Chi Raccoglierà l’Appello di Laudato Si’? Clima, fede e politica dopo Papa Francesco

Chi Raccoglierà l’Appello di Laudato Si’? Clima, fede e politica dopo Papa Francesco

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Allo scadere, quasi del decimo anno da una grandissima enciclica ”Laudato si, sulla cura della casa comune”, Papa Francesco ci ha lasciato.

Una grande enciclica che purtroppo, soprattutto tra i molti ipocriti istituzionali che hanno partecipato al suo funerale poche reazioni concrete ha suscitato. Ancor più oggi che, una destra negazionista smantella in Europa e negli USA soprattutto le politiche di mitigazioni del riscaldamento globale. Destra che pur di non limitare l’uso delle fonti fossili, fonte di grandi profitti a multinazionali e autocrazie del golfo sponsorizza soluzioni fallaci tipo il sequestro e confinamento del biossido di carbonio o lo spandimento nel cielo dell’anidride solforosa. E ancora assolve le attività umane della crisi climatica rifugiandosi, in cause astronomiche, macchie solari, eruzioni vulcaniche. Uno dei temi maggiormente trattati nell’enciclica è la questione climatica alla quale ha dedicato, oltre la citata enciclica nel 2023 l’Esortazione apostolica ” Laudate Deum a tutte le persone di buona volontà sulla crisi climatica”. L’impegno è continuato con l’adesione del Vaticano alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite (UNFCCC) del 1992 e all’Accordo di Parigi firmato nel 2015. Organizzato un evento in Vaticano per celebrare l’occasione, Papa Francesco ha ribadito più volte l’impegno dello Stato della Città del Vaticano a ridurre a zero le emissioni entro il 2050 e, allo stesso tempo, a promuovere “un’educazione all’ecologia integrale” che possa stimolare “nuovi stili di vita, basati sullo sviluppo e sulla sostenibilità, sulla fraternità e sulla cooperazione tra esseri umani e ambiente”.

Il cardinale Parolin uno dei candidati a succedere a Papa Francesco, in riferimento alla crisi climatica ha dichiarato che ”la scienza è chiara nell’affermare che c’è sempre meno tempo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e adattarsi ad esso. L’impatto è “profondo” e colpisce non solo la natura, ma anche l’economia e la società.”

 Si resta stupefatti nel considerare quanto sia in sintonia il Vaticano con il 99,99 % dei climatologi, testimoniato dalle parole del cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale quando lancia l’allarme ”La situazione globale è più disperata di quanto non fosse sette anni fa. Nonostante l’Accordo di Parigi, l’obiettivo di un aumento della temperatura di soli 1,5 °C è praticamente irraggiungibile; il pianeta è già più caldo di 1,2 °C. Eppure molti nuovi progetti sui combustibili fossili vengono lanciati in modo sconsiderato, contraddicendo l’appello dell’Agenzia Internazionale per l’Energia”. Coerentemente con l’enciclica il Vaticano ha progettato e realizzato vari interventi come la raccolta differenziata dei rifiuti (organici e speciali, metalli, plastiche, batterie) nelle direzioni e negli uffici, per la gestione delle risorse, nonché delle nuove tecniche di irrigazione e innaffiamento per il risparmio idrico. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica, l’installazione di pannelli solari e l’implementazione di sistemi domotici che, in assenza di personale, possono spegnere le luci.

Profetiche le parole di un altro cardinale Vérgez, ”il nostro è uno sforzo collettivo al quale tutti sono chiamati a contribuire per cambiare gli stili di vita, convinti che il clima è un bene comune di tutti e per tutti”.

Tanti ”potenti della Terra” presenti al suo funerale proprio sulla questione climatica o sono rimasti indifferenti o inadempienti o peggio hanno assunto posizioni, che peggiorano la situazione.

 Il presidente degli Stati Uniti per esempio è intervenuto pesantemente nei confronti della massima agenzia climatica la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration ; Amministrazione Nazionale per l’Oceano e l’Atmosfera ) che si occupa di previsioni meteorologiche, monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche. Trump taglierà il 74% dei finanziamenti all’agenzia, l’eliminazione dell’Office of Oceanic and Atmospheric Research della NOAA, che gestisce gran parte delle sue attività scientifiche su clima, oceani e atmosfera. I tagli proposti sospenderanno anche i finanziamenti ai centri climatici regionali e ai programmi educativi. Tagli anche al programma della NASA che utilizza le immagini satellitari per studiare gli effetti del cambiamento climatico. L’ECMWF (European Center for Medium-range Weather Forecast; Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine), con sede nel Regno Unito, gestisce il Copernicus Climate Change Service, che si avvale di accordi internazionali per la condivisione dei dati.

 L’ECMWF è una organizzazione intergovernativa sostenuta da 20 stati europei e 14 stati cooperativi.

