AZIONE FOGGIA, LA POLITICA DELLA SOPRAVVIVENZA E IL MEA CULPA CHE SERVE
📌 Aggiornamento 26 giugno – il metodo è lo stesso in Comune e in piazza
Nelle ultime 24 ore la discussione si è spostata dal Palazzo alla piazza. Sul post di Michele Lauriola su Andrea Chénier, 10 cittadini con posizioni diverse (Domenico Bevilacqua, Alfonso Zecca, Andrea Rinaldi, Pino Paglialonga, Antonio Albanese, Agostino Formiglio e altri) hanno espresso la stessa richiesta: gestione non approssimativa del bene pubblico.
È la stessa convergenza registrata tra Massimo Russo, Alfonso Buono, Antonella Caruso e Vincenzo Castellano sulla crisi Episcopo.
Quale metodo? Quello che RIUPA propone da mesi: ogni euro tracciato, ogni obiettivo scritto, ogni risultato misurabile. Che si tratti dei 18 milioni in cassa o dell’organizzazione di Chénier.
CORRELAZIONE STRATEGICA
La Visione Politica del Coordinamento di Rete SPAC applicata al Caso Foggia
Negli ultimi dieci giorni, la crisi politica del Comune di Foggia ha mostrato con chiarezza ciò che Rete SPAC sostiene da mesi: non siamo davanti a una crisi di persone, ma a una crisi di metodo.
La nomina dell’assessore Michele Salatto completa formalmente la Giunta, ma non risolve il nodo politico che attraversa la città: una maggioranza che sopravvive, ma non governa; un Palazzo che si ricompone, mentre la città resta senza direzione.
🔵 1. La convergenza tra Palazzo e piazza
Il 20 giugno, RIUPA ha registrato un dato inedito: la stessa richiesta arriva sia dal Palazzo sia dalla piazza.
- I cittadini intervenuti sul post dedicato ad Andrea Chénier (Bevilacqua, Zecca, Rinaldi, Paglialonga, Albanese, Formiglio e altri) chiedono gestione non approssimativa del bene pubblico.
- Russo, Buono, Caruso e Castellano – da posizioni politiche diverse – denunciano assenza di metodo, autoreferenzialità, immobilismo.
🔵 2. Le sette voci che compongono il quadro
RIUPA ha incrociato tutte le fonti pubbliche:
- Caruso – “18 milioni in cassa”: le risorse ci sono, manca la direzione.
- Russo – “imparare dagli errori”: appello all’autocritica.
- Azzarone / StatoQuotidiano – “Foggia al primo posto”: la narrazione ufficiale.
- Varriano – “arroganza”: denuncia del metodo autoreferenziale.
- Angiola + 38 cittadini – il termometro della delusione.
- Ciccarelli – “12 giorni”: il conto alla rovescia dell’immobilismo.
Tutte queste voci, pur diverse, disegnano lo stesso quadro: la città è ferma perché manca un metodo di governo.
🔵 3. La svolta: il mea culpa di Buono e l’analisi di Russo
Due interventi hanno cambiato la lettura della crisi:
Massimo Russo
“La vittoria che umilia non governa.”
Una maggioranza che vince lo scontro interno ma perde autorevolezza non può produrre risultati.
Alfonso Buono
“Colpa anche nostra che non abbiamo costruito un’alternativa.”
È il primo atto di responsabilità diffusa: non alibi, ma metodo.
🔵 4. Perché un rimpasto non basta
Varriano denuncia l’arroganza, Ciccarelli conta i giorni persi, Caruso ricorda che i soldi ci sono. Il rimpasto non risolve nulla se non cambia il patto tra chi governa e chi è governato.
Per questo Rete SPAC propone tre richieste non negoziabili:
Contratto di Legislatura con 3 obiettivi
PNRR – ATAF – Rifiuti. Firmati pubblicamente da Sindaca e capigruppo.
Registro pubblico dei 18 milioni
Dove sono, come sono vincolati, quando partono i cantieri. Aggiornamento mensile.
Sei mesi di prova
Verifica pubblica trimestrale. Niente fiducia cieca: solo risultati.
🔵 5. La visione politica del Coordinamento di Rete SPAC
Dalla correlazione con il documento Gemini emerge una visione chiara:
La politica non è appartenenza: è metodo. Non è PD contro M5S, né correnti contro correnti. È capacità di governare i temi fondamentali del territorio.
- cibo
- acqua
- energia
- suolo
- clima
- servizi essenziali
- pianificazione urbana
- sviluppo economico e produttivo
La crisi foggiana dimostra che la politica locale continua a consumarsi in rimpasti, equilibri interni e logiche di sopravvivenza, mentre il territorio affronta sfide globali che richiedono visione e competenza.
🔵 6. Il ruolo di Azione – Tempi Nuovi
Paradossalmente, è proprio Azione – il soggetto che ha pagato il prezzo politico più alto con le revoche di Frattarolo e Patanò – a incarnare oggi il metodo SPAC:
- non cerca poltrone
- non alimenta conflitti
- chiede processi chiari
- propone contratti pubblici con i cittadini
- mantiene autonomia e responsabilità
Azione è la quarta gamba autonoma della maggioranza, non subalterna. Sostiene la stabilità istituzionale, ma rifiuta l’approssimazione.
🔵 7. Perché Foggia può diventare un laboratorio nazionale
RIUPA non tifa per nessuno. Valuta il metodo.
E oggi il metodo manca. La crisi Episcopo lo dimostra: quando la politica si chiude nelle stanze, perde contatto e poi perde deleghe.
Ma il mea culpa di Buono, l’analisi di Russo, la voce dei cittadini e la resilienza di Azione mostrano che esiste un terreno comune per ricostruire.
Foggia può diventare il laboratorio nazionale di un nuovo paradigma politico: meno appartenenza, più metodo; meno correnti, più competenze; meno palazzo, più territorio.
⭐ Conclusione
La Giunta è completa.
La governance no.
Il metodo è già scritto nel Libro Mastro.
Ora va applicato.
RIUPA non tifa per nessuno. Valuta il metodo. Se il metodo manca, lo segnala. Se c’è, lo sostiene. Oggi a Foggia il metodo manca. Il mea culpa di Buono è il primo mattone per ricostruirlo.


Antonella Caruso (fonte: https://www.facebook.com/share/1EEThHdUU8/?mibextid=wwXIfr), hai ragione. Una città che ha perso una generazione di ragazzi ha perso tutto.
E non l’ha persa oggi. L’ha persa a partire dalla fine degli anni ’90, quando Foggia ha smesso di progettare il futuro e ha iniziato a gestire il presente.
La politica foggiana, di destra e di sinistra, non è stata capace di dare una svolta. Ha gestito equilibri di Palazzo, non condizioni di sviluppo. Ha consumato 25 anni in rimpasti, transazioni da decine di milioni, appalti falliti, mentre il mondo cambiava.
E in questo fallimento c’è anche una responsabilità che dobbiamo dirci con chiarezza: la scuola e in particolare l’Università di Foggia non hanno dato l’impulso per il ricambio generazionale. Non hanno formato giovani capaci di cogliere le grandi opportunità che il territorio, comunque, era ed è ancora in grado di determinare: cibo, acqua, energia, logistica, cultura.
Abbiamo laureato ragazzi per farli andare via. Non per farli restare e trasformare la Capitanata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Governance 83° posto, sicurezza 26,12, 4,5 milioni PNRR a rischio, cassonetti intelligenti già sperimentati 25 anni fa e riproposti come novità.
Rispetto a questa stasi, Azione Foggia ha deciso di cambiare paradigma.
Non proponiamo l’ennesima rottura radicale. Proponiamo quella che chiamiamo Rivoluzione Gentile: non urla, non note disciplinari ai cittadini, non ricerca di colpevoli.
Significa invertire concretamente la rotta partendo dai giovani, gli unici che possono determinare le condizioni della nuova rivoluzione digitale con resilienza.
Come? Con il Tavolo Tecnico Permanente che stiamo aprendo con l’Assessorato al Lavoro, Camera di Commercio, Università, ITS, categorie e terzo settore. Non per chiedere ai giovani di restare per affetto. Per dare loro ragioni concrete: filiere vere, competenze collegate alle imprese, opportunità occupazionali misurabili.
