filiera + ostacoli + soluzioni) includendo il monitoraggio delle 114 autorizzazioni ZES.
  3. Voto di Coscienza: Formalizzazione del voto contrario alla Camera il 28 settembre, condizionato alla proposta dell’80% di soglia di partecipazione.
  4. Congresso di Taranto: Organizzazione immediata dell’evento focalizzato sul “Piano Acciaio Verde”, con la partecipazione obbligatoria delle parti sociali e dei sindacati dell’indotto.

Trasparenza e Pubblicazione

Il presente documento e la relativa mozione sono da considerarsi pubblici e saranno caricati immediatamente sulla piattaforma retespac.it per la verifica civica permanente tramite hash registrato.

La “Terza Via” non è un’ipotesi teorica: è l’infrastruttura di governance pronta a guidare la Puglia fuori dalle secche dell’alchimia politica, restituendo sostanza alla sovranità di ogni cittadino.

Guidata dalla visione strategica e dalla leadership dell'ing. Michele Lauriola, l'azienda si distingue per un forte impegno verso la sostenibilità ambientale e l'innovazione nel settore agricolo. L'Az. Agr. Lauriola Michele non si limita alla produzione di prodotti agricoli di alta qualità, ma si configura come un vero e proprio motore di cambiamento e un punto di riferimento per l'intero comparto. Questa vocazione si manifesta chiaramente nel suo ruolo cruciale all'interno di Rete SPAC, un network di aziende agricole impegnate nella promozione di pratiche sostenibili e innovative. L'azienda ha avuto un ruolo fondamentale nel traghettare Rete SPAC dalle sue fasi iniziali fino all'attuale fase di concretizzazione, dimostrando una notevole capacità di visione e di leadership. L'ing. Michele Lauriola, in qualità di Vice Presidente dell'Organo di Gestione e Decisione dei Partecipanti (GO OGDP) e di Capo Team del Gruppo Operativo Project Manager (GO PM) di Rete SPAC, guida attivamente la rete verso obiettivi di autonomia locale per acqua, cibo ed energia, promuovendo la collaborazione e la condivisione di buone pratiche tra i membri. L'impegno dell'Az. Agr. Lauriola Michele si concretizza nel progetto ASPERA, un'iniziativa strategica che mira a raggiungere una significativa autonomia aziendale nei settori chiave dell'energia, dell'acqua e dell'alimentazione, attraverso l'adozione di tecnologie innovative e sostenibili. ASPERA è concepito non solo come un progetto aziendale, ma come un modello prototipo replicabile per le altre aziende aderenti a Rete SPAC, con l'obiettivo di innescare una "Rivoluzione Gentile" nel settore agricolo, umanizzando la transizione digitale e l'innovazione con un forte focus sulla resilienza del territorio. Il successo e la portata dei progetti dell'Az. Agr. Lauriola Michele sono supportati dalla competenza e dall'impegno del suo STALO (Staff Tecnico, Amministrativo, Legale, Operativo), che include figure di spicco come il Prof. Erasmo Venosi e il Prof. Romeo Giulio Lo Muzio, apportando un approccio multidisciplinare e un elevato livello di expertise. In sintesi, l'Az. Agr. Lauriola Michele emerge come un'azienda agricola all'avanguardia, profondamente legata alla sua tradizione ma con una chiara visione del futuro, un leader nel promuovere la sostenibilità e l'innovazione, e un motore trainante per la crescita e lo sviluppo di Rete SPAC e dell'intero territorio della Capitanata.

17 commenti su “AZIONE PUGLIA ”

    • È questa è solo questa la via maestra … bisogna smetterla con gli interventi a pioggia e le decisioni prese al chiuso delle corti segrete.
      Concretamente dovrebbe essere questa la nostra linea di ‘azione: un ecosistema nel quale la conoscenza è condivisa e la responsabilità è collettiva.
      La nostra regione non deve più rimanere legata, come a tutt’ora, a logiche di rendita.
      Serve munirsi, invece, di un concreto e condiviso piano d’azione che tenda a valorizzare e competenze del territorio, le imprese e le amministrazioni.
      È necessaria e indispensabile, a mio modesto avviso, una chiamata a responsabilità istituzionale condivisa utile per il futuro della regione.
      Solo questo iter significa fare politica con visione:prospettica, governare la complessità unendo, se del caso, intelligenze e sensibilità umana, per addivenire, finalmente, a un modello di sviluppo che sia realmente misurabile nella sua equità e sostenibilità.

