Energia e Bugie: La Dura Verità sulla Transizione che il Mondo non Vuole Affrontare

Energia e Bugie: La Dura Verità sulla Transizione che il Mondo non Vuole Affrontare

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Una ricerca su circa 88 mila articoli scientifici sul clima ha mostrato che il 99,9% di questi è d’accordo che i cambiamenti climatici sono causati dall’uomo. Nonostante questo risultato uno sparuto gruppo di negazionisti sparge dubbi sulle politiche climatiche incidendo spesso su politici impreparati o in conflitto di interesse con le lobby soprattutto delle fonti fossili. Si aggiungano alcune  dichiarazioni di rappresentanti istituzionali e tutto diventa complesso. Trump ha twittato che “il cambiamento climatico è una bufala” creata da e per i cinesi al fine di rendere non competitiva l’industria manifatturiera statunitense”. Il partito di estrema destra spagnolo Vox ha etichettato l’agenda climatica delle Nazioni Unite come “marxismo culturale”. Il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland ha regolarmente accusato i partiti tradizionali di “dittatura climatica”. Nigel Farage, l’agitatore britannico che ha guidato la campagna per l’uscita dall’Unione Europea ha criticato i piani del governo per l’azzeramento delle emissioni nette.  Alle elezioni di luglio, ha vinto un seggio parlamentare per il partito di estrema destra Reform UK, dopo aver trascorso gran parte della sua campagna elettorale a inveire contro le politiche climatiche. Alle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2024, anche se il centro avesse ampiamente vinto, i partiti di estrema destra scettici sulla lotta contro il cambiamento climatico hanno guadagnato seggi e influenza, mentre i partiti verdi hanno perso voti e seggi. Il Green Deal, simbolo dell’Europa, che mira a rendere l’UE climaticamente neutrale entro il 2050, verrà probabilmente ridimensionato. Tutto questo rende problematica la transizione energetica.  Lo scorso anno  la produzione globale di energia eolica e solare ha raggiunto livelli record, livelli che sarebbero sembrati impensabili fino a poco tempo prima. Negli ultimi 15 anni, l’energia eolica e solare è passata da quasi zero al 15% della produzione mondiale di elettricità, e i prezzi dei pannelli solari sono diminuiti fino al 90%. Tali sviluppi rappresentano un notevole progresso in quella che viene definita la transizione energetica, ovvero il passaggio dall’attuale mix energetico dominato dagli idrocarburi a uno a basse emissioni di carbonio, dominato dalle fonti rinnovabili.  Il 2024 è stato anche un anno record per la produzione di energia derivata da petrolio e carbone. La quota di idrocarburi nel mix energetico primario globale non è praticamente cambiata, passando dall’85% del 1990 a circa l’80% di oggi. In altre parole, ciò che si sta verificando non è tanto una “transizione energetica”, quanto piuttosto un “aumento di energia”. Invece di sostituire le fonti energetiche convenzionali, la crescita delle energie rinnovabili si sta aggiungendo a quelle convenzionali. Persistono le preoccupazioni per il cambiamento climatico aveva ma la realtà dei conflitti in atto, le guerre commerciali, e la bassa crescita globale stanno rendendo arduo la transizione energetica. Ardua ma necessaria la transizione da un sistema energetico basato in gran parte su petrolio, gas e carbone a uno basato principalmente su eolico, solare, batterie, idrogeno e biocarburanti. Sia chiaro e ognuno si assuma le responsabilità connesse al proprio ruolo che il mondo è ben lungi dall’essere sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, spesso dichiarato, entro il 2050, le “emissioni nette zero”, ovvero un equilibrio in cui le emissioni residue siano compensate dalla rimozione delle emissioni dall’atmosfera. E non esiste un piano chiaro per rimettersi in carreggiata o per realizzare l’entità degli investimenti che sarebbero necessari a tal fine. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha previsto nel 2021 che, affinché il mondo raggiunga gli obiettivi del 2050, le emissioni di gas serra dovrebbero diminuire da 33,9 gigatonnellate nel 2020 a 21,2 gigatonnellate nel 2030; finora, le emissioni hanno seguito la direzione opposta, raggiungendo i 37,4 gigatonnellate nel 2023 (e non c’è motivo di pensare che un calo del 40% in soli sette anni sia lontanamente fattibile). Altri dati riflettono analogamente le sfide della transizione.  Parte del problema è il costo: migliaia di miliardi, con grande incertezza su chi dovrà pagarli. Parte del problema è anche l’incapacità di comprendere che gli obiettivi climatici non esistono nel vuoto. Coesistono con altri obiettivi, dalla crescita del PIL e dallo sviluppo economico alla sicurezza energetica, alla riduzione dell’inquinamento locale e sono complicati dalle crescenti tensioni globali, sia Est-Ovest che Nord-Sud. Negli ultimi anni, hanno preso forma diverse importanti iniziative per promuovere la transizione energetica: dall’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti e dal Green Deal in Europa al COP28 Dubai Consensus, che ha auspicato una “transizione dai combustibili fossili in modo giusto, ordinato ed equo”. È sempre più chiaro, tuttavia, che governi e settore privato dovranno affrontare la transizione energetica bilanciando accesso, sicurezza e convenienza dell’energia. Investitori, decisori e decisori politici al di fuori degli Stati Uniti lo faranno in un contesto in cui le priorità della Casa Bianca con Trump sono cambiate radicalmente, passando dalle energie rinnovabili a quelle convenzionali. Intanto in Italia i È stato recentemente presentato Il Rapporto “Elementi per un’Italia 100% rinnovabile”, promosso dalla Rete 100% Rinnovabili, preparato e sottoscritto da 25 docenti e ricercatori italiani, che mostra come sia possibile e conveniente decarbonizzare la produzione di elettricità utilizzando unicamente fonti energetiche rinnovabili. Il Rapporto  discute  la decarbonizzazione del sistema energetico, dal  lato della domanda e da quello  dell’offerta, senza però descrivere un unico scenario di decarbonizzazione  40 punti sono svolti ricercando la massima sintesi divulgativa, fornendo un’ampia bibliografia a supporto delle argomentazioni e come introduzione allo stato dell’arte scientifico sugli scenari 100% rinnovabili. L’enfasi è sul plurale, “scenari”, perché dalla letteratura scientifica emerge come più d’uno scenario sia plausibile, al variare delle preferenze socioculturali e traiettorie tecnologiche.

2 commenti su “Energia e Bugie: La Dura Verità sulla Transizione che il Mondo non Vuole Affrontare

  1. Erasmo Venosi, Alfonso Pascale Riusciremo .. La **Capitanata** sta vivendo un momento di trasformazione senza precedenti: la **transizione energetica** procede di pari passo con la **rivoluzione digitale, l’innovazione e la ricerca**. Gli agricoltori, le imprese e le comunità stanno affrontando questa sfida con determinazione, aprendo nuove strade per un futuro più sostenibile e inclusivo.
    🔗 **Questo è il momento per i giovani di diventare artefici del proprio destino!**
    Non si tratta solo di adattarsi ai cambiamenti epocali, ma di **guidarli**, creando opportunità che permettano di **restare e costruire** un territorio vivo, dinamico e all’avanguardia.
    🚀 Il futuro della Capitanata dipende da **chi ha il coraggio di innovare**. La transizione è in corso—**facciamone parte, costruiamola insieme!** 💡✨

  2. Complimenti a Erasmo Venosi. Mi occupo di queste cose da tempo, nel mio ruolo di rappresentante in Italia di una Agenzia delle Nazioni Unite, nonché Direttore, leader nel mondo per lo sviluppo. Devo tuttavia prendere atto, che l’Italia quando c’è da decidere nei contesti internazionali, non c’è mai, ma la cosa strana che si ignora il fatto che io cerchi di valorizzare le risorse umane del nostro Paese che al contrario si mettono in competizione con il sottoscritto, per cui il nostro paese non è credibile internazionale e come tale implode su se stesso. Risultato: anziché aiutare il nostro Paese, contribuisco nel sanzionarlo.
    Sto cercando ora, come responsabile della salute, sempre su progetto ONU che noi coordiniamo, di rendere le città sane. Mi riferisco alla Sicilia con la sua raffineria ad Augusta, l’inquinamento nella Val Bormida al Nord e la terra dei fuochi in Campania dove dopo averli avvisati già dai primi anni ‘90, è intervenuta ora la CEDU, sui diritti umani
    Così non si può continuare! Chi ha titolo, voglia di fare e chi istituzionale non ha idea di cosa fare, mi contatti. A novembre saremo a Dubai, in un contesto internazionale, dove si decideranno tante cose, per cui ho bisogno che il nostro Governo mi indichi cosa posso fare per il nostro Paese e concordare una azione comune per salvarlo da quella brutta immagine che abbiamo dato, con un territorio sempre più soggetto al degrado e all’abbandono con un dissesto idrogeologico in ragione del 94% e per lo più inquinato e ricolmo di rifiuti, dove chi può scappa via. Questo a me non sta bene!
    Per chi volesse approfondire:
    https://1drv.ms/w/c/39b492d30bd31cc2/EcIc0wvTkrQggDlGogEAAAAB5XB5-DQaKuIQyUVLo7l9DQ

    Ricordando che i primi urbanisti erano medici, chiedo agli stessi medici e quelli di ora Urbanisti, che dovrebbero occuparsi del territorio, cosa fanno ora, per evitare lo scempio che c’è nel nostro Paese. https://1drv.ms/w/c/39b492d30bd31cc2/EcIc0wvTkrQggDmlkAEAAAABftzFOjSEPbr84b57AVAUnQ

    Questi sono i lavori preparatori sulla Nuova Agenda 2030 di cui siamo la fonte.
    https://www.dropbox.com/scl/fi/6zjzdq6sxg0bvsuu3e72y/Habitat-III-Quesiti.docx?rlkey=cbzmrqr2q8ck3gvwr5hmacrfb&st=snlyv3xz&dl=0

    Grazie per l’attenzione.
    Mauro Parilli
    * nel link le mie coordinate.

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