Se la politica vecchia ha perso una generazione, la politica nuova deve avere il coraggio di formarla qui e farla lavorare qui.
Siamo disponibili a un confronto pubblico con te e con tutti coloro che, come te, non si rassegnano.
Azione Foggia
La Puglia anticipa l’Europa: il Nodo Foggia come laboratorio del cambiamento.
La diagnosi di Mario Draghi è inequivocabile: l’Europa deve cambiare radicalmente per restare equa, libera e competitiva.
La Puglia sta già costruendo ciò che manca.
Nel Nodo Foggia abbiamo avviato tavoli tecnici permanenti, infrastrutture civiche digitali e processi di governance verificabile che trasformano ogni crisi in un’occasione di ricostruzione.
Non attendiamo direttive dall’alto: le anticipiamo dal territorio.
Dove Draghi indica la direzione, la Puglia dimostra il percorso.
Territori che governano dati, complessità e decisioni con metodo: questa è la nostra risposta alla sfida europea.
Competenza, responsabilità, unità.
La Puglia non commenta: costruisce.
E costruisce ciò che manca.
Foggia: 83ª in governance, 26,12 in sicurezza, 4,5 milioni PNRR a rischio. Non sono tre notizie diverse.
Sono lo stesso metodo. (fonte)
Governance Poll: Episcopo perde 64 posizioni. Varriano: “dimissioni annunciate e ritirate”
Sicurezza: indice 26,12, camminare di notte 19,98
Asili nido PNRR: 4,5 milioni a rischio per blocchi a via Gandhi e De Palma, solo 2 cantieri su 5
Noi di Azione, forza di maggioranza, non facciamo l’elenco dei problemi. Chiediamo alla Sindaca:
Mozione filiera (sviluppo = meno criminalità)
Richiesta videosorveglianza periferie
Accesso atti PNRR asili (per verificare se la rinuncia è tecnica o politica)
Non è opposizione. È il metodo “risultati verificabili contro narrazione vuota” che Russo e Varriano chiedono.
Chi vuole aderire al modulo ICC di verifica, non per tifare ma per controllare gli atti, scriva su questa pagina.
Coordinamento Politico Rete SPAC – Azione (Clicca qui)
Francesco Strippoli (fonte: https://www.facebook.com/share/p/18qYDdvUCY/?mibextid=wwXIfr):” 𝟐𝟏 𝐥𝐢𝐤𝐞 𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐭𝐞: “𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐏𝐀𝐆𝐀𝐍𝐎 𝐈 𝐌********𝐈”.
Questa è l’accoglienza distratta e rassegnata riservata a quella che, senza mezzi termini, è la 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐢ù 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟏𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 per la nostra città. Mentre molti la snobbano come una noia burocratica, questo è l’autentico 𝐃-𝐃𝐚𝐲 𝐩𝐞𝐫 𝐅𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚. Come Movimento ci siamo battuti per questa transazione dal primo giorno, inizialmente in splendida solitudine, spinti dalla necessità di sbloccare 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐞, e non più virtuali, per la rigenerazione urbana e i servizi.
Oggi abbiamo una cassa incredibile (oltre 140 milioni) con oltre ben 50 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 letteralmente sequestrati nel “Fondo Contenzioso”: sono i soldi dei foggiani che non possono essere spesi perché bloccati da una vicende giudiziarie asfissianti. La proposta di transazione “tombale” da 𝟏𝟗,𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 è l’unica via per evitare il baratro. Rischiavamo infatti un salasso aggregato di oltre𝟕𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨. È bene chiarire che le cifre di cui si parla spesso sono solo la “quota capitale”: a quelle somme andavano aggiunti 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 maturati in oltre un decennio, una combinazione che avrebbe condotto il Comune al default certo.
Parliamo di tre filoni esplosivi che abbiamo finalmente disinnescato. Il primo è il 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞 sulla responsabilità per il fallimento Amica, dove è già arrivata una pesantissima condanna di primo grado per 𝟐𝟕,𝟓 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 (più interessi). Il secondo è un 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐫𝐛𝐢𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 da oltre 𝟏𝟕,𝟓 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 relativo ai corrispettivi per l’igiene ambientale e alla complessa questione dell’Ecotassa non versata tra il 2008 e il 2011. Infine, una causa da 𝟑,𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 per 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐞𝐱𝐭𝐫𝐚-𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐞 come la pulizia dei cimiteri e delle aree cani, effettuati ma mai pagati dal Comune.
