Guerra, Speculazioni e Territori in Ginocchio: Capitanata e Basilicata chiedono Risposte Reali

di Domenico Sabino – Casalbioplant, Soggetto Mandatario Comune della Rete SPAC Con il supporto metodologico di RIUPA – Rete Intelligenza Umanizzata Potenziata AI
Siamo stanchi. Come agricoltore, come uomo di queste terre, la Capitanata e la Basilicata, e come rappresentante della Rete SPAC, non posso più tacere. Mentre noi ci spezziamo la schiena tra i solchi, il mondo là fuori sembra impazzito, o meglio, sembra aver trovato il modo perfetto per svuotarci le tasche mentre noi produciamo il cibo per tutti.
La guerra in Medio Oriente non è un servizio del telegiornale. È un terremoto che sentiamo ogni volta che accendiamo il trattore o compriamo un sacco di concime. Ma diciamoci la verità: la guerra è la scusa, la speculazione è il metodo. Come dice giustamente Erasmo Venosi: “Questa guerra è uno svantaggio per chi muore e un vantaggio per chi specula”. E noi, agricoltori di Puglia e Basilicata, stiamo morendo economicamente per far ingrassare chi non ha mai visto una zolla di terra.
I numeri della nostra condanna
Secondo i dati del CODACONS, il conflitto costa ai cittadini italiani 16,7 milioni di euro al giorno. Sapete dove vanno questi soldi? Non certo nelle tasche di chi produce. Lo Stato incassa 9 milioni al giorno in più solo dalle accise, mentre le grandi compagnie petrolifere si preparano a incassare extraprofitti tra i 60 e gli 80 miliardi di dollari entro il 2026 (dati Goldman Sachs).
E noi? Noi paghiamo. Il Brent corre verso i 100 dollari, i trasporti aumentano, e il Governo risponde con “bonus” e “sgravi” che sono come un cerotto su una ferita da arma da fuoco. Escludere il taglio delle accise significa lasciare il campo libero agli speculatori. È un tradimento verso chi lavora.
Il Paradosso di Tempa Rossa: Petrolio lucano, tasche vuote
Qui in Basilicata abbiamo Tempa Rossa, uno dei giacimenti più grandi d’Europa. Eppure, a che serve?
- Non abbassa i prezzi per noi agricoltori.
- Non ci dà sovranità energetica.
- Arricchisce le multinazionali mentre i nostri territori restano poveri di potere decisionale.
È un’offesa vedere il petrolio uscire dalla nostra terra mentre noi non riusciamo a pagare il gasolio agricolo. Siamo territori ricchi di risorse, ma trattati come colonie.
Lo scandalo delle Ferrovie: I nostri soldi volano all’estero
Il post di Erasmo Venosi (che potete leggere qui) svela una realtà che fa bollire il sangue. Lo Stato dà alle Ferrovie dello Stato ben 15 miliardi di euro all’anno. E loro che fanno?
- Investono 80 milioni in Francia per un centro manutenzione.
- Comprano treni in Germania, Spagna, Grecia e Regno Unito.
- E in Italia? Il trasporto merci è crollato: da 22,19 miliardi di tonnellate/km del 2005 ai miseri 9,5 del 2023.
Invece di investire per portare i nostri prodotti della Capitanata e della Basilicata sui mercati in modo sostenibile (la famosa “decarbonizzazione” di cui si riempiono la bocca), usano le tasse degli italiani per fare i “grandi manager” all’estero. Mentre il nostro trasporto locale è da terzo mondo.
La Stagflazione: Il mostro che ci divora
Siamo alla vigilia di una crisi terribile: la Stagflazione. Alta inflazione (già al +1,9% prima del botto di gas e petrolio) e crescita zero (il +0,7% previsto è pura fantasia). Con un deficit/PIL al 3,1%, l’economia reale sta affogando.
Le grandi aziende come Exor, ENI (residenza fiscale ad Amsterdam!), Ferrari e FCA scappano nei paradisi fiscali per non pagare le tasse in Italia, pur prendendo aiuti dallo Stato. È uno schifo. Noi agricoltori non possiamo spostare i nostri campi ad Amsterdam. Noi restiamo qui, a pagare per tutti.
La nostra risposta: La Rivoluzione Gentile della Rete SPAC
Non aspetteremo più le briciole che cadono dal tavolo di Roma o di Bruxelles. La crisi globale ci insegna una cosa: dobbiamo diventare autonomi.
La Rivoluzione Gentile che stiamo portando avanti con la Rete SPAC – nata in Capitanata e ora pronta ad abbracciare la Basilicata – è l’unica via di scampo:
- Autonomia locale su acqua, energia e cibo.
- Partecipazione civica: i territori devono decidere delle proprie risorse.
- Cooperazione vera: tra agricoltori, comuni e cittadini, senza intermediari speculatori.
Cari colleghi agricoltori, cari cittadini di Capitanata e Basilicata: Possiamo davvero accettare di essere solo i “polli da spennare” per le holding internazionali e per uno Stato che investe i nostri soldi in Francia o in Germania?
Domanda per la comunità SPAC 4: Siamo pronti a prenderci la nostra autonomia e trasformare questa crisi in un modello di resistenza che parta dal basso e arrivi in tutta la Puglia? Il tempo delle lamentele è finito. È il tempo di agire.
Fonti citate:

