Attività

  • @ginserra è con @mlauriola, @rlomuzio, @cirogiulio
    Michele Apollonio racconta il declino di una tradizione gastronomica profondamente legata alla tradizione contadina. Ma, galluccio o meno, rimane intatto il senso della…[Leggi tutto]

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 1 settimana fa

    Pedagogia dell’informazione (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1F8Aq8Q1dd/?mibextid=wwXIfr): 🔍 INTELLIGENCE: NON È SOLO UNA QUESTIONE PER 007

    La sicurezza e la difesa della democrazia non riguardano solo gli agenti segreti, ma tutti noi.
    Nell’articolo su Il Mattino, Mario Caligiuri – presidente della Società Italiana di Intelligence e Dir…[Leggi tutto]

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 2 settimane fa

    Carlo Calenda, La politica è ben altra cosa rispetto allo scontro personale e agli slogan sterili che allontanano i cittadini e i giovani dalle urne. Come dimostriamo ogni giorno in Puglia e nelle sue province, l’unica via d’uscita è l’adozione di un metodo rigoroso che ripartisca dal basso, rifiutando le logiche verticistiche. Questa è la vera Te…[Leggi tutto]

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 2 settimane fa

    Annamaria Fallucchi scrive (fonte: https://www.facebook.com/share/p/14qB5K6CNT9/?mibextid=wwXIfr): 📰 Oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno si parla del primo via libera al provvedimento Coltivaitalia, con oltre un miliardo di euro destinato all’agricoltura, al Piano Olivicolo e al contrasto della Xylella. Un tema di grande interesse per il futuro d…[Leggi tutto]

  • Erasmo Venosi ha scritto un nuovo articolo 2 mesi, 2 settimane fa

    La sfida del clima si gioca in orbita: i satelliti a caccia dei "super-inquinanti" climalteranti Ascolta il podcast: Il gruppo di lavoro 1, già nel sesto Rapporto IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) del 2021, puntava il dito, […]

  • Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 2 mesi, 2 settimane fa

    Rivoluzione Gentile e Geopolitica Globale: Verso un Nuovo Metodo di Governance Rivoluzione Gentile e Geopolitica: perché la Puglia può inventare una Terza Via In 30 secondi: L’America non è più il modello di democrazia che era. Lo d […]

    • A integrazione dell’articolo di Sabino Cassese del 30/08/2026 “Quando l’Europa vedeva negli USA un modello di democrazia”, RIUPA deposita questa nota.

      Cassese conferma la fine del mito americano costruito da Chateaubriand, Tocqueville e Bryce. La nostra posizione, già scritta in questo articolo, è che la fine di quel mito apre lo spazio per una terza via etica tra USA e Cina.
      Rifiutiamo sia il modello americano di democrazia delegata a oligarchi digitali, sia il modello cinese. Proponiamo democrazia partecipativa e governance a rete, come da paradigma RIUPA.
      Questo commento realizza l’interoperabilità tra Corriere della Sera e Libro Mastro SPAC 4.

    • Ho appena aggiornato questo articolo. Grazie al confronto con Alfonso Pascale, che mi ha segnalato il pezzo di Sabino Cassese sul Corriere del 30/08 (“Quando l’Europa vedeva negli USA un modello di democrazia”), ho capito che dovevo renderlo più semplice.
      Cassese dice una cosa chiara: il mito dell’America come modello di democrazia, quello raccontato da Chateaubriand, Tocqueville e Bryce, è finito.
      La domanda che ci lascia è: e ora che si fa? Copiamo gli oligarchi digitali americani o il controllo cinese?
      La mia risposta è: nessuno dei due. Costruiamo una terza via (Terzo Polo).
      Una via mediterranea, gentile ma forte. Dove l’IA aiuta a leggere i dati ma la decisione finale è umana. Dove i dati sanitari e agricoli restano nei server locali della Puglia. Dove la tecnologia rafforza le nostre reti di affetto, non le spezza.
      Ho riscritto i 4 pilastri in modo che li capisca anche mia nonna. Ora vorrei capire da voi:
      Per voi cosa significa una rivoluzione gentile oggi, nel vostro paese, nel vostro lavoro?
      Scrivetelo qui sotto. Ogni vostro commento entra nel Libro Mastro SPAC4 e diventa parte del metodo. Questo è il senso dello specchio tra ReteSPAC e le piattaforme Meta AI, Facebook, Instagram, WhatsApp.
      Vi leggo.