Per essere pignoli ad ogni sentenza va aggiunta la tassa di registro del 3% del valore della condanna che ovviamente paga il soccombente, ossia il Comune. Solo per il primo grado di giudizio è stata di 900 mila euro… per intenderci un anno dell’attuale contratto del verde pubblico.
Il mio ruolo, sempre critico, puntiglioso e determinato (fastidioso per alcuni), mi impone di dire la verità: quando si agisce finalmente nella giusta direzione, bisogna rivendicarlo con forza.
Con questo accordo voltiamo finalmente pagina, chiudendo un decennio buio e restituendo a Foggia le risorse per tornare a crescere.
Città di Foggia 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮ò 𝐩𝐢ù 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞.
#𝐅𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚 #𝐀𝐦𝐢𝐜𝐚𝐒𝐩𝐀 #𝐓𝐫𝐚𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞𝐀𝐦𝐢𝐜𝐚 #𝐒𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨𝐅𝐨𝐧𝐝𝐢 #𝐑𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞𝐔𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚 #𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 #𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐀𝐢𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 #𝐅𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨𝐅𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚 #𝐒𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐃𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐚 #𝐋𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭à𝐄𝐓𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 #𝐑𝐢𝐬𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨
Azione Foggia – Crisi infinita
Il metodo politico che manca al campo largo
Le profonde disgregazioni interne al campo largo foggiano non accennano a ricomporsi. Amorese: “Ci sarà un problema ogni settimana”.
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Il tallone d’Achille
Amorese: “Ci sarà un problema ogni settimana”. Non è previsione, è diagnosi di un metodo fondato sull’emergenza.
Ecosistema Antonucci-Carrozzino
Mentre la politica litiga, i tecnici governano.
Salatto già con Ciliberti
Il riciclo smentisce il nuovo corso.
Manca il metodo Episcopo
Senza patto politico, Foggia resta ostaggio della crisi infinita.
L’intervento del Consigliere Francesco Strippoli in Consiglio comunale ( fonte: https://www.facebook.com/share/v/1CxGYCTgGs/?mibextid=wwXIfr) affronta con chiarezza molti dei nodi che oggi condizionano la capacità amministrativa del Comune di Foggia: partecipate in difficoltà, PNRR non speso, urbanistica ferma, beni pubblici senza una strategia, servizi essenziali che richiedono una programmazione più solida.
Come Azione, condividiamo l’impostazione che mette al centro programmazione, responsabilità e risultati, superando logiche di appartenenza e dinamiche interne che non contribuiscono alla qualità del governo.
La città ha bisogno di stabilità, ma soprattutto di efficacia amministrativa.
Tuttavia, la fase che Foggia sta attraversando richiede un passo ulteriore:
non basta garantire la tenuta della maggioranza.
Serve un metodo di lavoro verificabile, capace di trasformare gli impegni in atti, gli atti in cantieri, i cantieri in servizi.
Per questo riteniamo indispensabile:
• protocolli chiari di accountability sulle partecipate e sui dossier strategici;
• obiettivi pubblici, misurabili e con responsabilità definite;
• una governance che riporti al centro trasparenza, competenza e controllo civico;
• un rapporto costante e strutturato con la città, non solo con il Palazzo.
È la direzione che stiamo portando avanti con il lavoro della Rete SPAC e con il metodo RIUPA, già applicato in diversi ambiti e oggi messo a disposizione dell’amministrazione per rafforzare la capacità di governo della città.
Foggia merita un’amministrazione che non solo regga, ma che produca risultati.
Azione continuerà a lavorare con spirito costruttivo, responsabilità istituzionale e attenzione rigorosa ai fatti, affinché questo obiettivo diventi realtà.
La rappresentazione di Andrea Chénier nel cuore di Foggia, raccontata da Cinzia Rizzetti e rilanciata da Geppe Inserra, è molto più di un evento culturale.
È un segnale civico.
