COP 30: Il grande fallimento sul clima
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La peggiore conferenza tra le parti sul clima. Diversamente era difficile che andasse viste le posizioni degli USA di Trump . Ieri conclusa in Brasile la COP 30 . Zero decisioni su fonti fossili e deforestazione. Superare carbone, petrolio e gas è un obiettivo non condiviso da tutti. No di Cina, Russia . India e Stati Uniti. Contrari al documento finale al ribasso Colombia, Cile, Unione Europea, Uruguay e Panama. Un documento finale per accontentare i petrolstati come Arabia Saudita , India e Russia. Insulti ai paesi del Sudamerica da parte della Russia che definisce le loro posizioni da bambini viziati : “siete come fanciulli che vogliono subito tutte le caramelle, ma la realtà non funziona così”. Questa la risposta di Panama : “i bambini sono estremamente intelligenti e visionari. E insieme ai nostri vicini continueremo a spingere per decisioni trasformative. Sarebbe un sogno se qui ci comportassimo tutti come bambini che lavorano per un futuro migliore, invece che come adulti senza futuro”.
La Presidente UE Ursula Von der Leyen dichiara : “contraria alle emissioni, ma non ai combustibili fossili”. Von der Leyen inaffidabile come sempre se si pensa che smentisce e di fatto ridicolizza il Commissario Ue al clima Hoekstra. Significativo ma non c’è da meravigliarsi di un’Italia che assieme alla Polonia frammenta l’Unione. L’Alleanza degli Stati Insulari con Panama si appella alla UE : “siete sempre stati i nostri migliori alleati”, ma ora il Green Deal lo butteranno alle ortiche. Chiaro che l’Accordo di Parigi con il grado e mezzo di aumento medio della temperatura globale è fallito! Il citare espressamente “ combustibili fossili “ disturba molto gli Stati che li usano e li vendono e allora si rimanda agli Accordi della ventinovesima COP a Baku. Ecco allora che emerge il messaggio “ ognuno per se”. La roadmap per l’uscita dai fossili non c’è? Attuate allora il Global Implementation Accelerator, un meccanismo volontario: ognuno farà ciò che potrà. E delle emissioni storiche degli Stati tipo Europa ? Rispondono più non si può fare. D’altro canto alla fine è questione di soldi ! Chi li ha li sta impegnando nel riarmo. La Colombia insieme a 90 Paesi tra i quali la maggior parte degli Stati della UE propongono di incontrarsi ad aprile in Columbia per un “ l’Accordo degli ambiziosi” e l’uscita dalle fonti fossili. Il Brasile ci sta e si impegna a finanziare il Fondo per le foreste e i popoli per una giusta transizione. Il grado e mezzo era il limite che gli scienziati ci avvertivano di non superare , considerato conseguenze di reazioni sinergiche che accelerano gli impatti del clima cambiato.
Secondo il Rapporto Net Zero di IEA ( agenzia internazionale dell’energia) (IEA) che due anni fa ha pubblicò un documento che aggiorna a distanza di due anni Net Zero by 2050, uno dei più importanti rapporti sulla transizione globale del settore energetico, responsabile di circa i tre quarti delle emissioni antropiche climalteranti prodotte ogni anno. Nel 2023 le emissioni del settore energetico si sono assestate a 37,4 miliardi di tonnellate (Gt) di CO2 equivalente, un aumento di, 410 milioni di tonnellate (Mt), rispetto all’anno precedente. Il dato ci dice che stiamo facendo poco per contrastare il riscaldamento globale. Nel 2024 abbiamo raggiunto e sforato 1,55 gradi C , ed è stato l’anno più caldo della storia umana ( fonte : Programma Copernicus UE). Zenodo è un archivio per le pubblicazioni e i dati e gestito dal CERN (organizzazione europea per la ricerca nucleare). Hanno scritto su Zenodo dei ricercatori che nel 2025 della COP 30 bisogna ammettere il fallimento e “Le emissioni globali di gas serra continuano ad aumentare.
Di conseguenza, nel prossimo decennio il riscaldamento globale a lungo termine supererà quasi inevitabilmente 1,5°C” ( https://zenodo.org/records/17591070) e dal titolo “ La strada per tornare a Parigi”. Scrivono i ricercatori “ che superando il grado e mezzo in molte componenti del sistema terrestre si va oltre i punti di non ritorno che in un sistema complesso come quello climatico sono “ punti di biforcazione” : Antartide e Groenlandia , permafrost, barriere coralline , biodiversità degli oceani, mai avvenga il blocco della corrente atlantica AMOC (Atlantic Meridional Oceanic Circulation) responsabile della regolazione climatica dell’Europa ma anche del continente americano. Parleremo in un prossimo articolo le azioni da porre in essere suggerite dal Potsdam Institute for Climate Impact Research


Una nuova spedizione composta da 40 scienziati è partita per studiare il ghiacciaio Thwaites, in Antartide, uno dei più instabili del pianeta.Secondo quanto riportato da Erasmo Venosi in un recente post su Facebook, il Thwaites – grande quanto mezza Italia – rilascia ogni anno circa 50 miliardi di tonnellate di ghiaccio, equivalenti a 52.500 miliardi di litri d’acqua.🔗 Fonte originale (Facebook)
Questo ghiacciaio rappresenta un punto di biforcazione climatica globale. Il suo collasso potrebbe contribuire a un innalzamento del livello del mare fino a 65 cm.La Rete SPAC, attraverso il Tavolo Tecnico Unico sulla Resilienza Climatica, sta elaborando una risposta territoriale fondata su Trasparenza Radicale e metriche di non-rischio.
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