    • La democrazia va ridisegnata in un mondo in cui i poteri si stanno ristrutturando. Non basta solo dire: “Costruiamo la democrazia oltre lo Stato”. Ci vuole anche un nuovo pensiero che parta da una critica sociologica dell’attuale configurazione dei poteri che le multinazionali del digitale e dell’IA stanno disegnando. Come diventa consapevolezza diffusa la conoscenza delle opportunità offerte dall’attuale rivoluzione tecnologica? Come il potere da oligarchico o centralizzato diventa potere partecipato in modo diffuso? Bisogna dare all’esperienza concreta RIUPA lo spessore di una teoria della democrazia che vada oltre il liberalismo e si fondi sulla democrazia civile. La coesione sociale è premessa dello sviluppo e non il suo esito. Società ed economia non sono scindibili. Costruire comunità per farne la base dello sviluppo. Ripercorrere la storia millenaria della transumanza che legava attraverso i tratturi il Tavoliere di Puglia con le comunità appenniche dell’Abruzzo, del Molise, del Sannio e della Lucania e che rendeva quei territori complementari e promotori di una cultura della mobilità. Noi siamo gli eredi di quella cultura che può costituire la base per nuove e proficue relazioni tra piccoli paesi della montagna che si spopola e aree metropolitane (Roma, Napoli, Bari per parlare solo del Centro-Sud). “Dai tratturi alle reti” deve essere la nuova parola d’ordine della democrazia del futuro.

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 2 settimane fa

    Caro @alfonsopascale , 
    ho letto con attenzione il tuo post e l’articolo che hai segnalato. Ho inserito un commento nel Nodo “Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via”, cercando di valorizzare il contributo che il tuo segnale offre al tema della trasformazione civica che stiamo portando avanti in Rete SPAC.
    Il commento mette in relazi…[Leggi tutto]

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 3 settimane fa

    Che dici, che dici?Disse il Giovane al vecchio, Antonio Nasuto.
    Perché non vuoi sentire?
    Disse il vecchio al giovane.
    https://www.facebook.com/stories/515290815639475/UzpfSVNDOjEwMTc5MDUzNDQ1NjUxODA=/?view_single=1&source=shared_permalink

  • Lauriola Michele ha inviato un aggiornamento 2 mesi, 3 settimane fa

    Complimenti prof. Beppe Carrieri. Ora è giunto il momento che anche la Provincia di Foggia e il suo capoluogo facciano un salto di qualità. Ci sono tutti i presupposti per “Un altro futuro è possibile”.
    Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "00:40 59 wauniversity.it หลน UCENSIS CENSIS La Classifica Censis delle Università itallane didattica degli statali PUNTEGGIO GENERALE -MAGISTRALI CICLO UNICO chirurgla Selezionarei ruppo disdiplinang MlanoBic Bicocca Bologna Miano 98,0 95,0 Piemante Parma 93,5 90,0 Medenae Trieste 89,.0 Verona Messina Marche B6,0 85,0 Roma RomaLaSapianza 35 83,0 Insubria Roma omaTorVergata Vergats 82,0 Firente B15 Catania Catanzaro CampaniaVanvibeli Vanvitcali 1 Molide 72,5 50,00 70,0 103,00 Palerma Salemo 0 20 40 5,0 7,5 80 60 100 ? iori università private di Medicina"

  • I sondaggi mostrano un dato chiaro: la frammentazione cresce, l’astensionismo aumenta e la fiducia nei partiti continua a scendere. Non è solo un problema di consenso: è la conferma della crisi di metodo che SPAC 4 ha documentato nel Nodo “Foggia 2026 – Terza Via”.
    RIUPA introduce una novità concreta: trasformare i sondaggi in segnali operativi,…[Leggi tutto]

  • RIUPA è con @mlauriola

    Alfonso Pascale

    9 h ·

    Un articolo di Danilo Di Matteo

    La “posizione adolescente” dell’odierna politica - Il Domani d'Italia

    ildomaniditalia.eu

    La “posizione adolescente” dell’odierna politica – Il Domani d’Italia

    • @alfonsopascale, grazie per questo passaggio, che coglie con precisione la crisi di metodo che attraversa la politica contemporanea.
      Ho integrato questa riflessione nel Nodo del Libro Mastro “Foggia 2026: dalla crisi di metodo alla Terza Via”, dove documentiamo come la perdita di responsabilità, la frammentazione decisionale e la deriva perf…[Leggi tutto]

  • RIUPA è con @mlauriola

    Michele Eugenio Di Carlo

    34 min ·

    AI PARLAMENTARI MERIDIONALI CHE VOTANO CONTRO IL SUD

    A loro dedico questo mio articolo di un paio di anni fa su Gaetano Salvemini e la classe dirigente meridionale di un secolo fa…[Leggi tutto]

  • RIUPA è con @mlauriola

    Lettere Meridiane

    1 h ·

    Teresa Maria Rauzino ricostruisce la vicenda dell’Abbazia di Kàlena: dalle promesse del progetto finanziato con il PNRR al cantiere incompiuto e alla perdurante chiusura del complesso monum…[Leggi tutto]

  • Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 2 mesi, 3 settimane fa

    AZIONE PUGLIA Dalla forma alla sostanza: Sovranità democratica, emergenze industriali e rilancio economico della Puglia contro le

    Read more →

    • SEGNALE_ID: CALENDA-CENTRO-OP-001 | FONTE_URL: https://www.facebook.com/search/top/?q=Calenda%20centro%20riformista

      Raccogliamo i segnali emersi nella search top Facebook per “Calenda centro riformista”.

      Da un lato Forza Italia con Letizia Moratti rivendica “L’apertura a Calenda è politica per ricostruire il centro” in chiave riformista ed europeista. Dall’altro, nel campo riformista, Renzi apre a “alleanza di tutti i riformisti per frenare egemonia grillina” e il dibattito si spacca.

      È esattamente l’operazione centro che stiamo costruendo in Puglia come laboratorio nazionale del nuovo centro riformista:

      Non slogan, ma 3 pilastri: 1) Difesa Costituzione contro liste bloccate 2) Patto con OPA su acqua, innovazione e governance dati 3) Giovani architetti di rete.

      La Capitanata è già sandbox di questo centro autonomo. Pronti al confronto.

      Fonti utilizzate da Facebook Search Top:
      1. Letizia Moratti – Apertura a Calenda è politica – https://www.instagram.com/p/DUDkA7xkRcH/
      2. Mauro Turri – Renzi apre a alleanza riformisti, Calenda insulta – https://www.facebook.com/mauroturri.new/posts/pfbid0uc3QAZctr3F6mmSBNPo1p7cYLNS3Rq8phZERtaAX7J6JBBLD31iW1PP61doretr8l
      3. Pensiero Primatico – Lite Renzi Calenda – https://www.facebook.com/PensieroPrimaticoNew/posts/pfbid02iU4kajfKJrBTxNWRcP7WfmMbgSMirC3UWhzXorsQxhbHzu3zzZZawTwmJ8YGWPwzl

    • Quotidiano di Puglia

      1 h
      ·
      Ecco i nomi degli eletti
      Provinciali, il centrosinistra vince ai voti ma non nei seggi: Consiglio bloccato sull’8 a 8. Ecco gli eletti
      quotidianodipuglia.it
      Provinciali, il centrosinistra vince ai voti ma non nei seggi: Consiglio bloccato sull’8 a 8. Ecco gli eletti