Martone ha riportato Giordano in piazza, non in teatro.
E questo gesto – artistico, simbolico, politico nel senso più alto – parla direttamente alla crisi che stiamo analizzando in queste settimane su SPAC 4 .
Perché?
Perché la piazza è il contrario del pantano.
La piazza è luogo di rappresentanza, di comunità, di parola pubblica.
Il pantano è il luogo delle stanze chiuse, delle deleghe che saltano, delle decisioni che non arrivano.
Martone ha fatto ciò che la politica non sta facendo:
ha restituito alla città un centro, un rito, un senso.
E questo è esattamente il punto della nostra valutazione RIUPA:
la crisi di Foggia non è una crisi di persone, ma una crisi di metodo, di relazione tra istituzioni e cittadini, tra cultura e governo, tra spazio pubblico e responsabilità.
Per questo il segnale colto da Inserra è prezioso.
Perché ci ricorda che:
la città risponde quando viene chiamata in piazza;
la cultura unisce dove la politica divide;
la bellezza ricostruisce fiducia dove l’amministrazione la consuma;
la rappresentazione pubblica cura ciò che la gestione privata ferisce.
Il Nodo Foggia–Capitanata nasce anche da qui:
dalla consapevolezza che una città si governa solo se la si riporta al centro, non se la si chiude nelle stanze.
Per questo il post di Geppe Inserra entra oggi nel Libro Mastro come segnale di livello 3 (fonte giornalistica):
un contributo culturale che diventa dato civico, utile a leggere il territorio e a costruire il metodo che manca.
La politica della sopravvivenza si consuma nelle stanze.
La politica della rinascita si costruisce in piazza.
Martone ce lo ha ricordato meglio di chiunque altro.
Aggiornamento 19 giugno 2026 – ore 20:30
Il ritiro delle dimissioni della sindaca Episcopo conferma, non smentisce, l’analisi di ieri.
Massimo Russo ha posto quattro domande a cui nessuno ha risposto: cosa si è verificato in otto mesi? perché la crisi? quali obiettivi? quale visione? La risposta, nelle sue parole, è “ZERO ASSOLUTO” [fonte: Facebook Massimo Russo, post “DIMISSIONI LAMPO”, 18/06/2026].
Alfonso Buono ha fatto il mea culpa più scomodo: non è solo colpa di Palazzo, è anche colpa nostra che non abbiamo costruito un’alternativa credibile [fonte: post Facebook Alfonso Buono, 19/06/2026]. Vincenzo Castellano, dal Direttivo Regionale di Azione, ha validato questo metodo: “argomento sulla base della veridica corrispondenza delle parole alla realtà”.
La realtà è questa:
18 milioni in cassa (Antonella Caruso, assemblea WhatsApp 7-8 giugno)
PNRR, ATAF e rifiuti citati da tutti, governati da nessuno [fonte: Maurizio Varriano, “Foggia al primo posto”, Stato Quotidiano]
38 cittadini sotto il post di Nunzio Angiola che parlano di “mercato del pesce” [fonte: Facebook Nunzio Angiola, commenti 15-17/06/2026]
un ritiro lampo alla vigilia della RAI per l’Andrea Chénier e della parata con Meloni [fonte: Russo, post citato]
analisi di Enrico Ciccarelli: “chi è disposto a zappare si rimbocchi le maniche” [fonte: BonCulture]
riflessione di Dario Corsico sui luoghi democratici indeboliti [fonte: Facebook Dario Corsico]
Posizione di Azione, quarta gamba della maggioranza:
Sosteniamo la continuità istituzionale perché Foggia non può permettersi il commissariamento. Non sosteniamo l’opacità.
Chiediamo:
tre priorità scritte con scadenze (rifiuti, PNRR, ATAF)
registro pubblico dei 18 milioni
verifica trimestrale sul Libro Mastro
Non è un appoggio in bianco. È la condizione perché il mea culpa diventi metodo.
Apro il tavolo operativo RIUPA – Nodo Foggia. Invito @Vincenzo Castellano a rispondere qui con la priorità per Foggia su agricoltura-acqua-energia. Nessuna registrazione: basta scrivere sotto. Il commento entra diretto nel Libro Mastro e genera report.