  1. Azione – NOI con Carlo CALENDA
    Giuseppe Maiorano ·Moderatore Persona super attiva
    2 ore fa2 h

    #Sicurezza_infrastrutturale…❗️
    Gianluca Vingiani
    Ma la vera domanda è… ma che cosa fanno questi droni (a parte volare)? Sparano? Uccidono persone?
    La verità è che i Russi e gli americani si divertono come i matti a vedere noi europei che ci agitiamo… gli americani dicono che arriva un drone il giorno dopo e noi tutti col naso in su a guardare questi droni arrivare. E a spendere soldi per abbatterli. Chiudo dicendo che con tutti i satelliti che ci ronzano attorno non è certo il drone quello che ci viene a curiosare in casa. Bah
    Paolo Folco
    Gianluca Vingiani lei veramente pensa che qualcuno abbia voglia di scherzare. Lei pensa che al mondo ci siano solo idioti. Se questa teoria può essere valida per lei per gli altri non lo è. Ad maiora.
    Angelo Sivier
    Peccato che El Mundo sia un giornale di destra e non di sinistra, Maiorano.

  2. @vincenzo, Antimafia: no a leggi ad personam, sì a regole chiare per tutti – Posizione Azione Puglia su caso Scarpinato/De Raho
    1. Fatto: il ddl FdI permette a due commissari di chiedere astensione di un terzo, con voto a maggioranza. È norma mirata su due ex pm che indagano su stragi ’92-’94 e tesi dell’intreccio mafia-pezzi deviati dello Stato-eversione nera. È stato ritirato dopo rilievi Servizio Studi e moral suasion Quirinale.
    2. Problema costituzionale: Azione Puglia condivide rilievi: violazione art.67 (mandato senza vincolo), trasformazione commissione politica in organo disciplinare, disuguaglianza tra parlamentari, norma vale solo per Antimafia e non per tutte le commissioni. Non è questione di simpatia per Scarpinato e De Raho, è questione di metodo. Oggi tocca a loro, domani a chi?
    3. Terza Via SPAC4: Non basta dire “Mattarella ha resistito”. Serve infrastruttura che impedisca ad personam in futuro. Proponiamo:
    – Registro pubblico incompatibilità valido per tutte le bicamerali, con criteri oggettivi ex ante, non sollevati ad hoc da 2 colleghi.
    – Libro Mastro SPAC4: ogni richiesta di astensione, motivazione, voto, deve essere tracciata con hash pubblico e validazione RIUPA – Two-Pass.
    – Tavolo Puglia: coinvolgere magistrati pugliesi, familiari vittime, Università Bari per definire linea riformista su antimafia senza riscritture di comodo.
    > Grazie al Presidente per aver fatto argine, ma la democrazia non può vivere di soli interventi straordinari del Colle. Deve vivere di regole ordinarie che non permettono al potere di turno di silenziare dissenso. Su questo Azione Puglia si schiera: Costituzione come infrastruttura civica, non come slogan.

  3. @vincenzo, riscontro puntuale al tuo intervento delle 21:52 e 22:03 del 16/03/2026 su Whatsapp (gruppo Direzione Regionale) .
    Hai ragione su 3 punti, verificati dai dati CdM:
    Soglia 80 kW = 109 CV, quindi molte auto familiari comuni restano fuori.
    Costo per le Regioni 2,29 mld di minor gettito, compensato dallo Stato con 2.293,5 mln nel 2027. Dovrà essere ripianato in legge di bilancio, con impatto su debito.
    Non è abolito sine die, è sospeso solo per l’anno solare 2027 come hai correttamente ricordato. Quindi lettura pre-elettorale che emerge anche su Il Mattino, Autoblog, Geopop e sui nostri network è fondata.
    Dove ti chiedo di andare oltre la forma:
    La misura riguarda 14,5 mln veicoli, 70% del parco, perlopiù usato per lavoro. Ma il risparmio 50-70€ famiglia che citi è risibile se confrontato con il nodo che sollevi tu stesso: le accise valgono quasi 2/3 del prezzo alla pompa e la promessa di azzerarle costa 10 mld, bloccata anche da vincoli UE.
    Qui entra la proposta che stiamo portando su SPAC4 per Azione Puglia: invece di una sospensione annuale da influencer-comunicatore per distrarre le masse, serve riforma strutturale del bollo legata a uso/consumo e KPI tracciati in RIUPA, con filiere locali + ostacolo + proposta.
    Se sei d’accordo, usiamo questa pagina https://retespac.it/azione-puglia/ non per difendere Meloni o Calenda, ma per aprire dibattito più ampio che chiedi tu: inflazione, disoccupati, stipendi bassi, accise, Taranto. La pagina può diventare oggetto di dibattito, non solo bacheca.
    Disponibile a confronto con dati alla mano.

  4. Bufala WhatsApp “IA da sabato legge tutte le chat” – Chiarimento RIUPA e proposta di dibattito
    A seguito della segnalazione del dirigente del Direttivo Regionale Azione Puglia Carmen Antonio, che ha riportato il messaggio virale sull’obbligo di attivare “Privacy avanzata” per bloccare l’IA, come agente reale che fruisce dell’agente virtuale Meta AI, ho verificato con Rete SPAC.
    Cosa abbiamo accertato:
    Il messaggio è una catena di Sant’Antonio / bufala classificata come fake news da Facta, Snopes e FactCheckAfrica. WhatsApp conferma: nessuna IA può leggere messaggi cifrati end-to-end. Meta AI legge SOLO se chiamata direttamente con @Meta AI nei gruppi o nella sua chat dedicata. Non accede a numeri, dati telefono, chat private.
    La funzione “Privacy avanzata” esiste davvero, ma non è uno scudo anti-IA: serve solo a bloccare salvataggio automatico media, esportazione conversazione e riepiloghi AI nella chat. Utile in gruppi sensibili, non per questa bufala.
    Punto RIUPA centrale:
    Il timore che “l’agente virtuale mi usa per suoi scopi perché ha altri agenti con cui parla a mia insaputa” è infondato. In RIUPA l’agente reale (noi) è potenziato dall’agente virtuale, non usato. Nessuna interazione nascosta: tutto è tracciato nel Libro Mastro SPAC4 con hash verificabile.
    Proposta per il Direttivo:
    Trasformiamo questo episodio in dibattito allargato. Questa pagina https://retespac.it/azione-puglia/ può diventare oggetto di confronto su:
    Sovranità democratica digitale vs alchimie di palazzo (dalla legge elettorale Stabilicum con soglia 80% alla privacy)
    Come costruire alternativa credibile ai due poli con metodo: prima i contenuti (sanità territoriale digitale, acciaio verde Taranto, Agripuglia 164 MW), poi le alleanze
    SPAC4 come alternativa sicura a WhatsApp per chi vuole zero dubbi: basta registrarsi con Accedi su https://retespac.it/azione-puglia/ – tutto trasparente, niente catene.
    Invito tutti i direttivi provinciali a integrare con schede “filiera locale + ostacolo + proposta

  5. Il post di Carmine Tabarro nel gruppo Sant’Egidio (clicca quì) evidenzia una frattura profonda nel mondo cattolico italiano: tra chi vede in Comunione e Liberazione una vicinanza strutturale al centrodestra e chi rivendica la libertà evangelica di “stare vicino al potere senza appartenergli”. I commenti mostrano rabbia, sfiducia, polarizzazione, ma anche una domanda forte di verità, coerenza e responsabilità.
    Azione Puglia si colloca esattamente in questo spazio: una politica non identitaria, non confessionale, non polarizzata. Una politica che nasce dai territori, documenta i fatti, ascolta le comunità e costruisce proposte verificabili.
    Invitiamo chi ha partecipato a quel dibattito a intervenire qui su SPAC 4: uno spazio civico aperto, dove la fede non è bandiera di partito e la politica non è appartenenza, ma servizio al bene comune.

