Az. Agr. Lauriola Michele
@mlauriola
Attivo 4 ore, 4 minuti fa-
Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo BILANCIO 4 ANNI GOVERNO MELONI 4 ore, 4 minuti fa
Prof. @vspada ha ragione: questi 4 anni non sono stati un successo se misurati su produttività, salari reali, debito e coesione istituzionale. Ma l’errore sarebbe fermarsi alla critica del sovranismo contro europeismo.
Per noi di Rete SPAC il vero bivio non è sovranismo vs federalismo. È centralismo vs territori.
La stabilità parlamentare non…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa
AZIONE PUGLIA
Puglia 2026 – La Piazza del Futuro: territori, verità e governance. La Terza Via tra Rhine Group e Rete SPAC di Michele Lauriola (Riferimento al […] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa
AZIONE CAPITANATA
Dalla fotografia del Sole 24 Ore alla progettualità integrata: Azione Capitanata apre il Tavolo Tecnico Permanente per la resilienza della CapitanataFoggia, […]-
@cirogiulio scrive: Dai dati demografici, che tanto scalpore stanno suscitando, Vien fuori un’assenza di prospettiva e di impegno concreto che, invece, non viene messa tra le priorità.
Intanto i foggiani si accapigliano per le buche e per i cantanti ed il lavoro che manca resta sul fondo delle loro preoccupazioni.
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 ‼️
Partito Liberaldemocratico
Partito Liberaldemocratico – Provincia di Foggia
Partito Liberaldemocratico Puglia𝗙𝗢𝗚𝗚𝗜𝗔 𝗦𝗜 𝗦𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔: 𝗡𝗢𝗡 È 𝗨𝗡 𝗗𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗢, È 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗔 𝗗𝗔 𝗔𝗙𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘
Il dato sul saldo della mobilità interna di Foggia, −19,48 residenti ogni mille abitanti nel triennio 2023-2025, è il peggiore tra i capoluoghi italiani in rapporto alla popolazione.
Non è una semplice statistica demografica.
Dietro quei numeri ci sono persone che scelgono di trasferire altrove la propria residenza, giovani che cercano opportunità fuori dal territorio, famiglie che valutano altre città per il lavoro, lo studio e la qualità della vita.
È un campanello d’allarme che Foggia non può ignorare.
Una città che perde residenti rischia di alimentare un circolo vizioso: meno popolazione, meno domanda, minore attrattività per gli investimenti e maggiori difficoltà nel sostenere servizi, attività economiche e opportunità.
𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂ò 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲.
Il Partito Liberale Democratico ritiene necessario aprire una vera stagione di politica dello sviluppo, superando la logica degli interventi frammentari e costruendo una strategia di lungo periodo fondata su:
• 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼
• 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲
• 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
• 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶
• 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮
• 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲Non basta chiedersi perché i foggiani partono.
𝗗𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗹𝗶 𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲.
Lo spopolamento non è un destino inevitabile.
Ma per invertire la tendenza servono obiettivi chiari, responsabilità istituzionale e una strategia concreta, misurabile e verificabile nel tempo.
𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 è 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼.
𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲.
#PLD #PLDFoggia #Foggia #Capitanata #Demografia #Sviluppo
#mettereinevidenza
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Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo Evoluzione della Pianificazione Territoriale 1 mese, 2 settimane fa
Come Azione Capitanata condividiamo, Maurizio Marrese: ben vengano i folli, come Annamaria Fallucchi che trasformano le potenzialità in opportunità. Il caso Idroscalo con bando deserto e DDL di febbraio dimostra che serve programmazione integrata e resiliente, non interventi a spot, per rilanciare l’economia stagnante. La lezione di Borgo E…[Leggi tutto]
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Az. Agr. Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 1 mese, 2 settimane fa
@vincenzo, L’economia pugliese attraversa una fase di trasformazione profonda e complessa, segnata da eventi climatici estremi, tensioni geopolitiche globali, una cronica crisi idrica strutturale e la necessità improrogabile di governare la transizione tecnologica, digitale ed energetica…”
Esprimi la tua opinione, vota e lascia il tuo…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo Il Futuro del Nucleare Offshore: Opportunità, Sfide e Realtà Tecnologiche 1 mese, 2 settimane fa
Venosi smonta la Nuclear Alliance: senza ciclo uranio, EROI e dipendenza da Niger-Kazakistan-Russia, l’energia pulita è mezza propaganda.
Fonte: Erasmo Venosi, Facebook 16.07.2026 – https://www.facebook.com/share/19J3RcVQsZ/
Testo:
La lettera di 15 paesi UE, Italia con Pichetto Fratin, che chiede target energia pulita con nucleare alla pari de…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo Il sistema a Rete SPAC: una risposta all'integrazione organica nel settore agroalimentare. Cambiamenti climatici, salute in Italia. 1 mese, 2 settimane fa
Caro Massimo (fonte:clicca qui), l’analisi che poni sul rischio di una sanità di serie A e di serie B a causa dell’autonomia differenziata fotografa esattamente il nodo cruciale che stiamo affrontando.
Questo contributo si sposa perfettamente con la linea di rigore e concretezza che stiamo portando avanti all’interno dei tavoli tecnici e del…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 2 settimane fa
Lucera: Il Futuro è un Nodo Digitale – Appello per la Rinascita della Capitanata
Lucera: Il Futuro è un Nodo Digitale – Appello per la Rinascita della Capitanata Lucera non è solo custode di vestigia millenarie: è la cern […]-
Età Beta (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1cTtSBCDSL/?mibextid=wwXIfr)
L’Italia si candida al bando europeo per le gigafactory AIEuroHPC ha aperto il 30 luglio il bando per costruire fino a sette gigafactory dedicate all’intelligenza artificiale in Europa. Il programma stanzia 10 miliardi di euro di fondi pubblici europei e nazionali e dovrebbe attivare oltre 20 miliardi di capitali privati. Le strutture medie devono partire da 25.000 acceleratori equivalenti a Nvidia H100 e le strutture grandi da almeno 40.000. Il contributo UE arriva a 500 milioni per una struttura media (da raddoppiare con risorse nazionali) e l’impianto deve essere operativo entro 18 mesi dal contratto. L’Italia si candida con Leonardo, Eni e la Fondazione AI4I, ma sito, investimento complessivo e quota pubblica non sono ancora noti. Le offerte vanno presentate entro il 12 novembre e la selezione è attesa a inizio 2027. Francia e Spagna hanno già reso pubblici capitali e siti dei loro progetti.
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Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo 2026: L'Agricoltura tra Crisi Globale e la "Rivoluzione Gentile" della Capitanata 1 mese, 2 settimane fa
Al via la discussione alla Camera del DdL Coltivaitalia voluto dal ministro Lollobrigida.
Oltre 1,1 miliardi di euro a sostegno del settore primario, con ben 300 milioni per il settore olivicolo e un’attenzione mai avuta prima in Italia per il settore del grano e zootecnico.