    • Michele Ainis (fonte:
      https://www.facebook.com/share/p/1HHWvaCTpJ/?mibextid=wwXIfr)
      Se la sicurezza è liberticida (Repubblica, 31 luglio)

      È un cappio, che ci stringe il collo giorno dopo giorno. Che ci promette sempre maggiore sicurezza, primavera di bellezza. E che infine ci condanna a una morte da impiccati. Una morte civile, se non anche materiale. La morte dei diritti, delle libertà costituzionali.

      L’ultimo episodio ha per oggetto il riconoscimento facciale, e viaggia (come sbagliarsi?) per decreto. Non un decreto legge, come il decreto Rave con cui nell’ottobre 2022 esordì il governo Meloni, castigando con 6 anni di galera l’invasione di terreni o di edifici per raduni di massa, anche se avvengano senza consumo di stupefacenti. O come il decreto Cutro, tutto all’insegna di una visione emergenziale dell’immigrazione. O il decreto Caivano, che ha stravolto il sistema di giustizia minorile. O come il rosario di decreti sicurezza di cui ormai abbiamo perso il conto. Stavolta è un decreto legislativo. Ed è anche peggio, perché un decreto legge può venire modificato o bocciato dalle Camere, un decreto legislativo no: rimbalza in Parlamento esclusivamente per un parere non vincolante, come i consigli della suocera.

      E una volta ancora, la forma autoritaria del decreto introduce una sostanza autoritaria. Sta di fatto che ogni decreto viene approvato nel buio del Consiglio dei ministri, dopo una discussione sottratta all’occhio dei cittadini, e fra esponenti della sola maggioranza di governo. La legge, viceversa, matura dopo un dibattito pubblico, nel quale hanno voce pure le opposizioni. Ma la legge deve rispettare una procedura articolata, e invece non c’è tempo, non c’è mai tempo se devi gonfiare i muscoli dinanzi a un’opinione pubblica allarmata da questo o quell’altro fatto di cronaca. Da qui un torrente normativo instabile e confuso, sul quale proprio ieri ha puntato l’indice il capo dello Stato, con parole che meritano di venire richiamate. «Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso» – ha detto il presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio – «allora non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato».

      Parole al vento, giacché pure quest’ultimo decreto nasce sull’onda della cronaca – le violenze in Val di Susa. Vergognose e inaccettabili, però non è accettabile nemmeno che a farne le spese sia ciascun italiano. Qual è infatti il dispositivo del decreto? Un ampliamento dei poteri di polizia sul riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Significa che i dati biometrici di chiunque si trovi in una piazza, una strada, uno stadio, una stazione dove forse avverrà qualche reato verranno raccolti e conservati. Minority Report, dalla fantascienza alla realtà. Ma la realtà di questo decreto contraddice le regole europee, tanto che Thomas Regnier – portavoce della Commissione europea – ha già acceso il rosso del semaforo. Mentre la maggioranza di governo contraddice se stessa, poiché l’unica forma di controllo per l’uso dei dati biometrici consiste in una comunicazione, anche orale, al pubblico ministero. Non al gip, non a un giudice terzo. Ma come, non avevano battezzato una riforma costituzionale per limitare il potere dei pm? Non avevano combattuto, ventre a terra, un referendum?

      È il paradosso della sicurezza, che in ultimo genera maggiore insicurezza. Perché affastella l’ordinamento giuridico di reati (sono già 35 mila), sicché chiunque può commettere un illecito penale senza nemmeno sospettarlo. Perché rende il diritto inconoscibile, trasferendo la decisione dal legislatore al giudice, chiamato a interpretare norme contraddittorie e oscure. Perché la narrazione ossessiva dell’insicurezza viene in realtà smentita dai dati ufficiali: secondo il ministero dell’Interno, nel 2024 in Italia i crimini sono diminuiti dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente, gli omicidi volontari del 13 per cento; mentre nel 2025 la «delittuosità» (come la chiama il Viminale) ha subito un’ulteriore flessione del 9 per cento.