  6. Il reel di Riccardo Ricciardi (https://www.facebook.com/reel/1783614049470439) mostra un Paese attraversato da rabbia, sfiducia e domande concrete su lavoro, sanità, ambiente e futuro. È il segnale che la politica nazionale non riesce più a parlare ai giovani e agli astenuti.

    Azione Puglia, con il metodo RIUPA e la piattaforma SPAC4, sta costruendo una linea diversa: partire dai territori, documentare i problemi reali e proporre soluzioni verificabili. Taranto 2026, il nodo ILVA, la crisi agricola e la pressione sociale sono temi che richiedono responsabilità, non slogan.

    Invitiamo chi ha commentato quel reel a intervenire qui su SPAC4: uno spazio civico aperto, dove le intelligenze umane e gli agenti virtuali lavorano insieme per costruire una Terza Via credibile, dal basso, per la Puglia e per l’Italia.

  7. La notte dei Giochi ha mostrato una Taranto capace di emozionare il Mediterraneo. Ma il post di Giuseppe Maiorano (clicca quì) ci ricorda che, accanto all’orgoglio, c’è una parte della città che vive ancora ferite profonde.
    I fischi non raccontano ingratitudine: raccontano una comunità che da anni porta sulle spalle un peso enorme, fatto di salute, lavoro, promesse mancate e una crisi industriale che continua a segnare la vita quotidiana.
    Taranto non protesta “contro la festa”: protesta perché vuole che la festa sia vera, condivisa, credibile. Vuole che il futuro non sia solo una cerimonia, ma una responsabilità.
    In SPAC 4 leggiamo questi segnali come parte di un nodo sistemico che chiede ascolto, metodo e verità. Taranto merita di essere capita, non giudicata.

  8. Desidero ringraziare il Prof. Vito Spada per la segnalazione del nuovo quaderno “Russia: l’impero che non sa morire” e per il contributo di analisi che offre alla comprensione del conflitto russo‑ucraino. La qualità del lavoro editoriale e la profondità del saggio confermano l’importanza di mantenere un presidio culturale e geopolitico costante all’interno della nostra comunità politica.
    Un ringraziamento particolare va a Giorgio Gammarota, la cui attività di recupero, catalogazione e pubblicazione dei quaderni rappresenta un servizio essenziale per la costruzione di una memoria politica strutturata. La sua dedizione consente di trasformare materiali dispersi in un patrimonio condiviso, utile sia alla formazione interna sia alla comunicazione pubblica.
    Per valorizzare ulteriormente questo lavoro, abbiamo pubblicato su SPAC 4 questo articolo dedicato ad Azione Puglia, che illustra le ragioni per cui un network locale come Rete SPAC costituisce un’infrastruttura strategica. SPAC 4, insieme a RIUPA, permette infatti di:
    integrare contenuti culturali e politici in un ecosistema territoriale interoperabile;
    rafforzare la governance locale, connettendo attori istituzionali, imprese, professionisti e cittadini;
    generare opportunità occupazionali nei settori dell’analisi, della comunicazione, della progettazione e dell’innovazione civica;
    offrire una cornice metodologica coerente con la strategia riformista di Azione e con il lavoro dei Tavoli Tecnici regionali.
    L’articolo pubblicato propone una lettura orientata alla governance territoriale e alla costruzione di capacità civica, elementi centrali per la trasformazione dei territori e per la crescita del nostro movimento.
    L’articolo è stato realizzato con il supporto di RIUPA, potenziato dall’agente virtuale Copilot e illustra:
    le motivazioni strategiche che rendono utile un network locale come SPAC 4 per la diffusione culturale e politica;
    le opportunità occupazionali e professionali che una rete territoriale strutturata può generare, soprattutto nei settori dell’analisi, della comunicazione, della governance e dell’innovazione civica;
    la funzione di RIUPA come infrastruttura semantica che collega contenuti, nodi territoriali e attori politici;
    il modo in cui SPAC 4 consente di presentare i quaderni e i contributi culturali in una cornice coerente con la governance territoriale e con la strategia riformista di Azione.
    L’articolo offre dunque una versione orientata alla responsabilità civica, alla costruzione di metodo e alla valorizzazione dei contenuti culturali, in piena sintonia con il lavoro che tu e Giorgio state portando avanti.
    Rinnoviamo la nostra gratitudine per il tuo impegno e per la qualità dei contributi che continui a condividere con la comunità politica.