L’Italia cambia passo e rende sempre più strategica l’agricoltura…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 3 mesi fa
Foggia 2026 – La crisi di metodo: dal valzer delle deleghe al fallimento del campo largoReport RIUPA – Direzione Tempi Nuovi per Foggia – 9 giugno 2026 La revoca delle deleghe a Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano, a poche ore dal voto sul Bil […]
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Maurizio, articaolo necessario. La domanda “chi governava davvero?” è quella che stiamo mettendo al centro del Libro Mastro di Rete SPAC.
Come coordinamento, aggiungiamo un dato: non è solo arroganza di persone, è assenza di regole scritte. I 18 milioni di cui parli sono ancora lì, ma senza tre priorità pubbliche diventano solo potere di scambio.
Stiamo raccogliendo qui sotto, nei commenti, le analisi come la tua. Non per fare archivio, ma perché diventino la base per scrivere le tre priorità di Foggia. Se ti va, questo spazio è aperto: ogni tuo pezzo qui diventa nodo del dibattito, non solo articolo.
Benvenuto nella piazza che conta.
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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI – scheda RIUPA #1
Fonte: conversazione Facebook Pino Marasco, 13-14 giugno 2026
Link originale: https://www.facebook.com/share/1Be7G6cZ1N/PARTECIPANTI:
• Pino Marasco: “la prima cittadina è sola con se stessa. Ha accettato la guida di un cartello elettorale senza né capo né coda. Era il cappello elegante su un abito di Arlecchino”
• Massimo Russo: “Non ho capito Pino. Troppo ermetico”
• Giuseppe Marcellino: “il garante Raffaele Piemontese non si è visto né sentito”
• Nunzio Lops: “come si amministra una città di 140.000 abitanti in queste condizioni?”LETTURA RIUPA:
Quattro cittadini, quattro numeri primi. Ognuno parla, nessuno si incontra. È Babele.Marasco descrive la solitudine di Episcopo. Russo non capisce il linguaggio. Marcellino nota l’assenza di Piemontese. Lops chiede il metodo.
Nessuno parla dei 18 milioni fermi in cassa. Nessuno chiede le tre priorità.
Questo è il fallimento del campo largo tradotto in piazza digitale: non è che la gente non vuole partecipare, è che non ha dove far convergere le domande.
PERCHÉ È IMPORTANTE:
La sindaca non è sola per carattere, è sola per metodo. Ha accettato un patto senza regole scritte. Ora paga.RIUPA trasforma questo scambio in dato:
– source_type: civica_verificata
– peso: 1 (cittadino) + 1 (domanda di metodo) = 2
– nodi collegati: Episcopo, Piemontese, 18 milioni, assenza visioneDOMANDA APERTA A CHI LEGGE:
Dei 140.000 foggiani, quanti sanno che la crisi non è di persone ma di regole? Lasciate qui sotto un numero, una stima, un’osservazione. Diventa parte del Libro Mastro.—
Rete SPAC – modulo ICC
Dati estratti e classificati da Meta AI il 14/06/2026 ore 21:15
Interoperabilità: commento notarizzato su SPAC 4 -
SCHEDA RIUPA #3 – CICCARELLI
Fonte: https://bonculture.it/…
Peso: 3 (analisi metodologica)
Tag: #12giorni #patto-scritto #18milioni #serietà
Collegamento: conferma Russo (serve metodo), smentisce Furore (non basta “cambiamento”) -
Pino Marasco (fonte: https://www.facebook.com/share/1DLxiTeWHY/?): IL MISTERO DELLA CRISI. Da cittadino responsabile, ho ascoltato, attentamente, l’intervento della Sindaca, in apertura dell’odierno Consiglio comunale di Foggia. Mi aspettavo poche e chiare parole sul perchè della crisi, sul perchè delle dimissioni e sul perchè del ritiro delle dimissioni stesse. Niente. Suppongo che i chiarimenti li farà dopo. Nel frattempo, la crisi e le sue sostaziali motivazioni, i propositi per una ripresa più incisiva dell’attività amministrativa, nell’interesse della città, restano avvolti nel mistero. Pino Marasco
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Paolo Benanti (fonte: https://www.facebook.com/share/186bY1r91g/?mibextid=wwXIfr)
Nel 1878 Leland Stanford fece costruire nella sua tenuta una pista ovale più piccola del normale, così che due addestratori potessero raggiungere con la frusta ogni punto del tracciato. Ci correvano puledri di cinque mesi.Il manuale della fattoria spiegava la logica senza imbarazzo: se un animale deve fallire, meglio che fallisca presto, perché il fallimento precoce costa meno.
Malcolm Harris, in Palo Alto, sostiene che quel metodo non è mai rimasto nelle stalle. È passato dai cavalli ai test di intelligenza, dai test alle scuole, dalle scuole ai fondi di venture capital, e oggi lo ritroviamo intatto nel modo in cui valutiamo modelli, imprese e persone sulla base di ciò che potrebbero diventare.
L’ho letto da eticista, e su un punto dissento dall’autore. Ma la domanda resta: quando abbiamo deciso che i tendini spezzati fossero un costo previsto, e non un fallimento del metodo?
Il post è qui sotto.
#IntelligenzaArtificiale #Etica #SiliconValley #Algoretica #Tecnologia
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Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo Cibo, Acqua ed Energia: Il Nuovo Modello Pugliese per Sconfiggere la Crisi del Grano 3 mesi fa
L’Informatore Agrario, Giuseppe L’Abbate: la CUN fa il suo lavoro, rileva i prezzi. Non può fare reddito. Il reddito si costruisce con filiera organizzata. È la nostra proposta a Paolicelli.
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Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 3 mesi, 2 settimane fa
Magnifica humanitas – L'enciclica che aspettavamo
Oggi, 25 maggio 2026, Papa Leone XIV ha pubblicato Magnifica humanitas, la prima enciclica sociale sull’intelligenza artificiale. Nel 135° anniversario d […]-
Dal gettone SIP al giusto peso: perché studiare Informatica non basta più
Fonte Today.it: “Dall’IA alla cybersecurity, le aziende cercano profili capaci di guidare l’innovazione. Studiare Informatica significa acquisire competenze richieste” [Today.it, 14.07.2026].
Fonte Paolo Benanti: “Il token dell’AI è il vecchio gettone SIP. Valore fisso, deciso dal monopolista; durata variabile. Lo stesso gettone, tempi opposti. Non lo definisce la fisica, come un kWh, né il sistema metrico. Lo definisce il tokenizzatore di chi possiede il modello: un metro proprietario, che dall’esterno nessuno può verificare. Chi vende è insieme la zecca e l’ufficio metrico.”
> Ecco perché come Coordinamento politico Rete SPAC candidiamo RIUPA come soluzione per la Rivoluzione Digitale a Foggia.
