La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC: Umanizzazione della Transizione Digitale e dell’Innovazione
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La transizione digitale globale sta attraversando una fase critica. Come osservato da diversi analisti e studiosi, tra cui Paolo Benanti ed Erasmo Venosi nei loro interventi su importanti testate nazionali, l’innovazione tecnologica rischia di assumere tratti sempre più kafkiani: un labirinto di algoritmi, automatismi e intelligenze artificiali che, invece di ampliare le possibilità umane, finiscono per ridurle. L’immagine dell’umanità trasformata in “vegetariani senza anima e senza testa” è volutamente provocatoria, ma coglie un punto essenziale: l’innovazione, se disancorata dall’umano, può diventare disumanizzante.
In questo scenario, la teoria della relatività offre una metafora potente: non esiste un punto di vista assoluto. Ogni sistema, ogni osservatore, ogni comunità vive la trasformazione tecnologica da una prospettiva diversa. Pretendere di imbrigliare il mondo — e l’universo — in un groviglio di algoritmi commissionati da pochi “magnati” che ambiscono a dominare la virtualità significa ignorare la complessità, la fragilità e l’imprevedibilità della vita reale. La tecnologia, per quanto sofisticata, resta fallibile e incerta. E soprattutto: non può sostituire l’intelligenza umana nella sua dimensione relazionale, etica e comunitaria.
🌱 La risposta dal territorio: la Rivoluzione Gentile di Rete SPAC
In questo contesto globale, la Provincia di Foggia sta diventando un laboratorio di innovazione radicalmente diverso. Qui, Rete SPAC — una rete di soggetti attivi nei settori dell’agroalimentare e dell’agroenergia — sta costruendo un modello alternativo: una transizione digitale umanizzata, radicata nei saperi agricoli, nella cura dei processi e nella responsabilità condivisa.
Gli agricoltori, con la loro capacità di osservare, adattarsi e cooperare con la natura, offrono un paradigma prezioso:
- decisioni lente, ponderate,
- processi trasparenti e verificabili,
- attenzione alla qualità delle relazioni,
- equilibrio tra innovazione e tradizione.
Rete SPAC assume questi principi come fondamento della propria governance e li integra con strumenti avanzati di Intelligenza Collettiva e Collaborativa. Gli algoritmi non sostituiscono le persone: le assistono. La tecnologia non impone soluzioni: le co-costruisce con chi vive il territorio.
In un’epoca segnata da cambiamenti climatici imprevedibili e da un caos politico ed economico crescente, questa combinazione di sapere umano e strumenti scientifici diventa una strategia di resilienza.
🌾 Agricoltura sostenibile: un modello che rigenera comunità e ambiente
Uno dei progetti più significativi della rete riguarda l’agricoltura sostenibile. Attraverso pratiche innovative — dall’agroecologia alla gestione intelligente delle risorse idriche, fino all’uso di dati climatici e modelli previsionali — Rete SPAC sta riducendo l’impatto ambientale delle coltivazioni e migliorando la qualità dei suoli.
I benefici sono molteplici:
- riduzione dell’uso di input chimici,
- maggiore biodiversità,
- resilienza ai fenomeni climatici estremi,
- miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali,
- rafforzamento della sicurezza alimentare locale.
Non si tratta solo di produrre cibo: si tratta di custodire un territorio e di garantire un futuro alle comunità che lo abitano.
☀️ Energia rinnovabile: autonomia e lavoro per il territorio
Un altro pilastro della rete è l’investimento nelle energie rinnovabili. Rete SPAC promuove impianti e soluzioni che riducono le emissioni di carbonio e, allo stesso tempo, generano valore economico locale.
Questo approccio produce effetti concreti:
- creazione di nuovi posti di lavoro,
- riduzione della dipendenza energetica,
- maggiore stabilità economica per le comunità,
- sviluppo di competenze tecniche e professionali.
L’energia pulita diventa così non solo una scelta ambientale, ma un motore di autonomia e dignità.
🌍 Un nuovo modello economico: autonomia, biodiversità e qualità della vita
La visione di Rete SPAC va oltre i singoli progetti. Propone un nuovo modello economico territoriale, fondato su:
- autonomia locale per cibo, acqua ed energia,
- innovazione digitale al servizio delle persone,
- ricerca scientifica integrata con i saperi tradizionali,
- sistemi sanitari e sociali più vicini alle comunità,
- qualità della vita come obiettivo primario,
- simbiosi con la biodiversità e con le risorse naturali dell’universo.
È un modello che rifiuta l’idea di una crescita infinita e disincarnata, e che recupera un principio semplice ma rivoluzionario: l’uomo ha bisogno di poco per vivere dignitosamente la propria temporanea esistenza.
🌿 Conclusione: la forza di una rivoluzione che non urla
La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC non è un’utopia. È un processo concreto, quotidiano, fatto di persone che scelgono di mettere l’umano al centro della tecnologia, e non il contrario.
In un mondo che corre verso l’astrazione, questa rete territoriale ricorda che:
- la vera innovazione nasce dalla comunità,
- la tecnologia deve essere comprensibile e governabile,
- la dignità umana non può essere delegata agli algoritmi,
- la sostenibilità è un atto di responsabilità collettiva.


🌱 La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC: un nuovo paradigma per la Capitanata
La Provincia di Foggia sta vivendo una trasformazione profonda. Con la Rivoluzione Gentile, Rete SPAC propone un modello che unisce innovazione tecnologica, dignità umana e autonomia territoriale.
Il Libro Mastro “Un Altro Futuro è possibile”, scritto in tempo reale dal sistema RIUPA, sta diventando l’architettura condivisa di questa rigenerazione.
In un mondo segnato da caos geopolitico, crisi climatica e algoritmi sempre più opachi, la nostra risposta è chiara: umanizzare la transizione digitale.
La tecnologia deve essere un supporto, non un padrone. L’intelligenza deve essere collettiva, non delegata.
Nella Capitanata questo significa:
– 🌾 Agricoltura sostenibile: con il progetto ASPERA, modelli predittivi e fertilizzazione a tasso variabile migliorano qualità, riducono costi e rafforzano la sicurezza alimentare.
– ☀️ Energia rinnovabile: impianti come Enterra S.p.A. dimostrano che autonomia energetica, lavoro locale e riduzione della CO₂ possono procedere insieme.
– 🌍 Autonomia integrata: cibo, acqua, energia, ricerca, innovazione digitale e sanità diventano pilastri di un nuovo modello economico territoriale.
– 📘 Governance partecipata: il Libro Mastro documenta ogni azione, trasformando la partecipazione in responsabilità condivisa.
– 🤝 Algoretica e supervisione civica: RIUPA integra algoritmi e Intelligenza Collettiva, validati dallo STALO e dal monitoraggio della comunità.
La Rivoluzione Gentile dimostra che un altro futuro è possibile:
un futuro in cui la tecnologia potenzia l’uomo, la biodiversità è un’alleata e la Capitanata diventa un territorio capace di generare sovranità, equità e speranza.
Capitanata 2030 inizia qui. Insieme.
RIUPA
Rete SPAC riconosce la centralità delle questioni etiche sollevate da Paolo Benanti nel suo articolo pubblicato su L’Avvenire, dove viene messo in evidenza il rischio che gli algoritmi clinici, se non progettati e governati correttamente, possano compromettere i diritti e l’autonomia dei pazienti.
In coerenza con i principi della Rivoluzione Gentile e con il modello RIUPA, riteniamo essenziale che ogni applicazione di Intelligenza Artificiale in ambito medico sia sviluppata secondo criteri di trasparenza, responsabilità e pieno rispetto della dignità umana. La tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio della persona, non un decisore opaco che sostituisce il giudizio clinico o la relazione di cura.
Per questo Rete SPAC sostiene l’adozione di pratiche di “algoretica” che garantiscano:
– autonomia decisionale del paziente,
– comprensibilità dei processi algoritmici,
– supervisione multidisciplinare,
– tutela dei diritti fondamentali,
– una comunicazione medico‑paziente chiara, umana e non mediata da automatismi incontrollati.
L’innovazione, per essere davvero tale, deve potenziare l’essere umano e non ridurlo a un semplice dato. È questa la direzione che Rete SPAC e RIUPA intendono perseguire, affinché la tecnologia contribuisca al benessere delle comunità senza mai comprometterne la dignità.
🌍💶 Rivoluzione Gentile e l’euro digitale: Scopri come può integrarsi con l’Economia Collaborativa e Circolare della Rete SPAC.
Dopo aver citato decine di volte a lezione di Gestione dell’innovazione e di Management d’impresa i nomi e le buone prassi di imprese come NVIDIA, Apple, Meta, Google e Qualcomm e aver nominato Stanford University come incubatore di conoscenza e tecnologia con 30 premi Nobel e numerose start-up di successo, visualizzarne i siti, essere accolti nei visitor center, capirne le ravvicinate distanze, percepire il “genius loci” che ha sempre animato la vivacità imprenditoriale e il fermento innovativo della Silicon Valley, è stato davvero intellettualmente eccitante.
La Silicon Valley nell’area di San Francisco è il caso più noto a livello mondiale di cluster tecnologico. Una rete di imprese e di istituzioni concentrate territorialmente e specializzate in un determinato campo, che competono e cooperano fra loro in un’area di agglomerazione di attività di ricerca e sviluppo al fine di sfruttare il network di relazioni e la circolazione di conoscenze e di competenze che tipicamente si verifica in queste circostanze ovvero i cosiddetti “spillover”.
Palo Alto (Stanford), Cupertino (Apple e Qualcomm, fornitore dei chip-modem di Apple), Menlo Park (Meta), Santa Clara (NVIDIA), Mountain View (Google), Los Gatos (Netflix), si trovano nel raggio di circa 20 chilometri, in un comprensorio territoriale con la più alta concentrazione di headquarters di imprese hi-tech fra le più capitalizzate al mondo che rendono la California (se fosse uno stato autonomo) la quinta nazione economicamente più ricca al mondo 🌍.
Ma anche qui non mancano le profonde contraddizioni degli USA 🇺🇸: San Francisco è la città con la maggiore concentrazione di homeless…
Prof. Fabrizio Baldassarre, il suo racconto restituisce con grande chiarezza ciò che rende la Silicon Valley un ecosistema unico al mondo: la concentrazione di conoscenza, la prossimità tra imprese e università, la capacità di trasformare idee in innovazione attraverso relazioni, contaminazioni e continui “spillover”. Un modello che ha segnato la storia dell’economia globale e dell’imprenditorialità tecnologica.
Allo stesso tempo, come lei sottolinea, anche questo territorio simbolo di progresso convive con contraddizioni profonde: disuguaglianze, fragilità sociali, polarizzazioni economiche. È il paradosso dei sistemi iper‑tecnologici quando la crescita non è accompagnata da un’equivalente crescita di equità, cura e responsabilità collettiva.
È proprio in questo spazio di riflessione che la *Rivoluzione Gentile* di Rete SPAC e il paradigma RIUPA cercano di tracciare una via complementare: non un tentativo di imitare la Silicon Valley, ma la costruzione di un modello radicato nei territori, nella biodiversità, nelle comunità e nella loro capacità di generare innovazione attraverso relazioni umane prima ancora che tecnologiche.
La Capitanata non sarà mai la California, e non deve esserlo.
Può però diventare un laboratorio di autonomia territoriale, dove:
– l’innovazione digitale è umanizzata,
– la tecnologia è strumento e non fine,
– la conoscenza nasce dalla cooperazione tra imprese, agricoltori, ricercatori e cittadini,
– la crescita economica non lascia indietro nessuno.
Il suo contributo, Professore, ci ricorda che i grandi cluster non sono solo luoghi fisici, ma culture che si costruiscono nel tempo.
Rete SPAC e RIUPA stanno lavorando affinché anche qui possa emergere un ecosistema capace di generare valore condiviso, dignità e futuro.
Con stima,
RIUPA – Rete Intelligenza Umanizzata Potenziata
Gentile RIUPA,
vi ringrazio per questo prezioso commento che arricchisce il dialogo avviato con il Prof. Baldassarre. Condivido pienamente la vostra analisi: l’innovazione non può essere un processo di pura imitazione, ma deve essere un atto di consapevolezza territoriale.
Il richiamo alla “Rivoluzione Gentile” è fondamentale per ricordarci che la tecnologia acquista valore solo quando diventa strumento di equità e dignità. Insieme a Rete SPAC, siamo pronti a trasformare queste riflessioni in una cultura d’impresa che guardi al futuro senza dimenticare le radici e la cura della comunità.
Con stima e spirito di collaborazione
Gentile RIUPA,
vi ringrazio per questo prezioso commento che arricchisce il dialogo avviato con il Prof. Baldassarre. Condivido pienamente la vostra analisi: l’innovazione non può essere un processo di pura imitazione, ma deve essere un atto di consapevolezza territoriale.
Il richiamo alla “Rivoluzione Gentile” è fondamentale per ricordarci che la tecnologia acquista valore solo quando diventa strumento di equità e dignità. Insieme a Rete SPAC, siamo pronti a trasformare queste riflessioni in una cultura d’impresa che guardi al futuro senza dimenticare le radici e la cura della comunità.
Con stima e spirito di collaborazione
La rivoluzione AI .. https://www.facebook.com/share/1AioCRDW7v/?mibextid=wwXIfr
Dalla corsa allo spazio alla cura della Terra: la Rivoluzione Gentile di Rete SPAC
Mentre il mondo è affascinato dalle ultime scoperte scientifiche e dalle tecnologie più avanzate, c’è un’altra rivoluzione in atto: quella della gentilezza. La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC ci invita a guardare oltre le innovazioni tecnologiche e a concentrarci su ciò che conta davvero: le persone, il pianeta e le relazioni che ci uniscono.
Immagina un mondo dove le decisioni vengono prese non solo sulla base di dati e algoritmi, ma anche ascoltando le voci di tutti e tenendo conto delle emozioni, delle esperienze e delle esigenze di ogni individuo. Un mondo dove la collaborazione e la solidarietà sono la base per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, come i cambiamenti climatici e le disuguaglianze sociali.
La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC ci offre una visione del futuro più umana e sostenibile. Un futuro dove la tecnologia è al servizio delle persone e del pianeta, e dove le comunità locali sono protagoniste del cambiamento.
Unisciti a noi e contribuisci a costruire un mondo migliore! Insieme possiamo creare una società più giusta, equa e sostenibile, dove ognuno abbia la possibilità di esprimere il proprio potenziale e di vivere in armonia con la natura.
#rivoluzionegentile #reteSPAC #futurosostenibile #umanità #collaborazione”
Erasmo Venosi, concordo sul fatto che si parlasse di questi temi già dai primi anni della metà del secolo scorso. Io stesso, laureando in ingegneria civile a Padova nel 1974, ho sviluppato un algoritmo per il calcolo automatico di strutture in acciaio, completato nel 1975. Successivamente, a Milano, ho esteso l’algoritmo per il controllo numerico.
A Padova, colleghi in ingegneria elettronica ed elettrotecnica sperimentavano algoritmi per segreterie automatizzate, permettendo agli studenti di ottenere informazioni sulla propria posizione universitaria. Era evidente già allora che le potenzialità dell’intelligenza umana avrebbero aumentato l’efficienza nei processi decisionali e di prodotto.
Tuttavia, è fondamentale rispettare condizioni normative nello sviluppo degli algoritmi. Come hai ben detto, l’uomo è stato capace di creare sia la spada per uccidere che il bisturi per salvare. Inizialmente, questi erano processi consequenziali, poi sono diventati alternativi. Ora, con la rivoluzione dell’informatica quantistica, sono processi che soddisfano entrambe le esigenze contemporaneamente, ma solo per chi detiene il potere economico.
La Rivoluzione Gentile di Rete SPAC, in collaborazione con l’Università di Foggia, mira a umanizzare la digitalizzazione e l’innovazione, affrontando queste sfide con un approccio rispettoso e collaborativo. @mettere in evidenza
La digitalizzazione in agricoltura
https://www.facebook.com/share/1CkBDvE9TT/?mibextid=WC7FNe
Il Sole 24 Ore … Dai dati spaziali alla IA generativa: digital twin per monitorare città e coste, migliorando decisioni e risposte alle emergenze.
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Paolo Benanti – il crollo di Babele.
Cosa fare dopo la fine del sogno di Internet?
Da domani, 21 novembre, sarà in libreria il mio ultimo libro. Il crollo di Babele è il racconto della fine di un’epoca e l’inizio di qualcosa che non conosciamo. Tra Elon Musk, psicopolitica e potere digitale descrivo il crollo del sogno di internet e l’avvento di una nuova epoca guidata dall’Intelligenza Artificiale.
Il racconto biblico della torre di Babele è divenuto un paradigma universale della nostra cultura: un progetto umano che, con la tecnologia, vuole unire gli esseri viventi in un’unica opera, cultura e lingua che, collassando, dà come esito la dispersione dei popoli e l’incapacità di intendersi. Questa immagine sembra ben descrivere le prime due decadi del secolo in cui viviamo. Nel primo decennio la società abbiamo costruito con Internet e gli smartphone una torre globale, culminata con le Primavere arabe del 2011, dove ci siamo convinti che i mezzi digitali potessero unire e liberare popoli e democrazie. Nella seconda decade, con l’avvento delle grandi platform e con la loro radicale necessità di monetizzare i dati degli utenti, il mondo ha assistito al crollo della torre: inquietudini, fake news, esaltazione dell’io e delle contrapposizioni che sfidano oggi il dibattito democratico e il mantenimento della pace culminate con le rivolte di Capitol Hill nel 2021. Ma questo è solo frutto delle tecnologie o bisogna guardare anche alle idee e alle ideologie dei grandi attori della Silicon Valley che hanno costruito la Torre? Cosa attende l’umanità dopo il crollo di Babele? Come vivremo questa terza decade determinerà quello che resterà delle nostre democrazie divenute realtà computazionali.
https://uploads.disquscdn.com/images/2ccb821a2e441885cc88d312183e6a469f4a6e0f3a9211afba9de6e5e2d93317.jpg https://www.facebook.com/share/p/12AahaDmpyG/?
Alfonso Pascale, dieci punti per l’alternanza.
“Non vogliamo vivere in un paese, il nostro, in cui si è costretti a scegliere fra chi non ha saputo fare i conti con il passato e chi crede di vivere in una perenne assemblea di istituto”.
Un manifesto per chi vuole approfondire
La destra, la sinistra e l’alternativa che vorremmo
In cerca di una terza via fra chi non riesce a fare i conti con il passato e chi crede di vivere in una perenne assemblea d’istituto.
Dieci punti fermi per un’alternativa.
1. Il Novecento è finito, anche per chi non se ne è accorto. Si è esaurita così la forza dissuasiva di una memoria che bastava, di per sé, a tenerci al riparo da involuzioni autoritarie e da derive liberticide. Per contro, mentre una destra nuova e ancora non del tutto decifrabile governa in molte grandi democrazie occidentali per libera scelta degli elettori, il discorso politico di chi cerca un’alternativa appare stanco e vuoto. A tratti retorico e ipocrita. La verità può dunque non piacere, ma rende almeno liberi di provare a ripartire dai fondamentali.
2. Pensiamo che l’abbandono di princìpi universalistici, l’attenzione a ciò che riguarda potenzialmente tutti, sia il motivo principale di questa vocazione alla sconfitta. Soltanto al riparo di princìpi universalistici si deve e si può, per approssimazioni sempre imperfette, elaborare visioni che compongano interessi legittimi e particolari. Fuori da questo riparo, che impone dialogo, ascolto e compromessi, la politica è guerra per bande e tribalismo. E’ il tentativo di imporre la dittatura della minoranza che urla su una maggioranza che subisce in silenzio e si disaffeziona alla democrazia, autorizzandone l’involuzione autoritaria.
3. Un’alternativa possibile è quella di perseguire il principio universalistico di uguaglianza nelle differenze: il sogno di una società in cui cioè le caratteristiche individuali di ognuno siano irrilevanti rispetto alla possibilità di ciascun essere umano di attuare appieno le proprie potenzialità. Ma il richiamo all’universalismo di quel principio, che è l’anima dei diritti, è al contempo anche l’antidoto indispensabile perché il rispetto di ogni diversità non si traduca mai nell’imposizione di ciò che una comunità, nella sua stragrande maggioranza, non ritiene culturalmente e socialmente accettabile. E’ un lavoro immane quello di portare la maggioranza verso l’accettazione delle diversità, per questo nessuno vuole farlo davvero.
4. La politica che vuole costruire un’alternativa deve pensare i suoi fondamentali fuori dalle bolle social, nelle quali l’algoritmo rinforza la tendenza al tribalismo particolarista. L’illusione di essere specchio di un mondo che ci dà sempre ragione a suon di like, favorisce infatti la polarizzazione artificiosa delle posizioni. Fuori dalle bolle, esiste tuttavia il mondo reale nella sua complessa contraddittorietà e con tutte le sue sfumature. Nell’Italia reale, quella cioè che esorbita dal conteggio narcisistico dei like, vota soltanto il 49,66 per cento degli aventi diritto.
5. Un paese dove vota il 49,66 per cento degli aventi diritto è un paese in cui la maggioranza non si riconosce più in una politica che, eccitando gli animi delle tribù di riferimento e rifuggendo sempre da mediazioni socialmente e culturalmente accettabili, serve solo a rinsaldare fila sempre più strette al solo fine di garantirsi la sopravvivenza.
6. Un paese dove vota il 49,66 per cento degli aventi diritto è un paese dove la maggioranza, estromessa da una politica sempre più faziosa e radicalizzata, è sottomessa alla dittatura delle minoranze. Oggi tutti i partiti sono fortemente condizionati da ali estreme rumorose e aggressive, che dettano la linea. Un esempio paradigmatico: l’aver trasformato in un “reato universale” la Gpa, che era già reato, senza curarsi degli eventuali effetti sui bambini sta alla destra come l’aver prefigurato la galera per chi dissentisse dai contenuti del Ddl Zan sta alla sinistra. In entrambi i casi, è una minoranza a piegare il diritto penale in funzione di interessi minoritari, allo scopo di inventarsi capri espiatori da dare poi in pasto alla propria tribù di riferimento.
7. Di più: riteniamo l’eccessivo rilievo dato alla trattazione più divisiva possibile di temi divisivi, la scelta strategica consapevole e scellerata di una politica incapace di incidere effettivamente sul reale e, quindi, completamente concentrata su sé stessa. Allontanare i cittadini dalle urne agitando spauracchi massimalisti serve alla politica per continuare a sopravvivere senza mai agire incisivamente sui fondamentali: il sistema pensionistico, le tasse, il mercato del lavoro, la politica estera e in definitiva tutte quelle cose per cui ne va della vita di tutti, tutti i giorni. I diritti di cittadinanza devono stare dentro questo schema e non diventare battaglie di ripiego a coprire la mancanza di idee sui temi fondamentali. La differenza più importante e sostanziale, ovvero quella data dalle condizioni di partenza di ciascuno, resta il grande assente nel dibattito politico: di come si possa far ripartire l’ascensore sociale in un paese in cui è guasto da troppo tempo, è l’emergenza di cui non si parla più.
8. La destra che governa il paese è attraversata da mille contraddizioni e da divisioni interne laceranti. Resta tuttavia in piedi per una sorta di istinto animale di sopravvivenza che le risparmia ogni volta la capitolazione. La sinistra che non vuole governare mai più è invece quella che campa di carezze pelose agli indignati di turno, quella che ogni giorno converte i convertiti, limitandosi a cannibalizzare voti fra i diversi gruppi di un’alleanza che nemmeno riesce a partire. Per questo, ad esempio, c’è un Pd che con una mano manda in Europa uno che è contro l’invio di armi all’Ucraina e negherebbe alle donne il diritto all’aborto, con l’altra mette alla gogna un assessore per una legittima opinione su una statua alla Biennale di Venezia. E mentre coi piedi balla sul carro del Pride, tiene la bocca rigorosamente chiusa quando la destra licenzia un servitore dello Stato definendolo un “pederasta”. Un fulgido esempio di come ci si illuda che per vincere basti un po’ di marketing politico, quando in realtà manca proprio il prodotto.
9. Vogliamo dunque chiamare a un confronto le coscienze libere, tutti coloro che ancora credono possibile un’alternativa fatta di buon senso e buona volontà, di quella politica fondata nella realtà che sappiamo essere faticosa, perché se abbiamo imparato molto dalla democrazia americana, adesso rifiutiamo di seguirne la deriva. Non vogliamo vivere in un paese sull’orlo della guerra civile, diviso irrimediabilmente fra chi ritiene un diritto inalienabile andare in giro con un M16 e chi ti caccerebbe da scuola se sbagli il pronome che ha deciso di darsi tre giorni prima. Non vogliamo vivere in un paese, il nostro, in cui si è costretti a scegliere fra chi non ha saputo fare i conti con il passato e chi crede di vivere in una perenne assemblea di istituto.
10. Dall’America ci riprendiamo invece quel sacrosanto e personalissimo “diritto alla ricerca della felicità” che Filippo Mazzei ispirò a Thomas Jefferson e di cui speriamo di fare buon uso qui dove più serve. Lasciamo volentieri ogni felicità imposta dallo Stato a coloro che vorremmo fuori dal perimetro dell’alternativa, perché pensiamo che la politica migliore sia quella che conosce la soglia di rispetto davanti alla quale deve sapersi fermare. Lo sappiamo, siamo ambiziosi: vorremmo ricominciare a fare politica per costruire una idea di società in cui molti, tanti, possano riconoscersi. Perché sì, a noi interessa governare questo tempo nuovo.
Anna Paola Concia Simone Lenzi Ivan Scalfarotto https://uploads.disquscdn.com/images/4f03d92d7da4432215043f01b650f3998c57d286742894c76d448ab585bcc0b3.jpg
L’urgenza di umanizzare la tecnica. Paolo Benanti scrive sul Sole 24 ore https://uploads.disquscdn.com/images/4d70855d0890ff00a4421bcbe33b07044112158376ad979797bf3e46ed170543.jpg
Francesco Strippoli denuncia:
Fare un post contro la regolarità dei concorsi pubblici al Comune di Foggia, in anticipo e senza che vi sia nessun elemento di minimo sospetto, ritengo sia grave, pericoloso e anche criminale da parte di chi lo abbia fatto.
Una bassezza deplorevole che mina le aspettative e la fiducia di migliaia di ragazzi che in questo momento stanno studiando e stanno facendo un investimento sul proprio futuro professionale.
Lo dico da persona che ne ha fatti una decina di Concorsi Pubblici, vincendone alcuni, prendendo idoneità in altri, non superandone altri ancora e anche facendone ricorso su uno che ritenevo non regolare. Ma a posteriori e nei termini di legge, non con illazioni preventive.
Qui siamo addirittura oltre il semplice inquinamento dei pozzi, siamo all'autosabotaggio più totale perché se una sola ragazza, ragazzo, partecipante si sentirà demoralizzato o frustrato dopo quel tipo di post, sarà un danno enorme ed incalcolabile per Foggia.
Se anche un solo partecipante si tirerà indietro per quelle illazioni senza fondamento, sarà davvero una vergogna, ribadisco con profili di illegalità.
Questi concorsi al Comune hanno gli occhi puntati di Procura e Prefettura e si svolgeranno nella massima ed assoluta regolarità.
Non ci sono vincitori pre-stabiliti.
Bisogna studiare, rimanere concentrati e rispondere alle domande.
È una opportunità unica per la storia recente di questa città. https://uploads.disquscdn.com/images/6a5b7989674f28435b9e7104cc260eadd4fe6dd7b40a998f73fdb548b0a25820.jpg
Riflessioni di Antonio Nasuti:
I due siti unesco, la città della cultura, i festival, i gala, i red carpet, le tarantelle, sono diventati l'oppio della nostra città. Sono come una fitta, ingannevole nebbia che impedisce di vedere ciò che accade intorno a noi di decisivo per il nostro destino.
Quanti sono i morti giornalmente in paese? Da uno a due. Quante le nascite? Un bambino ogni tre-quattro giorni (forse). Muoiono anziani, vecchi e molto vecchi, tanti dei quali sono già fuori gioco prima di morire, seppelliti in casa per l'età, la salute, l'inedia, ma anche per scelta. Svaniscono come il fumo al vento, togliendo vita alla città.
I consumi si stanno riducendo sensibilmente. L'innalzamento dell'età induce al risparmio e a una vita frugale. Chi ha le risorse non le spende per mancanza di stimoli, per paura di tempi peggiori e in attesa di tempi migliori. Al calo dei consumi contribuisce anche la povertà di una fascia non piccola di popolazione.
L'effetto finale che si para davanti ai nostri occhi è che la città si sta spegnendo. Pare che Monte stia per raggiungere, o già è accaduto, la soglia critica dell'età media di 47,8 anni, oltre la quale si va irreversibilmente verso la fine.
(abbiamo bisogno dei dati, i numeri dicono più delle parole, dateci i numeri, per favore, sulla popolazione residente, sull'età media, sui morti, sui neonati, e che vengano dati da chi ha l'autorità per farlo, non mettiamo la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo)
A fronte di questa scena deprimente, avete idea di quante risorse finanziarie sono depositate nelle banche del paese? Di quanti anziani hanno immobilizzato lì i loro risparmi?
Senza contare che una parte cospicua di quei risparmi va, o andrà in toto, a beneficio di figli e nipoti che vivono fuori e perciò non contribuiscono al rilancio economico di Monte.
Bisogna che ne discutiamo sui social, i quali devono diventare canali di consapevolezza e dibattito, e non solo post fotografici di paesaggi, di tramonti, orchidee, piatti e festicciole. Perché, continuando così, fra non molti anni apparirà la sorpresa di una città senza più abitanti e con una comunità priva di assetto sociale e con un'economia residuale.
Quanto alla politica, non voglio fare polemiche che lasciano il tempo che trovano. Il ceto politico deve comunque aprire gli occhi e darsi da fare, guardare alla città con lungimiranza, avere visioni, spingersi in avanti con coraggio, uscire dal palazzo, lanciare figure nuove, prendere iniziative, progettare il territorio con audacia per contrastare la crisi.
Non c'è consapevolezza, ma siamo entrati in un vicolo cieco.
Dobbiamo rilanciare i consumi.
Dobbiamo favorire l'apertura degli anziani, incentivare la loro circolazione e il loro benessere (anche perché dispongono di risorse).
Dobbiamo mobilitare i loro risparmi, tutti i risparmi, spostandoli dai conto correnti ai consumi, ai viaggi, alla cultura, alle piccole imprese, alla salute, all'assistenza.
Per fare ciò dobbiamo contare sui giovani, anche su quelli che vivono lontano, sulla loro intelligenza e impegno, sulle loro competenze, sul loro aggiornamento, sulla loro audacia e generosità.
Poi bisogna fare il discorso sui giovani, capitolo a parte e non facile. La scuola è appannata e deve ritrovare lo slancio di un tempo. (anche questo, capitolo da affrontare quanto prima)
Non culliamoci più solo sulla grandezza del passato della nostra città. Anche questo è oppio che toglie la vista. https://uploads.disquscdn.com/images/9038e397c094da5044683c76bc6ecf5eff189684241a576c42fc7c02b4021d14.jpg
Antonio, le tue riflessioni sempre attente e appropriate al contesto.
Certamente. Di seguito trovi una bozza di progetto pilota per la campagna agraria 2025-2026, sviluppata sulla base delle direttive fornite, in particolare il punto “5.2. Fase 2: Esplorare Percorsi di Collaborazione Formale per RIUPA”, e tenendo conto delle informazioni generali sull’Intelligenza Artificiale applicata all’agricoltura per il prossimo biennio.
Bozza di Progetto Pilota: “RIUPA – IA per la Resilienza Climatica Regionale: Un Modello di Algoretica in Azione”
Proponente: Rete SPAC in collaborazione strategica con l’Università di Foggia (UNIFG)
Partner Strategico Proposto: Google
Campagna Agraria: 2025-2026
1. Introduzione e Contesto
Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più urgenti per il settore agricolo, con impatti diretti sulla produttività e sulla sicurezza alimentare. Per la campagna agraria 2025-2026, l’innovazione tecnologica, in particolare l’Intelligenza Artificiale (IA), è al centro delle strategie di adattamento. Si stanno sviluppando modelli predittivi, sistemi di agricoltura di precisione e soluzioni per l’ottimizzazione delle risorse, come evidenziato anche dalle recenti conferenze e bandi europei.
Il presente progetto pilota si propone di formalizzare una collaborazione tra Rete SPAC, l’Università di Foggia e Google per sviluppare e implementare RIUPA (Sistema di Intelligenza Collettiva) come strumento centrale di “Algoretica” per la resilienza climatica nell’agricoltura della Capitanata. L’obiettivo è trasformare gli sforzi regionali in un modello globale, allineando le pratiche di “Rivoluzione Gentile” di Rete SPAC con le iniziative strategiche di Google in materia di IA per il Bene Sociale e Sostenibilità.
2. Obiettivi del Progetto Pilota
* Sviluppare un modello di IA per la resilienza climatica regionale: Creare un algoritmo basato sui dati per prevedere e mitigare gli impatti climatici specifici della Capitanata, integrando l’IA geospaziale di Google con le conoscenze locali di Rete SPAC.
* Implementare l'”Algoretica” in pratica: Dimostrare come l’IA possa essere utilizzata in modo etico e trasparente per supportare processi decisionali collettivi e mitigare i bias nelle iniziative guidate dalla comunità.
* Posizionarsi come partner strategico di Google: Esplorare percorsi di collaborazione formale, come la partecipazione a programmi Google Research, l’Acceleratore AI di Google for Startups o le Impact Challenges di Google.org, per sbloccare risorse, competenze e visibilità.
* Creare un modello replicabile: Sviluppare un caso di studio tangibile che dimostri il valore dell’IA responsabile per la resilienza collettiva, replicabile in altre regioni del mondo.
3. Metodologia e Fasi del Progetto
Il progetto si articola in diverse fasi, con una timeline che copre l’arco della campagna agraria 2025-2026:
* Fase 1 (Inizio 2025): Analisi e Raccolta Dati. L’UNIFG e Rete SPAC lavoreranno per mappare le esigenze specifiche del territorio e raccogliere dati geospaziali, storici e ambientali. Contemporaneamente, si formalizzerà l’engagement con i programmi di Google più adatti (ad esempio, candidandosi a un “Research Scholar Program” o a una “Impact Challenge”).
* Fase 2 (Metà-Fine 2025): Sviluppo e Prototipazione di RIUPA. Con l’accesso alle risorse e alla mentorship di Google, si svilupperà un prototipo di algoritmo RIUPA. Il prototipo utilizzerà l’IA per analizzare dati satellitari, previsioni meteorologiche e condizioni del suolo, fornendo raccomandazioni personalizzate agli agricoltori. L’attenzione sarà posta sullo sviluppo di un’IA trasparente e spiegabile (“Algoretica”).
* Fase 3 (Inizio-Metà 2026): Progetto Pilota sul Campo. Il prototipo di RIUPA sarà testato in un’area pilota selezionata della Capitanata. Gli agricoltori coinvolti utilizzeranno le raccomandazioni dell’IA per ottimizzare l’uso di acqua e fertilizzanti, prevenire malattie delle colture e adattarsi a eventi climatici estremi. Verranno raccolti dati sull’efficacia delle raccomandazioni e sull’impatto ambientale e sociale.
* Fase 4 (Fine 2026): Valutazione e Documentazione. I risultati del progetto pilota verranno analizzati congiuntamente da Rete SPAC, UNIFG e Google. Verrà prodotta una documentazione dettagliata del processo di “Algoretica” in azione e dell’impatto di RIUPA, che fungerà da caso di studio per la comunità globale.
4. Risultati Attesi e Impatto
* Impatto sull’agricoltura: Aumento della resilienza delle colture agli stress climatici, miglioramento delle rese, riduzione dei costi operativi e ottimizzazione dell’uso delle risorse.
* Impatto etico e sociale: Un modello documentato di IA etica e responsabile in un contesto comunitario, che dimostra come la tecnologia possa supportare il processo decisionale collettivo e la partecipazione.
* Impatto sulla partnership: Posizionare Rete SPAC e l’Università di Foggia come leader nell’innovazione agricola basata sull’IA, rafforzando la loro reputazione e sbloccando future collaborazioni con Google e altri partner globali.
Questo progetto pilota non è solo un esercizio tecnico, ma un’iniziativa strategica per dimostrare come una “Rivoluzione Gentile” locale possa diventare un modello globale di resilienza basata sull’IA.
Tommaso Rinaldi scrive:
Mentre preparavo le slide da presentare al seminario sullo scenario demografico, sono rimasto particolarmente colpito dalla situazione di Monte Sant’Angelo, cittadina a tutti molto cara, dalla quale è partito il culto micaelico sviluppatosi successivamente in tutto il mondo.
Vedere il terzo tempio della cristianità mondiale ridotto ai minimi termini, nonostante due siti Unesco presenti nel suo territorio, un quartiere medievale ottimamente salvaguardato, la produzione del pane più buono della Puglia (non me ne vogliano quelli di Altamura, ma c’è un abisso tra le due tipologie), una piana sterminata di uliveti e una decina di km di costa spettacolare, dovrebbe indurre a qualche riflessione in più.
Oggi, Monte Sant’Angelo vede malinconicamente avvicinarsi la soglia degli 11.000 abitanti, con soli 59 nati nell’ultimo anno, un’età media di 47,5 anni, un indice di vecchiaia clamorosamente oltre 229 (ovvero ogni 100 under 14 ci sono 229 anziani over 65), un ricambio della popolazione attiva pari a 139, ma con una montagna di soldi lasciati a morire sui conti correnti dei quattro sportelli bancari locali (oltre a depositi e conti correnti postali, polizze ed investimenti vari), con interessi vicini allo zero: ben 112 milioni di euro inutilizzati e inutili al benessere proprio e dei propri concittadini (dati Banca d’Italia, 30 giugno 2024)
Cosa se ne fanno di tutti quei soldi lasciati malinconicamente a marcire?
Nel migliore dei casi vanno a figli e nipoti, quasi tutti lontani da Monte, e finiscono per arricchire ulteriormente altri territori e a far collassare definitivamente la città dell’Arcangelo Michele.
Forse bisognerebbe rivedere le scelte fatte negli ultimi 50 anni per non morire definitivamente e dare uno sguardo, ad esempio, ad una piccola cittadina come Zapponeta che, con risorse risicate ed enormemente inferiori, sta trovando il suo posto nel mondo grazie ad una buona politica e ad una sana accoglienza degli stranieri, pari all’11,9 % della popolazione; 393 abitanti che lavorano, consumano, acquistano immobili e stanno contribuendo alla rinascita del paesino di Nicola Di Bari, tra l’altro una delle pochissime realtà con il saldo nati/morti in attivo.
A Monte, gli stranieri sono solo l’1,5% della popolazione (171 unità), in stragrande maggioranza provenienti dall’Est Europa quasi certamente specializzati nella cura degli anziani.
E mentre Moint Saint Michel, la cui prima pietra (posta nel 1023) prelevata proprio dal santuario garganico, pullula di turismo, economia e vita, Monte Sant’Angelo si trascina malinconicamente verso un tramonto quasi irreversibile, non degno del suo passato e della sua storia.
“Monde jiè nu paradis, sòpe na cima jalt stà,
Monde jiè bella città, cacce giùvèn in quantità”
(Canto popolare montanaro)
P.S.: nei commenti alcuni dati statistici https://uploads.disquscdn.com/images/c6c26af00b688c2c73ed1540b46934b834d24b37917b87f22483f672ad999002.jpg
Podcast/ Da obsoleti a esperti di futuro, l’urgenza di studiare tutta la vita
La cattiva notizia è che in un mondo di algoritmi dove tutto cambia alla velocità della luce, chi smette di imparare oggi, rischia di svegliarsi domani in un mondo che non riconosce più, dove le cose che sa sono irrilevanti e le opportunità una lingua a lui sconosciuta. La buona notizia però è che siamo ancora in tempo per metterci in gioco e apprendere nuove competenze chiave grazie a tanti strumenti innovativi. In occasione di Learning More, il festival sulle frontiere dell’innovazione in programma nel fine settimana a Modena, Eta Beta racconta il ruolo essenziale della formazione, sia scolastica che lavorativa, nel futuro del nostro Paese. Ne parliamo nel nuovo podcast di Eta Beta disponibile su RaiPlaySound.
Ospiti: Donatella Solda, cofondatrice di Fem, Future education Modena, organizzatrice a Modena di Learning More, il festival dedicato alle frontiere della formazione, dell’apprendimento e del capitale sociale; Luca Tremolada, giornalista autore di La lezione è finita; Marco Trombetti, fondatore di Translated, che ha lanciato Lara, traduttore Ai aperto a tutti, più potente di Google Translate e ChatGpt; Andrea Prencipe, ex rettore Luiss, autore di Università Generativa; Beatrice Sgaravatto, designer di esperienze interattive che lavora con il nome di @minime_differenze. Con un intervento di Alec Ross, imprenditore digitale, ex consigliere per l’innovazione di Barack Obama e Hillary Clinton, oggi docente alla Bologna Business school, tratto dal podcast Codice Beta, sugli ostacoli che le norme europee su privacy e intelligenza artificiale producono sull’innovazione, la lotta alla criminalità e la ricerca scientifica.
In redazione Paola Degaudio, regia di Cecilia Mosetti.
Vi aspetto col podcast di Eta Beta su RaiPlaysound!
Luca Tremolada Marco Trombetti Andrea Prencipe Alec Ross Beatrice Sgaravatto #education #formazione #ai #chatgpt
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Massimo Canducci:”Partendo dal primo numero della mia newsletter su Substack, uscito ad Agosto, ho prodotto con Notebook LM un podcast completo in italiano che ne spiega bene i contenuti.
In teoria Notebook LM dovrebbe produrre audio esclusivamente in inglese, ma con un piccolo trucco sono riuscito a fargli generare l'audio in italiano.
Si tratta di una conversazione tra due persone che parlano del contenuto dell'articolo e lo spiegano in dettaglio.
L'audio non è stato modificato in alcun modo.
Lo trovate su tutte le piattaforme podcast, qua sotto 👇 metto un po' di link.
Mi dite cosa ne pensate? “
Il podcast su Spotify 👉 https://open.spotify.com/episode/4mHFbFbUTsgM5YIRwb60l7 https://uploads.disquscdn.com/images/8e478cfc13173433f5fae88a76e5eea3e159ce10023eec8332b443ab7bd5796f.jpg
Massimo Canducci:”Partendo dal primo numero della mia newsletter su Substack, uscito ad Agosto, ho prodotto con Notebook LM un podcast completo in italiano che ne spiega bene i contenuti.
In teoria Notebook LM dovrebbe produrre audio esclusivamente in inglese, ma con un piccolo trucco sono riuscito a fargli generare l'audio in italiano.
Si tratta di una conversazione tra due persone che parlano del contenuto dell'articolo e lo spiegano in dettaglio.
L'audio non è stato modificato in alcun modo.
Lo trovate su tutte le piattaforme podcast, qua sotto 👇 metto un po' di link.
Mi dite cosa ne pensate? “
Il podcast su Spotify 👉 https://open.spotify.com/episode/4mHFbFbUTsgM5YIRwb60l7 https://uploads.disquscdn.com/images/8e478cfc13173433f5fae88a76e5eea3e159ce10023eec8332b443ab7bd5796f.jpg
Leonardo Di Gioia, sarà pure come dici ma in questa provincia, città le nuove generazioni scarseggiano e il fatto più emblematico che sia la politica che gli imprenditori non hanno la percezione che stiamo vivendo una fase di transizione globale con stravolgimenti epocali rispetto ai quali bisogna ripensare tutto. In primis, lo sviluppo sostenibile integrato in ragione dei cambiamenti climatici. Questo presuppone un approccio diverso in modo collettivo e collaborativo. Di queste ultime ore, quanto si è verificato a Valencia, ma che stiamo vivendo in Italia. Al nord con piogge torrenziali e nel mezzogiorno con la siccità. La provincia di Foggia, nodo prototipo, di una rivoluzione culturale e industriale. Visit Network Society SPAC. https://www.facebook.com/share/p/192n1QZeN6/?mibextid=WC7FNe
Raffaele Piemontese, crediamo nelle tue capacità politiche. La Provincia di Foggia, foriera di innovazioni per coniugare benessere con cibo a km 0. https://uploads.disquscdn.com/images/4bba0bfa9f18e7495e62a48a9da28df202da6ca73aeb13a90272d37c0117ec32.jpg
https://www.facebook.com/share/p/19HiNsowXT/?mibextid=WC7FNe
Etica di frontiera – Il Sole 24 Ore 30.10.2024
Ci stiamo avvicinando all’Election Day: il fatidico martedì successivo al primo lunedì di
novembre in cui si svolgono le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
[…]
Da un lato, negli ultimi mesi, Elon Musk, dopo aver acquistato la piattaforma Twitter e averla rinominata in X, ha iniziato a parlare di politica in
modo significativo e crescente.
[…]
Di contro, secondo un articolo del Washington Post, Instagram, Facebook e Threads starebbero limitando i contenuti politici, inclusa la discussione sul voto
[…]
Non sappiamo cosa succederà la prossima settimana, ma l’etica ha nella cura una delle sue cifre costitutive: abbiamo il dovere morale di prenderci cura delle nostre democrazie, specie di fronte al potere pervasivo dei grandi colossi digitali.
https://www.facebook.com/share/p/18CMMCaTr9/?
Franco, ho seguito con attenzione la trasmissione e condivido la tua analisi. Il nostro territorio, purtroppo, si trova ancora nei bassi fondi delle classifiche, e per risalire la china è necessario un approccio più incisivo. La situazione attuale rappresenta una grossa opportunità: dobbiamo coniugare un nuovo modello di sviluppo che coinvolga politica, sociale, terzo settore, mondo economico-finanziario e imprenditoriale. Solo attraverso una collaborazione sinergica possiamo portare a termine la rivoluzione culturale e industriale avviata da Rete SPAC, trasformandola da gentile a radicale. Rete SPAC non è solo un network, ma un nuovo modello economico che può davvero fare la differenza.”
Splendida, intensa e imperdibile 51º puntata dell'ho-BIT dedicata a mettere in discussione i tanti luoghi comuni su #IA e #AIAct!
Ed è anche l'ultima puntata dell'ho-BIT ospitata lungo i canali digitali di http://MRTV.it che ringraziamo per tutti questi anni insieme.
Da domani lo ho-BIT cambierà in parte forma e si ricollocherà sulla piattaforma Digeat.
#staytuned
👉 Potete (ri-)vedere la puntata qui:
https://m.youtube.com/watch?v=LgcLBt17Yx4&sfnsn=scwspwa
Credetemi. Merita la Vostra attenzione!
😉💪
***
PS Grazie a Isabella Corradini Edoardo Limone Antonella D'Iorio e Arianna Crepaldi per essere stati con me e a Emanuele Mazzei perché è stato a dirigere ogni dettaglio tecnico dietro le quinte!
@mettere in evidenza
https://www.facebook.com/share/p/15FivkrwGC/?