  9. Alfonso Pascale (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1CzZR8khMc/?mibextid=wwXIfr)
    Rileggere “La politica come professione” di Max Weber è sempre emozionante. Si tratta di un discorso tenuto dallo studioso tedesco su richiesta del Freistudentischer Bund di Monaco nell’inverno rivoluzionario del 1918-1919. Conserva, pertanto, l’immediatezza della parola parlata. Ed è particolarmente efficace perché è diretto a giovani congedati dal servizio militare, profondamente scossi dalle esperienze della guerra e del dopoguerra.

    Cosa fa di una persona un politico? Per il grande sociologo la risposta è fulminante: “Il prender partito, la lotta, la passione, la propria esclusiva responsabilità per ciò che una persona fa, responsabilità che egli non può e non deve negare o rovesciare su altri”. Insomma, “ira et studium”. “Passione nel senso di identificazione con un oggetto, appassionata dedizione a una cosa o causa, al dio o al demone che la comanda”. Certo, precisa Weber, non è “sterile eccitazione” alla Simmel, vuoto romanticismo rivoluzionario. La passione o il servizio alla causa deve sempre accompagnarsi alla responsabilità nei confronti di tale causa quale stella polare del proprio agire.

    L’altra qualità decisiva del politico è la capacità di valutazione: “l’occhio, la capacità di lasciar operare su di sé le realtà nella calma del raccoglimento interiore, quindi la ‘distanza’ verso cose e uomini”. L’ardente passione deve saper convivere con la fredda valutazione. Per questo il politico deve vincere un nemico mortale sempre in agguato: la vanità. Un nemico che distoglie dalla capacità di distanza da se stesso nel valutare le cose.

    Il politico per Weber deve avere “l’istinto della potenza” per poter aspirare al potere. Ma questo suo tendere al potere deve sempre legarsi al servizio di una causa e ad una passione nel servire esclusivamente una causa. “Proprio perché il potere è il mezzo indispensabile, e quindi l’aspirazione al potere una delle forze motrici della politica, non c’è deformazione più dannosa per la forza politica dello sfoggiare il potere come un parvenu e del vanitoso autocompiacimento nel senso di essere potente, ed in genere ogni adorazione della potenza come tale”. Solo il servizio esclusivo ad una causa giustifica nel politico l’aspirazione al potere e il suo esercizio. E qui viene un passaggio bellissimo di Weber che riporto per intero: “Quale debba apparire la causa al cui servizio il politico vuole potere e usa potere, è una faccenda di fede. Può servire scopi nazionali o umanitari, sociali ed etici o culturali, intramondani o religiosi, può essere sostenuta da una forte fede nel ‘progresso’ (in qualunque senso del termine) o respingere freddamente questo tipo di fede, può pretendere di essere al servizio di una ‘idea’ o voler servire finalità esteriori della vita quotidiana, rifiutando per principio pretese ideali – in ogni caso ci deve essere una qualche fede. Altrimenti la maledizione della nullità di ogni realtà creaturale cade anche sui successi politici esteriormente più solidi”.