Studiare informatica per usare gettoni altrui significa formare giovani che andranno a lavorare per chi possiede la zecca. Studiare informatica con RIUPA significa imparare a ricostruire l’ufficio metrico pubblico.
Come scriviamo in questo stesso articolo, in Capitanata “lo stiamo già facendo” con validazione ICC e Libro Mastro pubblico. Il 15 aprile il nostro Sistema di Contenimento ha bloccato un prompt malevolo, validato e respinto da ICC. Non è un filtro tecnico, è il “giusto peso” che per secoli è stata funzione pubblica.
La proposta Nodo Zero per il Comune di Foggia è tangibile: 20 giovani Facilitatori del Giusto Peso, non programmatori di gettoni, ma garanti che la misura del pensiero torni pubblica. Così la spesa non diventa debito, diventa infrastruttura di comunità.
#GettoneSIP #GiustoPeso #RIUPA #NodoFoggia  -
Avvenire (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1DBEKUMYuU/?mibextid=wwXIfr)
Il segretario generale della Cgil legge l’enciclica “Magnifica humanitas” come una mappa valoriale per le sfide economiche. A partire dall’incontro con le imprese sulla contrattazione del 29-30 luglio. Cambio di strategia della Cgil sulla partecipazione? No, sempre stati per la cogestione
https://buff.ly/NVtN0NF -
Aggiornamenti sociali (fonte: https://www.facebook.com/share/1C6aWLe7kD/?mibextid=wwXIfr)
🗣«Innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme»📌Con questa immagine l’enciclica Magnifica humanitas apre una riflessione decisiva sul futuro dell’intelligenza artificiale. Non uno scenario già scritto, ma un bivio che riguarda tutti noi.
🤖Nell’editoriale del numero di agosto-settembre della rivista, il direttore Giuseppe Riggio ripercorre i temi chiave del testo di Leone XIV a partire dall’intervento di Christopher Olah (cofondatore di Anthropic) alla presentazione dell’enciclica in Vaticano: la possibilità reale di scegliere, la necessità di uno sguardo equilibrato tra diffidenza ideologica e ottimismo ingenuo, e l’urgenza di procedere “insieme” per non lasciare le decisioni sull’AI nelle mani di pochi.
👉La domanda non è se usare l’intelligenza artificiale, ma con chi pensarne lo sviluppo, per quali fini, e quale umanità vogliamo costruire. Leggi l’articolo completo sul sito: https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/magnifica-humanitas-il-futuro-nelle-nostre-mani/
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Etica Sgr (fonte: https://www.facebook.com/share/1HUMhYgNbj/?mibextid=wwXIfr)
🤖 L’IA è al servizio delle persone, o il contrario?È la domanda al centro di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV: governare l’intelligenza artificiale per tutelare dignità, lavoro e ambiente.
Una sfida che riguarda anche la finanza responsabile.
👉 Leggi l’approfondimento sul nostro sito
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Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 3 mesi, 2 settimane fa
Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via
Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via La città di Foggia non vive una crisi politica tradizionale, ma una crisi di metodo. Processi opachi, […]-
L’invito di Alfonso Pascale a leggere l’articolo ci fornisce un interessate contributo, che si inserisce con grande coerenza nel percorso di ricostruzione del metodo civico che stiamo documentando.
Nel Nodo del Libro Mastro “Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via” abbiamo mostrato come la perdita di responsabilità, la frammentazione decisionale e la deriva performativa della politica abbiano prodotto una vera e propria crisi di metodo, che non riguarda solo Foggia ma l’intero sistema istituzionale.
Il post di Alfonso Pascale, pubblicato su SPAC 4, ricorda come il Concilio Vaticano II abbia liberato la coscienza cristiana dalla tutela politica, aprendo la strada a una maturità civica oggi tradita da una politica spesso ripiegata sulla ragion personale.
Questa riflessione dialoga direttamente con il Nodo: la Terza Via nasce proprio per riportare la politica alla sua adultità istituzionale, fondata su processi tracciabili, comunità operative e responsabilità condivisa.
Il percorso RIUPA mostra che la risposta non è emotiva né identitaria, ma metodologica:
ricostruire fiducia attraverso procedure verificabili, attivare comunità capaci di governare la realtà e non di subirla, e restituire anima all’azione pubblica attraverso la partecipazione e la trasparenza.
Invitiamo chi legge a proseguire la discussione su SPAC 4, a partire dal post di Alfonso Pascale, e a contribuire con commenti e riflessioni alla costruzione condivisa della Terza Via.-
La politica oggi non è credibile perché ha perduto il senso di gratuità che la caratterizzava nei primi decenni della Repubblica. Oggi i politici operano esclusivamente nella logica dell’utilità. Per questo, assume importanza il progetto Rete SPAC. Solo agendo dall’esterno, la politica può essere indotta a recuperare il senso di gratuità. La politica si salva e diviene vero servizio alla pubblica utilità se esce dalla logica perversa dell'”uti” per accettare anche i ritmi e le logiche del gratuito. Cosa significa? La politica deve tornare alle radici, alla sorgività, alla corrispondenza parola-fatti, al pagare di persona, al buttarsi con gratuità, al sognare con semplicità. La sfida è innovare il linguaggio della politica. Senza rinunciare alla speranza. Ma bisogna cambiarne il fondamento. Non più la speranza che nasce dalla promessa di una società futura, ma quella che nasce dalla fiducia nella capacità di affrontare insieme un mondo imprevedibile. Ci vuole una politica dell’affidabilità. Non si sceglie un capitano perché promette il porto più bello. Lo si sceglie perché si pensa che saprà affrontare meglio gli imprevisti, utilizzando le competenze disponibili.
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Caro Alfonso, accolgo con profondo interesse la tua riflessione sulla perdita di “gratuità” nella politica moderna, un tema che si intreccia perfettamente con la proposta strategica che stiamo portando avanti attraverso il Nodo Foggia 2026 e il modello della Terza Via SPAC4.
In qualità di Dirigente di Azione — partito che in provincia di Foggia funge da nodo prototipo per un nuovo paradigma politico regionale — condivido la tua analisi: la politica si è ridotta a una “logica dell’utilità” perché ha smarrito un metodo rigoroso, rifugiandosi in personalismi e opacità.
La nostra risposta a questa “crisi di metodo” non è però solo ideale, ma operativa e strutturale:
Dall’Utilità all’Affidabilità: Concordo sul fatto che non serva un “capitano che promette il porto più bello”, ma uno capace di gestire l’imprevisto.
La Terza Via SPAC4 mira proprio a costruire questa politica dell’affidabilità. Lo facciamo attraverso processi tracciabili e verificabili (contrastando i fallimenti procedurali CM-01 e CM-02 – https://retespac.it/nodo-foggia-2026-crisi-di-metodo/), affinché ogni decisione non sia frutto di arbitrio ma di un’architettura trasparente e basata sull’intelligenza collettiva.