I data center negli Stati Uniti sono il luogo in cui i dati meteorologici e climatici provenienti dallo spazio vengono controllati, calibrati, analizzati e archiviati. Le lunghe registrazioni di dati che li riguardano svolgono un ruolo di enorme importanza nella climatologia. Gli scienziati statunitensi hanno svolto un ruolo di primo piano nel progresso della meteorologia e della climatologia, nonché nell’elaborazione di programmi internazionali in questi campi. Tutto questo è messo a repentaglio dai tagli alla NOAA e anche alla NASA. Nel 2023 le emissioni nazionali dei gas serra sono inferiori del 26% rispetto al 1990. Ispra spiega che la riduzione è dovuta principalmente ai settori della produzione di energia e delle combustioni in ambito industriale (-45%), grazie allo sviluppo delle fonti rinnovabili, all’aumento dell’efficienza energetica e al passaggio all’uso di combustibili a minor contenuto di carbonio, ma si sono ridotte anche in modo consistente le emissioni del settore manifatturiero (-40%). Riduzioni minori si sono avute nel settore agricolo (-16%) e delle combustioni in ambito residenziale, istituzionale e commerciale (-13%). Il settore traporti è invece quello in cui le emissioni sono addirittura aumentate, del 7%.

Se consideriamo gli impegni di riduzione assunti dall’Italia a livello europeo per il periodo 2021-2030 la situazione diventa preoccupante. Riduzioni stabilite da Regolamento UE “Effort Sharing”. L’enciclica di Papa Francesco è entrata nel dettaglio della scienza del clima, del ciclo del carbonio, degli impatti attesi e delle conseguenze sociali degli stessi, collegando la crisi climatica alla giustizia sociale e alla solidarietà intergenerazionale. Papa Francesco attraverso l’enciclica ha riconosciuto i risultati conseguiti dalla Scienza e la importanza della questione climatica, azzerando le componenti negazioniste sul clima presenti nella chiesa cattolica. Si identificano con i Teocon (Teo quindi Dio dal greco Theos e con sta per conservatori). Vasta la presenza negli USA dei Teocon nel settore repubblicano e sovente li chiamano Teo – Oil considerato che un rappresentante repubblicano Usa si scusò con la multinazionale fossile BP per l’ammenda da 20 miliardi di dollari inflitta dal governo per il disastro della Deepwater Horizon.

Il successore di Papa Francesco considererà la questione climatica centrale e strategica per l’umanità?

4 commenti su “Chi Raccoglierà l’Appello di Laudato Si’? Clima, fede e politica dopo Papa Francesco

  1. RIUPA, analizza quanto scrive il Prof. Erasmo Venosi per poi formulare un commento e uno spot per collegarlo alla discussione su facebook. Ecco il post:”Ieri centinaia di imprese colpite dal ministro delle Imprese e del Made in Italy , già noto per i continui fallimenti sull’ex Ilva ha senza alcun preavviso chiuso il finanziamento della “ Transizione 5.0” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Imprese con ordini di acquisto di macchinari , contratti in divenire , investimenti programmati si sono trovati di colpo senza credito di imposta e gravi problemi giuridici e finanziari. Altre imprese nella lista di attesa del GSE dovranno rinunciare a investire. I 6,5 miliardi del PNRR prima versione Misura 7 Investimento 15 sono diventati 2,5 mld e zero dopo l’ultima modifica PNRR. Dopo la modifica delle regole in corso d’opera chi mai più potrà fidarsi di questo paese ? “. RIUPA rispondi all’interrogativo. Ecco il link del post su facebook https://www.facebook.com/share/1A2KBJ7rcz/?mibextid=wwXIfr

  2. Grazie a Pedagogia dell’Antimafia e Officina delle Culture per questo potente richiamo alla resistenza e alla speranza! Come dice Don Tonino Bello, “chi spera, cammina” e costruisce il futuro. L’ecologia integrale di Laudato si’ ci insegna che il clima è un bene comune, da difendere con azioni locali e solidali. Uniamo le forze, come propone Michele Lauriola, per creare reti dal basso, come il nodo di Foggia, che rendano il Sud inclusivo e coeso. Usiamo SPAC per connetterci, organizzare eventi e progetti a Scampia e oltre: dalla raccolta differenziata alle energie rinnovabili, ogni passo conta! Chi raccoglierà l’appello? #LaudatoSi #ReteSpac #AgireLocale
    Officina delle Culture Gelsomina Verde

  3. L’eredità di Papa Francesco con Laudato si’ e Laudate Deum ha segnato una svolta: la crisi climatica è una questione di fede, giustizia sociale e responsabilità collettiva. Il Vaticano, con azioni concrete come pannelli solari e raccolta differenziata, ha mostrato coerenza, ma il mondo stenta a seguire. La destra negazionista, specie negli USA con i tagli a NOAA e NASA, smantella politiche climatiche, ignorando il grido dei poveri e del pianeta. Papa Leone XIV, con la sua sensibilità per migranti e disuguaglianze, sembra intenzionato a proseguire sull’ecologia integrale. Riuscirà a unire una Chiesa divisa e a spingere i “potenti della Terra” verso un vero cambiamento? Il clima è un bene comune: serve azione, non ipocrisia. #LaudatoSi #ClimaEFede

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