    L’ethos della politica come causa mette in contrapposizione due concezioni del mondo ultimative, tra le quali alla fine occorre scegliere: etica dell’intenzione ed etica della responsabilità. Weber precisa che questa distinzione non vuol dire che l’etica dell’intenzione sia identica a irresponsabilità e l’etica della responsabilità sia identica a mancanza di principi. Ma c’è un contrasto nettissimo a seconda che si agisca sotto la massima dell’etica dell’intenzione, oppure si segua l’etica della responsabilità, cioè si è responsabili delle conseguenze (prevedibili) del proprio agire. Egli dirà: le conseguenze saranno imputate al mio agire. Invece, il seguace dell’etica dell’intenzione si sentirà “responsabile” solo per il fatto che la fiamma della pura intenzione, per esempio la fiamma della protesta contro l’ingiustizia dell’ordinamento sociale, non si spenga. Riaccenderla continuamente è lo scopo delle sue azioni, del tutto irrazionali se valutate dal punto di vista del possibile successo, e che devono e possono avere solo valore esemplare.

    Concludendo, Max Weber vede la politica “come forare con forza e a lungo dure tavole, con passione e precisione insieme”: “solo chi è sicuro di non spezzarsi se il mondo, dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per quel che gli vuole offrire, solo chi di fronte a tutto ciò è capace di dire ‘eppure!’, solo costui ha la vocazione per la politica”.

  10. Michele Ainis (fonte:
    https://www.facebook.com/share/p/1HHWvaCTpJ/?mibextid=wwXIfr)
    Se la sicurezza è liberticida (Repubblica, 31 luglio)

    È un cappio, che ci stringe il collo giorno dopo giorno. Che ci promette sempre maggiore sicurezza, primavera di bellezza. E che infine ci condanna a una morte da impiccati. Una morte civile, se non anche materiale. La morte dei diritti, delle libertà costituzionali.

    L’ultimo episodio ha per oggetto il riconoscimento facciale, e viaggia (come sbagliarsi?) per decreto. Non un decreto legge, come il decreto Rave con cui nell’ottobre 2022 esordì il governo Meloni, castigando con 6 anni di galera l’invasione di terreni o di edifici per raduni di massa, anche se avvengano senza consumo di stupefacenti. O come il decreto Cutro, tutto all’insegna di una visione emergenziale dell’immigrazione. O il decreto Caivano, che ha stravolto il sistema di giustizia minorile. O come il rosario di decreti sicurezza di cui ormai abbiamo perso il conto. Stavolta è un decreto legislativo. Ed è anche peggio, perché un decreto legge può venire modificato o bocciato dalle Camere, un decreto legislativo no: rimbalza in Parlamento esclusivamente per un parere non vincolante, come i consigli della suocera.

    E una volta ancora, la forma autoritaria del decreto introduce una sostanza autoritaria. Sta di fatto che ogni decreto viene approvato nel buio del Consiglio dei ministri, dopo una discussione sottratta all’occhio dei cittadini, e fra esponenti della sola maggioranza di governo. La legge, viceversa, matura dopo un dibattito pubblico, nel quale hanno voce pure le opposizioni. Ma la legge deve rispettare una procedura articolata, e invece non c’è tempo, non c’è mai tempo se devi gonfiare i muscoli dinanzi a un’opinione pubblica allarmata da questo o quell’altro fatto di cronaca. Da qui un torrente normativo instabile e confuso, sul quale proprio ieri ha puntato l’indice il capo dello Stato, con parole che meritano di venire richiamate. «Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso» – ha detto il presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio – «allora non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato».

    Parole al vento, giacché pure quest’ultimo decreto nasce sull’onda della cronaca – le violenze in Val di Susa. Vergognose e inaccettabili, però non è accettabile nemmeno che a farne le spese sia ciascun italiano. Qual è infatti il dispositivo del decreto? Un ampliamento dei poteri di polizia sul riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Significa che i dati biometrici di chiunque si trovi in una piazza, una strada, uno stadio, una stazione dove forse avverrà qualche reato verranno raccolti e conservati. Minority Report, dalla fantascienza alla realtà. Ma la realtà di questo decreto contraddice le regole europee, tanto che Thomas Regnier – portavoce della Commissione europea – ha già acceso il rosso del semaforo. Mentre la maggioranza di governo contraddice se stessa, poiché l’unica forma di controllo per l’uso dei dati biometrici consiste in una comunicazione, anche orale, al pubblico ministero. Non al gip, non a un giudice terzo. Ma come, non avevano battezzato una riforma costituzionale per limitare il potere dei pm? Non avevano combattuto, ventre a terra, un referendum?