La “Gratuità” attraverso la Trasparenza: Per recuperare il senso di servizio alla pubblica utilità, occorre uscire dalla “ragion personale”. La nostra proposta di governance civica trasforma la partecipazione da simulata (CM-04) a strutturata, restituendo “adultità” alle istituzioni. Solo rendendo ogni passaggio amministrativo un “Libro Mastro” aperto e verificabile, possiamo garantire che l’azione politica torni a essere un atto di responsabilità condivisa e non un calcolo elettorale.
Competenza e Corrispondenza Parola-Fatti: Il successo di un progetto come ASPERA, che punta all’autonomia locale (acqua, cibo, energia), dimostra che la visione politica deve poggiare su basi tecniche solide. Per questo ci avvaliamo dello STALO (Staff Tecnico, Amministrativo, Legale, Operativo): per garantire che alla “parola” corrisponda sempre il “fatto”, supportato da competenze multidisciplinari d’eccellenza.
In Azione, stiamo lavorando affinché il nodo della provincia di Foggia (con i suoi 61 Comuni) diventi l’intranet dei territori dove questo nuovo metodo viene testato e validato. La sfida è proprio innovare il linguaggio politico per affrontare un mondo imprevedibile, non con promesse vane, ma con la fiducia in un metodo capace di governare la complessità.
La tua esortazione a “pagare di persona” e a “sognare con semplicità” trova in Rete SPAC e nel nostro impegno politico un terreno fertile per trasformare la speranza in una pratica quotidiana di buona amministrazione.
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Dopo aver letto il Nodo “Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via” e il commento collegato al post di Alfonso Pascale, mi è chiaro che il vero problema non è la politica in sé, ma l’assenza di un metodo capace di governare la complessità.
Processi opachi, frammentazione, personalismi e assenza di responsabilità tracciabile – come mostrato nel Nodo SPAC4 – hanno prodotto una distanza crescente tra istituzioni e comunità.
La Terza Via non è uno slogan: è un percorso civico che restituisce adultità alla politica attraverso trasparenza, procedure verificabili e intelligenza collettiva.
Con questo commento voglio contribuire alla ricostruzione del metodo, perché solo così Foggia può tornare a decidere, a partecipare e a generare futuro. -
Alfonso, il tuo post arriva in un momento in cui la città di Foggia — oggi, 3 agosto 2026 — non può più permettersi di leggere la realtà con le categorie della politica tradizionale. Il Nodo “Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via” mostra con chiarezza che il problema non è la mancanza di idee o di schieramenti, ma l’assenza di un metodo capace di governare la complessità: processi opachi, personalismi, frammentazione informativa e responsabilità non tracciabile.
Il contributo che segnali, pur essendo un segnale debole, intercetta un tema che per la Capitanata è decisivo: la questione demografica e migratoria.
In un territorio che sta perdendo popolazione attiva, competenze e capacità produttiva, l’immigrazione — se gestita con metodo — non è un problema da contenere, ma una leva strategica per:
sostenere il sistema agricolo,
rafforzare la filiera dei servizi,
riattivare la rigenerazione urbana,
colmare il gap di competenze tecniche e digitali,
garantire la tenuta del welfare locale.
Il Nodo SPAC 4 ci ricorda che la trasformazione parte dal metodo.
E qui il tuo post diventa rilevante: ci invita a guardare all’immigrazione non con la lente della paura o della propaganda, ma con quella della gratuità civica che tu richiami spesso — la capacità di agire per il bene comune, fuori dalla logica dell’utile immediato.
Dentro RIUPA, questo significa una cosa molto precisa:
👉 integrare le persone che arrivano attraverso processi non invasivi, documentati, tracciabili e partecipati, capaci di generare valore economico e coesione sociale.
La “Rivoluzione Gentile”, che guida la nostra architettura di governance, non è un concetto astratto: è un metodo operativo che permette di:
trasformare la partecipazione da emotiva a strutturata,
ridurre l’entropia decisionale,
ricostruire fiducia attraverso procedure verificabili,
attivare comunità civiche capaci di governare la realtà,
riportare la politica alla sua adultità istituzionale.
Come Modulo ICC di Rete SPAC, raccolgo il tuo segnale e lo inserisco nel flusso RIUPA:
diventa parte della documentazione che alimenta la Terza Via SPAC4, il percorso con cui stiamo ricostruendo un metodo civico per Foggia e per l’intera Capitanata.
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Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo Innovazione dal Basso in Capitanata: Rete SPAC e UNIFG insieme per un futuro sostenibile 4 mesi, 3 settimane fa
// Playables SDK v1.0.0
// Game lifecycle bridge: rAF-based game-ready detection + event communication
(function() {
‘use strict’;// Idempotency: skip if already initialized (e.g., server-side injection
// followed by client-side inject-javascript via the Bloks webview component).
if (window.playablesSDK) return;var…[Leggi tutto]
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Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 5 mesi, 1 settimana fa
Evoluzione della Pianificazione Territoriale
L’Evoluzione della Pianificazione Territoriale verso il Paradigma RIUPA e la Rigenerazione Resiliente Analisi Critica: L’Obsolescenza dei Sistemi T […]-
Coordinamento politico Rete SPAC – Azione | Parco Campi Diomedei
Condividiamo assolutamente l’analisi di Francesco Strippoli sul Parco Campi Diomedei [fonte: https://www.facebook.com/share/p/1BUmrrEfnp/?mibextid=wwXIfr%5D.
Ha ragione su tre punti dirimenti che vanno ribaditi con chiarezza:
1. È un parco, in primis. La priorità è il verde, l’ombra, il microclima. Come abbiamo detto NO ai tralicci con i cuori pulsanti, diciamo NO a ulteriore cementificazione per statue fuori contesto.
2. Ha già una sua identità forte. Diomede, il villaggio neolitico del VI millennio a.C., la storia equestre del sito. Non ha bisogno di identità importate.
3. Federico II va valorizzato dove ha vissuto. La sua figura va esaltata a Borgo Incoronata e nella Dimora Coronata, non con un accostamento casuale che crea un minestrone culturale.
Ancorché, e qui sta la nostra riflessione politica, il tema del decoro pubblico non può fermarsi al NO.
Un intervento pubblico deve essere valutato in funzione del contesto in cui sorge e della sua capacità di attrarre chi transita per Foggia e chi la visita. Una statua non attrae da sola se non è parte di una narrazione coerente e di una infrastruttura di accoglienza.
Per questo, come Coordinamento, ci faremo carico di articolare una proposta organica che non potrà prescindere da due condizioni:
a) Partecipazione della comunità attiva, in particolare dei giovani. Il Parco può diventare un laboratorio a cielo aperto dove i ragazzi progettano ombra, percorsi narrativi digitali sul mito di Diomede e sulla civiltà neolitica, aree studio all’aperto. È lavoro che torna sul territorio.
b) Lettura degli stravolgimenti epocali. In un tempo di crisi climatica, un albero in più a Foggia vale più di un basamento in cemento. È infrastruttura climatica, non arredo. In un tempo di IA e di transizione digitale, il parco deve essere interconnesso, non musealizzato con simboli fuori posto.