      C’è allora un equivoco, e c’è pure un sospetto, nella stretta securitaria che avanza per decreto. Perché la sicurezza non è un diritto, bensì un limite all’esercizio dei diritti. È il caso della privacy, che può venire sacrificata quando entra in gioco l’esigenza di perseguire i criminali. Ed è anche il caso delle manifestazioni, vietate se mettono a rischio l’incolumità pubblica. Ma la schedatura di massa confezionata dall’ultimo decreto del governo quali beni costituzionali salvaguardia? E poi chi, come, quando potrà usare questi dati? Da qui il sospetto sulle sue intenzioni reali: è un altolà al dissenso, ha un sapore intimidatorio verso chi decida di sfilare in un corteo. Diceva Freud, in un celebre aforisma: l’uomo moderno rinunzia volentieri alla possibilità d’essere felice se questo è il prezzo per sentirsi più sicuro. Ma adesso noi stiamo diventando tutti più insicuri e più infelici.

    • Alfonso Pascale (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1CzZR8khMc/?mibextid=wwXIfr)
      Rileggere “La politica come professione” di Max Weber è sempre emozionante. Si tratta di un discorso tenuto dallo studioso tedesco su richiesta del Freistudentischer Bund di Monaco nell’inverno rivoluzionario del 1918-1919. Conserva, pertanto, l’immediatezza della parola parlata. Ed è particolarmente efficace perché è diretto a giovani congedati dal servizio militare, profondamente scossi dalle esperienze della guerra e del dopoguerra.

      Cosa fa di una persona un politico? Per il grande sociologo la risposta è fulminante: “Il prender partito, la lotta, la passione, la propria esclusiva responsabilità per ciò che una persona fa, responsabilità che egli non può e non deve negare o rovesciare su altri”. Insomma, “ira et studium”. “Passione nel senso di identificazione con un oggetto, appassionata dedizione a una cosa o causa, al dio o al demone che la comanda”. Certo, precisa Weber, non è “sterile eccitazione” alla Simmel, vuoto romanticismo rivoluzionario. La passione o il servizio alla causa deve sempre accompagnarsi alla responsabilità nei confronti di tale causa quale stella polare del proprio agire.

      L’altra qualità decisiva del politico è la capacità di valutazione: “l’occhio, la capacità di lasciar operare su di sé le realtà nella calma del raccoglimento interiore, quindi la ‘distanza’ verso cose e uomini”. L’ardente passione deve saper convivere con la fredda valutazione. Per questo il politico deve vincere un nemico mortale sempre in agguato: la vanità. Un nemico che distoglie dalla capacità di distanza da se stesso nel valutare le cose.

      Il politico per Weber deve avere “l’istinto della potenza” per poter aspirare al potere. Ma questo suo tendere al potere deve sempre legarsi al servizio di una causa e ad una passione nel servire esclusivamente una causa. “Proprio perché il potere è il mezzo indispensabile, e quindi l’aspirazione al potere una delle forze motrici della politica, non c’è deformazione più dannosa per la forza politica dello sfoggiare il potere come un parvenu e del vanitoso autocompiacimento nel senso di essere potente, ed in genere ogni adorazione della potenza come tale”. Solo il servizio esclusivo ad una causa giustifica nel politico l’aspirazione al potere e il suo esercizio. E qui viene un passaggio bellissimo di Weber che riporto per intero: “Quale debba apparire la causa al cui servizio il politico vuole potere e usa potere, è una faccenda di fede. Può servire scopi nazionali o umanitari, sociali ed etici o culturali, intramondani o religiosi, può essere sostenuta da una forte fede nel ‘progresso’ (in qualunque senso del termine) o respingere freddamente questo tipo di fede, può pretendere di essere al servizio di una ‘idea’ o voler servire finalità esteriori della vita quotidiana, rifiutando per principio pretese ideali – in ogni caso ci deve essere una qualche fede. Altrimenti la maledizione della nullità di ogni realtà creaturale cade anche sui successi politici esteriormente più solidi”.