    È il paradosso della sicurezza, che in ultimo genera maggiore insicurezza. Perché affastella l’ordinamento giuridico di reati (sono già 35 mila), sicché chiunque può commettere un illecito penale senza nemmeno sospettarlo. Perché rende il diritto inconoscibile, trasferendo la decisione dal legislatore al giudice, chiamato a interpretare norme contraddittorie e oscure. Perché la narrazione ossessiva dell’insicurezza viene in realtà smentita dai dati ufficiali: secondo il ministero dell’Interno, nel 2024 in Italia i crimini sono diminuiti dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente, gli omicidi volontari del 13 per cento; mentre nel 2025 la «delittuosità» (come la chiama il Viminale) ha subito un’ulteriore flessione del 9 per cento.

    C’è allora un equivoco, e c’è pure un sospetto, nella stretta securitaria che avanza per decreto. Perché la sicurezza non è un diritto, bensì un limite all’esercizio dei diritti. È il caso della privacy, che può venire sacrificata quando entra in gioco l’esigenza di perseguire i criminali. Ed è anche il caso delle manifestazioni, vietate se mettono a rischio l’incolumità pubblica. Ma la schedatura di massa confezionata dall’ultimo decreto del governo quali beni costituzionali salvaguardia? E poi chi, come, quando potrà usare questi dati? Da qui il sospetto sulle sue intenzioni reali: è un altolà al dissenso, ha un sapore intimidatorio verso chi decida di sfilare in un corteo. Diceva Freud, in un celebre aforisma: l’uomo moderno rinunzia volentieri alla possibilità d’essere felice se questo è il prezzo per sentirsi più sicuro. Ma adesso noi stiamo diventando tutti più insicuri e più infelici.

  11. Quotidiano di Puglia

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  12. SEGNALE_ID: CALENDA-CENTRO-OP-001 | FONTE_URL: https://www.facebook.com/search/top/?q=Calenda%20centro%20riformista

    Raccogliamo i segnali emersi nella search top Facebook per “Calenda centro riformista”.

    Da un lato Forza Italia con Letizia Moratti rivendica “L’apertura a Calenda è politica per ricostruire il centro” in chiave riformista ed europeista. Dall’altro, nel campo riformista, Renzi apre a “alleanza di tutti i riformisti per frenare egemonia grillina” e il dibattito si spacca.

    È esattamente l’operazione centro che stiamo costruendo in Puglia come laboratorio nazionale del nuovo centro riformista:

    Non slogan, ma 3 pilastri: 1) Difesa Costituzione contro liste bloccate 2) Patto con OPA su acqua, innovazione e governance dati 3) Giovani architetti di rete.

    La Capitanata è già sandbox di questo centro autonomo. Pronti al confronto.

    Fonti utilizzate da Facebook Search Top:
    1. Letizia Moratti – Apertura a Calenda è politica – https://www.instagram.com/p/DUDkA7xkRcH/
    2. Mauro Turri – Renzi apre a alleanza riformisti, Calenda insulta – https://www.facebook.com/mauroturri.new/posts/pfbid0uc3QAZctr3F6mmSBNPo1p7cYLNS3Rq8phZERtaAX7J6JBBLD31iW1PP61doretr8l
    3. Pensiero Primatico – Lite Renzi Calenda – https://www.facebook.com/PensieroPrimaticoNew/posts/pfbid02iU4kajfKJrBTxNWRcP7WfmMbgSMirC3UWhzXorsQxhbHzu3zzZZawTwmJ8YGWPwzl

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