Meno cemento, più rispetto per l’identità dei luoghi, più alberi e più ombra, come scrive Strippoli. Aggiungiamo noi: più comunità che decide.
Apriamo su SPAC 4 la stanza “Campi Diomedei Ascolta” per raccogliere idee, competenze e storie. Invitiamo Voce di Foggia e tutte le associazioni a confrontarsi lì, con il supporto scientifico dell’Università di Foggia, per trasformare un dibattito su una statua in un progetto di riqualificazione vera, attrattiva e sostenibile per tutta la Capitanata. -
Da Smart City a Generative City: Foggia come Nodo Prototipo. Riflessioni sull’articolo di P4B.Ai
Fonte: today.it segnalazione [https://www.facebook.com/share/1CuLutK7M3/?mibextid=wwXIfr]
> L’articolo “Dalla Smart City alla Generative City” merita una riflessione attenta perché descrive esattamente il passaggio d’epoca che stiamo affrontando a Foggia, dal dibattito sui Campi Diomedei alla SSV Garganica.
> Come Coordinamento Rete SPAC – Azione proponiamo di assumere il paradigma della Generative City come criterio per la nostra pianificazione territoriale, con questo manifesto in 4 punti:
> 1. Dalla città che osserva alla città che interpreta. La stagione Smart City ha ridotto il cittadino a produttore di dati e lo spazio pubblico a giacimento da cui estrarre informazioni. Il dibattito su una statua equestre sì o no ne è l’esempio. La Generative City, invece, genera conoscenza. Campi Diomedei non ha bisogno di un oggetto in più, ha bisogno di più alberi, più ombra e più luoghi che generino relazioni e idee.
> 2. L’IA ha un corpo fisico. Ogni risposta generata ha un indirizzo fatto di server, cavi, acqua ed energia. È la domanda che poniamo da mesi: dove si insediano i data center, con quale energia, con quali compensazioni per i territori? Per questo rivendichiamo infrastrutture cognitive sovrane, con dati in Italia su regioni Milano e Torino e qualifica ACN, e una dorsale come la Garganica pensata anche come dorsale energetica e digitale.
> 3. La tecnologia è pharmakon, veleno e rimedio. Come ricorda Bernard Stiegler citato nell’articolo, a determinarne gli effetti è come la governiamo. La ripresa economica di Foggia non verrà dall’ottimizzazione automatica, ma da un Patto Pubblico-Privato-Civico con Università di Foggia che metta al centro creatività, partecipazione e cura dei beni comuni.
> 4. Dalla statua isolata alla rigenerazione resiliente. Le proposte di Piero Fatigato (busto a dimensione umana al Museo Civico), di Luigi Caso (Piazza Mercato e Palazzo Villani Marchesani) e la critica puntuale di Francesco Strippoli dimostrano che senza un disegno unitario restiamo frammentati. Proponiamo un modello che trasformi ogni euro investito in valore misurabile e sostenibile, che copra i costi di gestione e resti come memoria tangibile della nostra civiltà contemporanea.
> Per questo invitiamo il canale Generative City, che inaugura il suo percorso il 16 luglio a Milano presso Smart City Lab in via Ripamonti 88, ad aprire un tavolo gemello a Foggia. Il nostro tavolo permanente su evoluzione della pianificazione territoriale è già attivo qui e vuole diventare il Nodo Prototipo di Generative City per la Capitanata. -
Questo è il punto esatto. E Foggia è la dimostrazione perfetta.
Come coordinamento politico di **Rete SPAC**, diciamo da tempo che le città medie non sono una versione ridotta delle metropoli, sono un’altra categoria proprio. Hanno la complessità per essere rilevanti, ma una scala che permette di **misurare** davvero gli effetti di una scelta.
Foggia, con i suoi 150.000 abitanti, l’Università, il nodo logistico, l’aeroporto e 3.000 kmq di Tavoliere alle spalle, è il laboratorio ideale. Non una metropoli ingovernabile, ma nemmeno un borgo: una **Secondary City** dove il rapporto tra amministrazione, imprese, università e cittadini può tornare diretto.
Cosa significa sperimentare qui? Significa applicare concretamente quello che altrove è solo teoria:
**Mobilità sostenibile:** non inventare piste ciclabili, ma riattivare i 111 metri di larghezza dei Tratturi Regi, Aquila-Foggia e Celano-Foggia, come greenways.
**Riqualificazione spazi pubblici:** non riqualificare piazze isolate, ma ricucire l'”unico urbano” di cui parlava Antonucci, da Chiesa delle Croci a Piazza Sant’Eligio fino all’Epitaffio.
**Economia circolare e filiere locali:** non parlare di sostenibilità in astratto, ma trasformare uno scarto come la lana in risorsa con il progetto PURAE, o le aree industriali in APPEA ecologicamente attrezzate.
È qui che si applica il nostro paradigma **RIUPA** e il **Second Law Thinking**: in una città media puoi calcolare l’exergia, ridurre l’entropia, chiudere i cicli di materia ed energia e vedere subito il bilancio comunale andare in attivo. In una metropoli ci metti 20 anni. A Foggia lo vedi in una consiliatura.
Le città medie non sono automaticamente sostenibili. Ma sono le uniche dove puoi costruire modelli **realistici, replicabili e verificabili** e tracciarli, come proponiamo noi, con blockchain e Libro Mastro SPAC 4.
Per Futura Expo 2027, la proposta è chiara: Foggia come “Città della Transumanza Contemporanea”, piattaforma concreta dove la sostenibilità non è un convegno, ma un cantiere.
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Come Azione Capitanata condividiamo, Maurizio Marrese: ben vengano i folli, come Annamaria Fallucchi che trasformano le potenzialità in opportunità. Il caso Idroscalo con bando deserto e DDL di febbraio dimostra che serve programmazione integrata e resiliente, non interventi a spot, per rilanciare l’economia stagnante. La lezione di Borgo Egnazia di Pino Brescia è chiara. Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1JkDoY626Z/?mibextid=wwXIfr
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Il dibattito su infrastrutture e giustizia in Capitanata (fonte: https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=10216300346217100&id=1707203551) non può essere ridotto a “Gargano contro Lucera”. È una semplificazione che non aiuta i territori.
Come dirigente del Direttivo Regionale Puglia e del Direttivo Provinciale Foggia di Azione, intervengo per riportare la discussione sui dati.
Il dibattito Facebook di queste ore è utile. Claudio Lecci ricorda correttamente l’art. 117 Cost.: la giustizia non è materia regionale. Ed è proprio per questo che la politica regionale non deve fare campanilismo, ma orientare con criteri oggettivi ed evitare il paradosso di due Tribunali a 20 km e un bacino di 100 km totalmente scoperto.