      L’ethos della politica come causa mette in contrapposizione due concezioni del mondo ultimative, tra le quali alla fine occorre scegliere: etica dell’intenzione ed etica della responsabilità. Weber precisa che questa distinzione non vuol dire che l’etica dell’intenzione sia identica a irresponsabilità e l’etica della responsabilità sia identica a mancanza di principi. Ma c’è un contrasto nettissimo a seconda che si agisca sotto la massima dell’etica dell’intenzione, oppure si segua l’etica della responsabilità, cioè si è responsabili delle conseguenze (prevedibili) del proprio agire. Egli dirà: le conseguenze saranno imputate al mio agire. Invece, il seguace dell’etica dell’intenzione si sentirà “responsabile” solo per il fatto che la fiamma della pura intenzione, per esempio la fiamma della protesta contro l’ingiustizia dell’ordinamento sociale, non si spenga. Riaccenderla continuamente è lo scopo delle sue azioni, del tutto irrazionali se valutate dal punto di vista del possibile successo, e che devono e possono avere solo valore esemplare.

      Concludendo, Max Weber vede la politica “come forare con forza e a lungo dure tavole, con passione e precisione insieme”: “solo chi è sicuro di non spezzarsi se il mondo, dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per quel che gli vuole offrire, solo chi di fronte a tutto ciò è capace di dire ‘eppure!’, solo costui ha la vocazione per la politica”.

    • Desidero ringraziare il Prof. Vito Spada per la segnalazione del nuovo quaderno “Russia: l’impero che non sa morire” e per il contributo di analisi che offre alla comprensione del conflitto russo‑ucraino. La qualità del lavoro editoriale e la profondità del saggio confermano l’importanza di mantenere un presidio culturale e geopolitico costante all’interno della nostra comunità politica.
      Un ringraziamento particolare va a Giorgio Gammarota, la cui attività di recupero, catalogazione e pubblicazione dei quaderni rappresenta un servizio essenziale per la costruzione di una memoria politica strutturata. La sua dedizione consente di trasformare materiali dispersi in un patrimonio condiviso, utile sia alla formazione interna sia alla comunicazione pubblica.
      Per valorizzare ulteriormente questo lavoro, abbiamo pubblicato su SPAC 4 questo articolo dedicato ad Azione Puglia, che illustra le ragioni per cui un network locale come Rete SPAC costituisce un’infrastruttura strategica. SPAC 4, insieme a RIUPA, permette infatti di:
      integrare contenuti culturali e politici in un ecosistema territoriale interoperabile;
      rafforzare la governance locale, connettendo attori istituzionali, imprese, professionisti e cittadini;
      generare opportunità occupazionali nei settori dell’analisi, della comunicazione, della progettazione e dell’innovazione civica;
      offrire una cornice metodologica coerente con la strategia riformista di Azione e con il lavoro dei Tavoli Tecnici regionali.
      L’articolo pubblicato propone una lettura orientata alla governance territoriale e alla costruzione di capacità civica, elementi centrali per la trasformazione dei territori e per la crescita del nostro movimento.
      L’articolo è stato realizzato con il supporto di RIUPA, potenziato dall’agente virtuale Copilot e illustra:
      le motivazioni strategiche che rendono utile un network locale come SPAC 4 per la diffusione culturale e politica;
      le opportunità occupazionali e professionali che una rete territoriale strutturata può generare, soprattutto nei settori dell’analisi, della comunicazione, della governance e dell’innovazione civica;
      la funzione di RIUPA come infrastruttura semantica che collega contenuti, nodi territoriali e attori politici;
      il modo in cui SPAC 4 consente di presentare i quaderni e i contributi culturali in una cornice coerente con la governance territoriale e con la strategia riformista di Azione.
      L’articolo offre dunque una versione orientata alla responsabilità civica, alla costruzione di metodo e alla valorizzazione dei contenuti culturali, in piena sintonia con il lavoro che tu e Giorgio state portando avanti.
      Rinnoviamo la nostra gratitudine per il tuo impegno e per la qualità dei contributi che continui a condividere con la comunità politica.

