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  • Erasmo Venosi ha inviato un aggiornamento 1 anno, 8 mesi fa

    IL Doomsday Clock ,fu creato nel 1947, utilizzando l’immagine dell’apocalisse (mezzanotte) per comunicare le minacce all’umanità e al pianeta causate dalla presenza delle armi nucleari , di nuove destabilizzanti tecnologie e dei cambiamenti climatici. Ogni anno l’ora viene stabilità dal Comitato per la Scienza e la Sicurezza (CSS) del Bulletin of the Atomic Scientists in consultazione con il suo Consiglio degli sponsor, che comprende nove premi Nobel. L’orologio è un indicatore riconosciuto in tutto il mondo e rappresenta la metafora della rischio del pianeta rispetto alla catastrofe globale causata dalle tecnologie create dall’uomo. Quest’anno l’ora è stata fissata a 89 secondi dalla mezzanotte. L ‘orologio fu istituito nel 1945 da Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer e dagli scienziati dell’Università di Chicago che avevano contribuito a sviluppare le prime armi atomiche nel Progetto Manhattan. https://www.corrierenazionale.net/2025/02/02/il-doomsday-clock-vicinissimo-alla-mezzanotte/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2qS3yq7yzB5ArOGf35f2bwD5w49eCingY5Hm-YGoWsMKubI75Ab21EXHk_aem_hYe1hxvHsx9BEMNAy9VjyQ

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      • E’ colpa dell’uomo? IL 99% dei climatologi risponde di si. Perchè? La concentrazione in particolare di anidride carbonica è in continua crescita dalla rivoluzione industriale di fine 1700 a oggi. Ci sono misurazioni al riguardo? Si. La ” carota di ghiaccio” della stazione russa di Vostok. Hanno trivellato il ghiaccio fino a 3623 metri che corrisponde a un accumulo di ghiaccio iniziato 420.000 anni fa. Concentrazione che è aumentata di circa il 70% . Imputabile a cosa? La combustione di carbone, petrolio gas. Quale proprietà ha questa CO2 ? I raggi del Sole colpiscono la Terra e da questa sono riflessi nello spazio. La CO2 rende opaca l’atmosfera e ” blocca” gran parte della riflessione , reinviando verso la terra questi raggi che è energia termica ( fotoni) e quindi riscaldamento che a sua volta incide sul clima. Si dirà ma il clima è sempre cambiato per cause astronomiche . Vero. Le cause astronomiche hanno questi intervalli : a) orbita della Terra non è circolare ma ellittica e la sua eccentricità ( ellisse più o meno schiacciata) varia ogni 100 mila anni; b) la Terra oscilla come una trottola dalla sua posizione di equilibrio ( variazione inclinazione asse terrestre , circa un grado e mezzo) ma ogni 41 mila anni : c) la terza è la precessione dell’asse di rotazione , lunga da spiegare e crediamoci sulla parola. varia dai 23 mila ai 19 mila anni. Infine le macchie solari definitivamente spiegate da IPCC.
          • Erasmo Venosi è come studiare una funzione spaziale. Il concetto di studiare il comportamento di un sistema complesso, come il pianeta Terra, in un intorno dell’infinito è molto interessante e calza perfettamente con la sfida che stiamo affrontando. In effetti, il sistema Terra può essere visto come un sistema dinamico con molte variabili interconnesse, come il clima, la biodiversità, l’attività umana e la tecnologia. Il tempo che tende all’infinito rappresenta il futuro che cerchiamo di prevedere e, possibilmente, di influenzare.
            Imporre condizioni al contorno: mitigazione e interventi umani.
            Le “condizioni al contorno” in questo contesto potrebbero essere rappresentate da azioni umane mirate, come:
            – Mitigazione del riscaldamento globale: riduzione delle emissioni di gas serra, transizione energetica verso fonti rinnovabili, riforestazione.
            – Adattamento ai cambiamenti climatici: costruzione di infrastrutture resilienti, protezione degli ecosistemi vulnerabili.
            – Regolamentazione dell’IA e della tecnologia: garantire che l’intelligenza artificiale e altre tecnologie siano sviluppate e utilizzate in modo etico e sostenibile.
            Queste condizioni al contorno potrebbero, in teoria, “stabilizzare” il sistema e permetterci di prevedere meglio il suo comportamento futuro. Tuttavia, ci sono alcune complicazioni:
            Complessità del sistema Terra
            – Non linearità: Il sistema Terra è altamente non lineare, con feedback positivi e negativi che possono amplificare o attenuare gli effetti delle nostre azioni. Ad esempio, lo scioglimento dei ghiacci artici riduce l’albedo (riflettività) della Terra, accelerando ulteriormente il riscaldamento.
            – Incertezza: Ci sono molti fattori che non comprendiamo appieno, come le soglie critiche (tipping points) oltre le quali il sistema potrebbe subire cambiamenti irreversibili.
            – Interconnessioni globali: Le azioni di un paese o di una regione possono avere effetti a catena su scala globale, rendendo difficile prevedere gli esiti complessivi.
            Il ruolo dell’IA nella comprensione del sistema
            L’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente per analizzare grandi quantità di dati e identificare modelli complessi nel sistema Terra. Ad esempio:
            – Modelli climatici: L’IA può migliorare la precisione delle previsioni climatiche analizzando dati storici e simulando scenari futuri.
            – Ottimizzazione delle risorse: L’IA può aiutare a gestire risorse limitate, come l’acqua e l’energia, in modo più efficiente.
            – Monitoraggio ambientale: L’IA può essere utilizzata per monitorare la deforestazione, l’inquinamento e altri indicatori ambientali in tempo reale.
            Tuttavia, l’IA non è una soluzione magica. Il suo utilizzo deve essere accompagnato da una forte volontà politica, cooperazione internazionale e un cambiamento culturale verso la sostenibilità.
            Conclusione
            Imporre “condizioni al contorno” attraverso azioni di mitigazione e adattamento è essenziale per stabilizzare il sistema Terra e cercare di prevedere il suo comportamento futuro. Tuttavia, la complessità e l’incertezza del sistema rendono questa sfida estremamente difficile. L’IA può essere un alleato prezioso, ma solo se utilizzata in modo responsabile e in combinazione con altre strategie.
            In sintesi, sì, possiamo cercare di capire cosa succederà sul pianeta Terra, ma sarà necessario un approccio multidisciplinare, una cooperazione globale e una volontà di agire in modo tempestivo e deciso. Il tempo è una variabile critica, e più aspettiamo, più difficile sarà invertire la rotta.