Meno prediche, più coraggio. Ma chi paga il conto in Puglia? Il nodo fiscale, sanitario e produttivo

La discussione sul rinnovamento non può ridursi a tribuna. Il rinnovamento si misura nella capacità di governare i conti e di dire con chiarezza dove si prendono le risorse.
In Puglia il tema è oggi aperto. Il Presidente della Regione ha rivendicato: “Abbiamo adottato una misura necessaria anche se impopolare. Il disavanzo sanitario ci ha costretti ad aumentare l’Irpef, ma lo abbiamo fatto in modo scaglionato e progressivo, per evitare che pagassero i più fragili”. Il disavanzo è quantificato nel dibattito pubblico in circa 350 milioni di euro per la sanità nel 2025, descritto come un buco da 350 milioni di euro nella sanità, un buco ereditato.
È una misura di responsabilità, ma pone una questione strutturale.
In Puglia l’economia sommersa resta tra le più alte d’Italia. Dopo la Calabria, la regione ad avere il tasso più alto di economia sommersa con il 20,6% è la Campania seguita da Sicilia (19,5%) e Puglia (19,3%). In termini di imposte evase, la Puglia registra 5.764 miliardi con incidenza del 19,2%. Alzare l’addizionale IRPEF significa chiedere lo sforzo esclusivamente a chi già adempie.
Chi è chi adempie?
In larga misura sono i pensionati, che in questa regione svolgono una funzione di welfare sostitutivo. Il 43,2% dei pensionati (essendo spesso gli unici a percepire un’entrata fissa) aiuta economicamente figli, nipoti o parenti. Lo stesso dato è confermato: il Censis ha rilevato che il 43,2% dei pensionati aiuta regolarmente figli, nipoti. Si parla di 7 milioni di anziani che contribuiscono con i propri soldi al benessere della famiglia, con un welfare sostitutivo che ammonta a circa 22 miliardi di euro.
Chiedere un ulteriore sforzo a questa fascia, che già sostiene figli e nipoti, significa indebolire il vero ammortizzatore sociale pugliese.
La visione RIUPA per la Capitanata parte da un presupposto opposto: allargare la base produttiva che paga, non stringere chi già paga.
Foggia ha oggi le condizioni per farlo:
• L’investimento di Barilla: “Una bellissima notizia per Foggia e per tutta la Capitanata: Barilla investirà 100 milioni di euro a Foggia per realizzare un nuovo polo integrato della pasta”, con progetto tra il 2028 e il 2030 per rendere il sito uno dei hub strategici.
• L’area di Incoronata, che si sviluppa su 200mila metri quadrati vicino a grandi arterie, come base retroportuale e di collegamento con il porto di Manfredonia.
• Le Comunità Energetiche Rinnovabili: “Rete SPAC promuove lo sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nella Provincia di Foggia”, con “Il Sole per Tutti, la prima Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale di Capitanata, progetto sostenuto da Fondazione Con il Sud”.
• La ricerca dell’Università di Foggia con il Gruppo “STAR*AgroEnergy” sul sistema agrovoltaico come virtuosa integrazione multifunzionale in agricoltura, che ha dimostrato come “l’agrivoltaico possa incrementare la resa agricola senza comprometterne la qualità”.
• Il sistema produttivo unitario: “Confcommercio Provincia di Foggia, Confindustria Foggia, Confartigianato Imprese Foggia, CNA Foggia, Confesercenti Foggia, Coldiretti Foggia, CIA Agricoltori Italiani di Capitanata, Confagricoltura Foggia” che hanno condiviso la piattaforma unitaria del sistema produttivo della Capitanata e che, riuniti nella sede di Confcommercio di Foggia, hanno assunto una posizione comune.
La proposta politica è asettica:
1. Piano di emersione del 19% prima di qualsiasi aumento generalizzato;
2. Chiarezza contabile sul disavanzo sanitario 2025;
3. Salvaguardia dei redditi da pensione sotto i 28.000 euro;
4. Accelerazione su tre assi Capitanata: polo agroalimentare Incoronata-Barilla-Princes, CER solidali e agrivoltaico avanzato con Università di Foggia.
È questa l’idea di responsabilità che intendo come Dirigente: meno prediche, più coraggio nel dire dove si prende e dove si restituisce.
Michele Lauriola – RIUPA


@michele è con Erasmo Venosi