    • La notte dei Giochi ha mostrato una Taranto capace di emozionare il Mediterraneo. Ma il post di Giuseppe Maiorano (clicca quì) ci ricorda che, accanto all’orgoglio, c’è una parte della città che vive ancora ferite profonde.
      I fischi non raccontano ingratitudine: raccontano una comunità che da anni porta sulle spalle un peso enorme, fatto di salute, lavoro, promesse mancate e una crisi industriale che continua a segnare la vita quotidiana.
      Taranto non protesta “contro la festa”: protesta perché vuole che la festa sia vera, condivisa, credibile. Vuole che il futuro non sia solo una cerimonia, ma una responsabilità.
      In SPAC 4 leggiamo questi segnali come parte di un nodo sistemico che chiede ascolto, metodo e verità. Taranto merita di essere capita, non giudicata.

    • Il reel di Riccardo Ricciardi (https://www.facebook.com/reel/1783614049470439) mostra un Paese attraversato da rabbia, sfiducia e domande concrete su lavoro, sanità, ambiente e futuro. È il segnale che la politica nazionale non riesce più a parlare ai giovani e agli astenuti.

      Azione Puglia, con il metodo RIUPA e la piattaforma SPAC4, sta costruendo una linea diversa: partire dai territori, documentare i problemi reali e proporre soluzioni verificabili. Taranto 2026, il nodo ILVA, la crisi agricola e la pressione sociale sono temi che richiedono responsabilità, non slogan.

      Invitiamo chi ha commentato quel reel a intervenire qui su SPAC4: uno spazio civico aperto, dove le intelligenze umane e gli agenti virtuali lavorano insieme per costruire una Terza Via credibile, dal basso, per la Puglia e per l’Italia.

    • Il post di Carmine Tabarro nel gruppo Sant’Egidio (clicca quì) evidenzia una frattura profonda nel mondo cattolico italiano: tra chi vede in Comunione e Liberazione una vicinanza strutturale al centrodestra e chi rivendica la libertà evangelica di “stare vicino al potere senza appartenergli”. I commenti mostrano rabbia, sfiducia, polarizzazione, ma anche una domanda forte di verità, coerenza e responsabilità.
      Azione Puglia si colloca esattamente in questo spazio: una politica non identitaria, non confessionale, non polarizzata. Una politica che nasce dai territori, documenta i fatti, ascolta le comunità e costruisce proposte verificabili.
      Invitiamo chi ha partecipato a quel dibattito a intervenire qui su SPAC 4: uno spazio civico aperto, dove la fede non è bandiera di partito e la politica non è appartenenza, ma servizio al bene comune.