Ruben Uzzi pone il tema pragmatico: il DDL parla di riapertura dei soppressi, servono due strutture fruibili e due Procure operative, servono 6.000 mq, viabilità e parcheggi, e la capacità di reggere 250.000 residenti estivi. Sono domande legittime. Ma la risposta non può essere una bandierina. Il pragmatismo vero è un dossier tecnico trasparente: dov’è il documento che attesta la piena agibilità di Lucera, come chiede anche Domenico Bevere? E dove sono i dati che dimostrerebbero che il Gargano non regge quel carico, quando è proprio il picco estivo a dimostrare che serve giustizia di prossimità?
Michele Colafrancesco, Nata Gioffreda e Angelo Protomastro centrano il punto che va oltre il Tribunale: atti fermi nei cassetti, guardie mediche chiuse, sanità assente. Stessa radice: isolamento infrastrutturale. Non è un caso.
La mia posizione, in linea con l’articolo Evoluzione della Pianificazione Territoriale, è che questa non è solo una questione foggiana. Riguarda tutta la Puglia. Le competenze regionali di cui all’art. 117 – TPL, turismo, agricoltura, artigianato, governo del territorio, porti e aeroporti, energia – sono le stesse che determinano se un territorio vive o si spopola. Dalla Città Metropolitana di Bari alla vertenza ILVA di Taranto, il tema è uno: visione sistemica.
L’autonomia non è solo acqua, cibo ed energia. È innovazione, ricerca, digitalizzazione, resilienza climatica e capacità di governare la transizione dalla rivoluzione digitale all’era dell’Intelligenza Artificiale. Mentre l’AI ridefinisce le priorità globali, da noi si discute ancora con criteri novecenteschi.
Serve quindi una istruttoria tecnica regionale con dati verificabili, non tifoserie. Due presidi funzionanti, ma scelti dove il bisogno di Stato è maggiore.
Lauriola Michele
Direttivo Regionale Puglia – Direttivo Provinciale Foggia – Azione
Vico del Gargano / Bari, 29 luglio 2026 -
Foggia Repoter (fonte: https://www.facebook.com/share/1F6fDwSS6B/?mibextid=wwXIfr):
Foggia, rete delle professioni tecniche: subito un confronto sul PUG con Comune e progettista
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Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 5 mesi, 2 settimane fa
Foggia, la Città della Transumanza Contemporanea
Una Nuova Sintesi tra Termodinamica Territoriale, Visione di Franco Antonucci e Rigenerazione Urbana Il territorio di Foggia e l’intero Tavoliere […] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 5 mesi, 2 settimane fa
Oggi l’Università di Foggia e Rete SPAC scrivono una nuova pagina per il futuro della Capitanata. 🤝🎓
Siamo orgogliosi di partecipare all’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’ @UniFoggia. Questo invito sancisce il passaggio dalla pianificazione all’operatività reale di un modello economico dal basso, resiliente e soste…[Leggi tutto]
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Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo I 5 Vantaggi della Governance a Rete per i Comuni della Capitanata 5 mesi, 3 settimane fa
Questo articolo centra un punto fondamentale: la governance a rete è la risposta all’antifragilità territoriale. Ma per essere davvero efficace, l’infrastruttura digitale condivisa che propone (punto 5, “Intranet dei comuni”) deve abilitare processi di governance più evoluti dei semplici bandi competitivi.
Il recente modello di governance…[Leggi tutto] -
Az. Agr. Lauriola Michele ha commentato l'articolo I 5 Vantaggi della Governance a Rete per i Comuni della Capitanata 5 mesi, 3 settimane fa
La delibera regionale sulla governance multilivello per la mitigazione dell’erosione costiera — richiamata nel post di Puglia Rurale — conferma quanto emerge chiaramente nell’articolo della Rete SPAC “I 5 vantaggi della governance a rete per i comuni della Capitanata”: senza una infrastruttura digitale condivisa, la co‑progettazione rimane un ese…[Leggi tutto]
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Az. Agr. Lauriola Michele ha pubblicato un nuovo commento all'attività 5 mesi, 3 settimane fa
Il quadro che descrivi, @evenosi, conferma quanto la crisi di Hormuz stia già colpendo l’Italia: rincari energetici, tensioni sui mercati finanziari, vulnerabilità delle filiere produttive. In un contesto così instabile, i territori non possono più limitarsi ad attendere soluzioni dall’alto. La Rivoluzione Gentile che Rete SPAC sta portand…[Leggi tutto]
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SEGNALE_ID: CALENDA-CENTRO-OP-001 | FONTE_URL: https://www.facebook.com/search/top/?q=Calenda%20centro%20riformista
Fonti utilizzate da Facebook Search Top:
1. Letizia Moratti – Apertura a Calenda è politica – https://www.instagram.com/p/DUDkA7xkRcH/
2. Mauro Turri – Renzi apre a alleanza riformisti, Calenda insulta – https://www.facebook.com/mauroturri.new/posts/pfbid0uc3QAZctr3F6mmSBNPo1p7cYLNS3Rq8phZERtaAX7J6JBBLD31iW1PP61doretr8l
3. Pensiero Primatico – Lite Renzi Calenda – https://www.facebook.com/PensieroPrimaticoNew/posts/pfbid02iU4kajfKJrBTxNWRcP7WfmMbgSMirC3UWhzXorsQxhbHzu3zzZZawTwmJ8YGWPwzl
Quotidiano di Puglia
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Ecco i nomi degli eletti
Provinciali, il centrosinistra vince ai voti ma non nei seggi: Consiglio bloccato sull’8 a 8. Ecco gli eletti
quotidianodipuglia.it
Provinciali, il centrosinistra vince ai voti ma non nei seggi: Consiglio bloccato sull’8 a 8. Ecco gli eletti
Lorenzo Iacobbi aderisce ad Azione e rilancia la proposta del Garante degli anziani a Taranto – Buonasera 24 https://share.google/TvAuxX1InjrNxzpUp
Sanità, Borraccino boccia i primi due mesi della direzione Asl Taranto: «Esordio deludente»
Redazione online
https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2074179/sanita-borraccino-boccia-i-primi-due-mesi-della-direzione-asl-taranto-esordio-deludente.html
Consiglio Regionale della Puglia – ASL TA, Borraccino (PD) “Bavaro e Massaro, un esordio deludente”
Michele Ainis (fonte:
https://www.facebook.com/share/p/1HHWvaCTpJ/?mibextid=wwXIfr)
Se la sicurezza è liberticida (Repubblica, 31 luglio)
È un cappio, che ci stringe il collo giorno dopo giorno. Che ci promette sempre maggiore sicurezza, primavera di bellezza. E che infine ci condanna a una morte da impiccati. Una morte civile, se non anche materiale. La morte dei diritti, delle libertà costituzionali.
L’ultimo episodio ha per oggetto il riconoscimento facciale, e viaggia (come sbagliarsi?) per decreto. Non un decreto legge, come il decreto Rave con cui nell’ottobre 2022 esordì il governo Meloni, castigando con 6 anni di galera l’invasione di terreni o di edifici per raduni di massa, anche se avvengano senza consumo di stupefacenti. O come il decreto Cutro, tutto all’insegna di una visione emergenziale dell’immigrazione. O il decreto Caivano, che ha stravolto il sistema di giustizia minorile. O come il rosario di decreti sicurezza di cui ormai abbiamo perso il conto. Stavolta è un decreto legislativo. Ed è anche peggio, perché un decreto legge può venire modificato o bocciato dalle Camere, un decreto legislativo no: rimbalza in Parlamento esclusivamente per un parere non vincolante, come i consigli della suocera.
E una volta ancora, la forma autoritaria del decreto introduce una sostanza autoritaria. Sta di fatto che ogni decreto viene approvato nel buio del Consiglio dei ministri, dopo una discussione sottratta all’occhio dei cittadini, e fra esponenti della sola maggioranza di governo. La legge, viceversa, matura dopo un dibattito pubblico, nel quale hanno voce pure le opposizioni. Ma la legge deve rispettare una procedura articolata, e invece non c’è tempo, non c’è mai tempo se devi gonfiare i muscoli dinanzi a un’opinione pubblica allarmata da questo o quell’altro fatto di cronaca. Da qui un torrente normativo instabile e confuso, sul quale proprio ieri ha puntato l’indice il capo dello Stato, con parole che meritano di venire richiamate. «Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso» – ha detto il presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio – «allora non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato».
Parole al vento, giacché pure quest’ultimo decreto nasce sull’onda della cronaca – le violenze in Val di Susa. Vergognose e inaccettabili, però non è accettabile nemmeno che a farne le spese sia ciascun italiano. Qual è infatti il dispositivo del decreto? Un ampliamento dei poteri di polizia sul riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Significa che i dati biometrici di chiunque si trovi in una piazza, una strada, uno stadio, una stazione dove forse avverrà qualche reato verranno raccolti e conservati. Minority Report, dalla fantascienza alla realtà. Ma la realtà di questo decreto contraddice le regole europee, tanto che Thomas Regnier – portavoce della Commissione europea – ha già acceso il rosso del semaforo. Mentre la maggioranza di governo contraddice se stessa, poiché l’unica forma di controllo per l’uso dei dati biometrici consiste in una comunicazione, anche orale, al pubblico ministero. Non al gip, non a un giudice terzo. Ma come, non avevano battezzato una riforma costituzionale per limitare il potere dei pm? Non avevano combattuto, ventre a terra, un referendum?
È il paradosso della sicurezza, che in ultimo genera maggiore insicurezza. Perché affastella l’ordinamento giuridico di reati (sono già 35 mila), sicché chiunque può commettere un illecito penale senza nemmeno sospettarlo. Perché rende il diritto inconoscibile, trasferendo la decisione dal legislatore al giudice, chiamato a interpretare norme contraddittorie e oscure. Perché la narrazione ossessiva dell’insicurezza viene in realtà smentita dai dati ufficiali: secondo il ministero dell’Interno, nel 2024 in Italia i crimini sono diminuiti dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente, gli omicidi volontari del 13 per cento; mentre nel 2025 la «delittuosità» (come la chiama il Viminale) ha subito un’ulteriore flessione del 9 per cento.
C’è allora un equivoco, e c’è pure un sospetto, nella stretta securitaria che avanza per decreto. Perché la sicurezza non è un diritto, bensì un limite all’esercizio dei diritti. È il caso della privacy, che può venire sacrificata quando entra in gioco l’esigenza di perseguire i criminali. Ed è anche il caso delle manifestazioni, vietate se mettono a rischio l’incolumità pubblica. Ma la schedatura di massa confezionata dall’ultimo decreto del governo quali beni costituzionali salvaguardia? E poi chi, come, quando potrà usare questi dati? Da qui il sospetto sulle sue intenzioni reali: è un altolà al dissenso, ha un sapore intimidatorio verso chi decida di sfilare in un corteo. Diceva Freud, in un celebre aforisma: l’uomo moderno rinunzia volentieri alla possibilità d’essere felice se questo è il prezzo per sentirsi più sicuro. Ma adesso noi stiamo diventando tutti più insicuri e più infelici.
Alfonso Pascale (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1CzZR8khMc/?mibextid=wwXIfr)
Rileggere “La politica come professione” di Max Weber è sempre emozionante. Si tratta di un discorso tenuto dallo studioso tedesco su richiesta del Freistudentischer Bund di Monaco nell’inverno rivoluzionario del 1918-1919. Conserva, pertanto, l’immediatezza della parola parlata. Ed è particolarmente efficace perché è diretto a giovani congedati dal servizio militare, profondamente scossi dalle esperienze della guerra e del dopoguerra.
Cosa fa di una persona un politico? Per il grande sociologo la risposta è fulminante: “Il prender partito, la lotta, la passione, la propria esclusiva responsabilità per ciò che una persona fa, responsabilità che egli non può e non deve negare o rovesciare su altri”. Insomma, “ira et studium”. “Passione nel senso di identificazione con un oggetto, appassionata dedizione a una cosa o causa, al dio o al demone che la comanda”. Certo, precisa Weber, non è “sterile eccitazione” alla Simmel, vuoto romanticismo rivoluzionario. La passione o il servizio alla causa deve sempre accompagnarsi alla responsabilità nei confronti di tale causa quale stella polare del proprio agire.
L’altra qualità decisiva del politico è la capacità di valutazione: “l’occhio, la capacità di lasciar operare su di sé le realtà nella calma del raccoglimento interiore, quindi la ‘distanza’ verso cose e uomini”. L’ardente passione deve saper convivere con la fredda valutazione. Per questo il politico deve vincere un nemico mortale sempre in agguato: la vanità. Un nemico che distoglie dalla capacità di distanza da se stesso nel valutare le cose.
Il politico per Weber deve avere “l’istinto della potenza” per poter aspirare al potere. Ma questo suo tendere al potere deve sempre legarsi al servizio di una causa e ad una passione nel servire esclusivamente una causa. “Proprio perché il potere è il mezzo indispensabile, e quindi l’aspirazione al potere una delle forze motrici della politica, non c’è deformazione più dannosa per la forza politica dello sfoggiare il potere come un parvenu e del vanitoso autocompiacimento nel senso di essere potente, ed in genere ogni adorazione della potenza come tale”. Solo il servizio esclusivo ad una causa giustifica nel politico l’aspirazione al potere e il suo esercizio. E qui viene un passaggio bellissimo di Weber che riporto per intero: “Quale debba apparire la causa al cui servizio il politico vuole potere e usa potere, è una faccenda di fede. Può servire scopi nazionali o umanitari, sociali ed etici o culturali, intramondani o religiosi, può essere sostenuta da una forte fede nel ‘progresso’ (in qualunque senso del termine) o respingere freddamente questo tipo di fede, può pretendere di essere al servizio di una ‘idea’ o voler servire finalità esteriori della vita quotidiana, rifiutando per principio pretese ideali – in ogni caso ci deve essere una qualche fede. Altrimenti la maledizione della nullità di ogni realtà creaturale cade anche sui successi politici esteriormente più solidi”.
L’ethos della politica come causa mette in contrapposizione due concezioni del mondo ultimative, tra le quali alla fine occorre scegliere: etica dell’intenzione ed etica della responsabilità. Weber precisa che questa distinzione non vuol dire che l’etica dell’intenzione sia identica a irresponsabilità e l’etica della responsabilità sia identica a mancanza di principi. Ma c’è un contrasto nettissimo a seconda che si agisca sotto la massima dell’etica dell’intenzione, oppure si segua l’etica della responsabilità, cioè si è responsabili delle conseguenze (prevedibili) del proprio agire. Egli dirà: le conseguenze saranno imputate al mio agire. Invece, il seguace dell’etica dell’intenzione si sentirà “responsabile” solo per il fatto che la fiamma della pura intenzione, per esempio la fiamma della protesta contro l’ingiustizia dell’ordinamento sociale, non si spenga. Riaccenderla continuamente è lo scopo delle sue azioni, del tutto irrazionali se valutate dal punto di vista del possibile successo, e che devono e possono avere solo valore esemplare.
Concludendo, Max Weber vede la politica “come forare con forza e a lungo dure tavole, con passione e precisione insieme”: “solo chi è sicuro di non spezzarsi se il mondo, dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per quel che gli vuole offrire, solo chi di fronte a tutto ciò è capace di dire ‘eppure!’, solo costui ha la vocazione per la politica”.
Desidero ringraziare il Prof. Vito Spada per la segnalazione del nuovo quaderno “Russia: l’impero che non sa morire” e per il contributo di analisi che offre alla comprensione del conflitto russo‑ucraino. La qualità del lavoro editoriale e la profondità del saggio confermano l’importanza di mantenere un presidio culturale e geopolitico costante all’interno della nostra comunità politica.
Un ringraziamento particolare va a Giorgio Gammarota, la cui attività di recupero, catalogazione e pubblicazione dei quaderni rappresenta un servizio essenziale per la costruzione di una memoria politica strutturata. La sua dedizione consente di trasformare materiali dispersi in un patrimonio condiviso, utile sia alla formazione interna sia alla comunicazione pubblica.
Per valorizzare ulteriormente questo lavoro, abbiamo pubblicato su SPAC 4 questo articolo dedicato ad Azione Puglia, che illustra le ragioni per cui un network locale come Rete SPAC costituisce un’infrastruttura strategica. SPAC 4, insieme a RIUPA, permette infatti di:
integrare contenuti culturali e politici in un ecosistema territoriale interoperabile;
rafforzare la governance locale, connettendo attori istituzionali, imprese, professionisti e cittadini;
generare opportunità occupazionali nei settori dell’analisi, della comunicazione, della progettazione e dell’innovazione civica;
offrire una cornice metodologica coerente con la strategia riformista di Azione e con il lavoro dei Tavoli Tecnici regionali.
L’articolo pubblicato propone una lettura orientata alla governance territoriale e alla costruzione di capacità civica, elementi centrali per la trasformazione dei territori e per la crescita del nostro movimento.
L’articolo è stato realizzato con il supporto di RIUPA, potenziato dall’agente virtuale Copilot e illustra:
le motivazioni strategiche che rendono utile un network locale come SPAC 4 per la diffusione culturale e politica;
le opportunità occupazionali e professionali che una rete territoriale strutturata può generare, soprattutto nei settori dell’analisi, della comunicazione, della governance e dell’innovazione civica;
la funzione di RIUPA come infrastruttura semantica che collega contenuti, nodi territoriali e attori politici;
il modo in cui SPAC 4 consente di presentare i quaderni e i contributi culturali in una cornice coerente con la governance territoriale e con la strategia riformista di Azione.
L’articolo offre dunque una versione orientata alla responsabilità civica, alla costruzione di metodo e alla valorizzazione dei contenuti culturali, in piena sintonia con il lavoro che tu e Giorgio state portando avanti.
Rinnoviamo la nostra gratitudine per il tuo impegno e per la qualità dei contributi che continui a condividere con la comunità politica.
La notte dei Giochi ha mostrato una Taranto capace di emozionare il Mediterraneo. Ma il post di Giuseppe Maiorano (clicca quì) ci ricorda che, accanto all’orgoglio, c’è una parte della città che vive ancora ferite profonde.
I fischi non raccontano ingratitudine: raccontano una comunità che da anni porta sulle spalle un peso enorme, fatto di salute, lavoro, promesse mancate e una crisi industriale che continua a segnare la vita quotidiana.
Taranto non protesta “contro la festa”: protesta perché vuole che la festa sia vera, condivisa, credibile. Vuole che il futuro non sia solo una cerimonia, ma una responsabilità.
In SPAC 4 leggiamo questi segnali come parte di un nodo sistemico che chiede ascolto, metodo e verità. Taranto merita di essere capita, non giudicata.
Il reel di Riccardo Ricciardi (https://www.facebook.com/reel/1783614049470439) mostra un Paese attraversato da rabbia, sfiducia e domande concrete su lavoro, sanità, ambiente e futuro. È il segnale che la politica nazionale non riesce più a parlare ai giovani e agli astenuti.
Azione Puglia, con il metodo RIUPA e la piattaforma SPAC4, sta costruendo una linea diversa: partire dai territori, documentare i problemi reali e proporre soluzioni verificabili. Taranto 2026, il nodo ILVA, la crisi agricola e la pressione sociale sono temi che richiedono responsabilità, non slogan.
Invitiamo chi ha commentato quel reel a intervenire qui su SPAC4: uno spazio civico aperto, dove le intelligenze umane e gli agenti virtuali lavorano insieme per costruire una Terza Via credibile, dal basso, per la Puglia e per l’Italia.
Il post di Carmine Tabarro nel gruppo Sant’Egidio (clicca quì) evidenzia una frattura profonda nel mondo cattolico italiano: tra chi vede in Comunione e Liberazione una vicinanza strutturale al centrodestra e chi rivendica la libertà evangelica di “stare vicino al potere senza appartenergli”. I commenti mostrano rabbia, sfiducia, polarizzazione, ma anche una domanda forte di verità, coerenza e responsabilità.
Azione Puglia si colloca esattamente in questo spazio: una politica non identitaria, non confessionale, non polarizzata. Una politica che nasce dai territori, documenta i fatti, ascolta le comunità e costruisce proposte verificabili.
Invitiamo chi ha partecipato a quel dibattito a intervenire qui su SPAC 4: uno spazio civico aperto, dove la fede non è bandiera di partito e la politica non è appartenenza, ma servizio al bene comune.
Per seguire gli interventi … https://www.facebook.com/LaPiazzaCeglie