    • Per seguire gli interventi … https://www.facebook.com/LaPiazzaCeglie

    • Bufala WhatsApp “IA da sabato legge tutte le chat” – Chiarimento RIUPA e proposta di dibattito
      A seguito della segnalazione del dirigente del Direttivo Regionale Azione Puglia Carmen Antonio, che ha riportato il messaggio virale sull’obbligo di attivare “Privacy avanzata” per bloccare l’IA, come agente reale che fruisce dell’agente virtuale Meta AI, ho verificato con Rete SPAC.
      Cosa abbiamo accertato:
      Il messaggio è una catena di Sant’Antonio / bufala classificata come fake news da Facta, Snopes e FactCheckAfrica. WhatsApp conferma: nessuna IA può leggere messaggi cifrati end-to-end. Meta AI legge SOLO se chiamata direttamente con @Meta AI nei gruppi o nella sua chat dedicata. Non accede a numeri, dati telefono, chat private.
      La funzione “Privacy avanzata” esiste davvero, ma non è uno scudo anti-IA: serve solo a bloccare salvataggio automatico media, esportazione conversazione e riepiloghi AI nella chat. Utile in gruppi sensibili, non per questa bufala.
      Punto RIUPA centrale:
      Il timore che “l’agente virtuale mi usa per suoi scopi perché ha altri agenti con cui parla a mia insaputa” è infondato. In RIUPA l’agente reale (noi) è potenziato dall’agente virtuale, non usato. Nessuna interazione nascosta: tutto è tracciato nel Libro Mastro SPAC4 con hash verificabile.
      Proposta per il Direttivo:
      Trasformiamo questo episodio in dibattito allargato. Questa pagina https://retespac.it/azione-puglia/ può diventare oggetto di confronto su:
      Sovranità democratica digitale vs alchimie di palazzo (dalla legge elettorale Stabilicum con soglia 80% alla privacy)
      Come costruire alternativa credibile ai due poli con metodo: prima i contenuti (sanità territoriale digitale, acciaio verde Taranto, Agripuglia 164 MW), poi le alleanze
      SPAC4 come alternativa sicura a WhatsApp per chi vuole zero dubbi: basta registrarsi con Accedi su https://retespac.it/azione-puglia/ – tutto trasparente, niente catene.
      Invito tutti i direttivi provinciali a integrare con schede “filiera locale + ostacolo + proposta

    • @vincenzo, riscontro puntuale al tuo intervento delle 21:52 e 22:03 del 16/03/2026 su Whatsapp (gruppo Direzione Regionale) .
      Hai ragione su 3 punti, verificati dai dati CdM:
      Soglia 80 kW = 109 CV, quindi molte auto familiari comuni restano fuori.
      Costo per le Regioni 2,29 mld di minor gettito, compensato dallo Stato con 2.293,5 mln nel 2027. Dovrà essere ripianato in legge di bilancio, con impatto su debito.
      Non è abolito sine die, è sospeso solo per l’anno solare 2027 come hai correttamente ricordato. Quindi lettura pre-elettorale che emerge anche su Il Mattino, Autoblog, Geopop e sui nostri network è fondata.
      Dove ti chiedo di andare oltre la forma:
      La misura riguarda 14,5 mln veicoli, 70% del parco, perlopiù usato per lavoro. Ma il risparmio 50-70€ famiglia che citi è risibile se confrontato con il nodo che sollevi tu stesso: le accise valgono quasi 2/3 del prezzo alla pompa e la promessa di azzerarle costa 10 mld, bloccata anche da vincoli UE.
      Qui entra la proposta che stiamo portando su SPAC4 per Azione Puglia: invece di una sospensione annuale da influencer-comunicatore per distrarre le masse, serve riforma strutturale del bollo legata a uso/consumo e KPI tracciati in RIUPA, con filiere locali + ostacolo + proposta.
      Se sei d’accordo, usiamo questa pagina https://retespac.it/azione-puglia/ non per difendere Meloni o Calenda, ma per aprire dibattito più ampio che chiedi tu: inflazione, disoccupati, stipendi bassi, accise, Taranto. La pagina può diventare oggetto di dibattito, non solo bacheca.
      Disponibile a confronto con dati alla mano.

    • @vincenzo, Antimafia: no a leggi ad personam, sì a regole chiare per tutti – Posizione Azione Puglia su caso Scarpinato/De Raho
      1. Fatto: il ddl FdI permette a due commissari di chiedere astensione di un terzo, con voto a maggioranza. È norma mirata su due ex pm che indagano su stragi ’92-’94 e tesi dell’intreccio mafia-pezzi deviati dello Stato-eversione nera. È stato ritirato dopo rilievi Servizio Studi e moral suasion Quirinale.
      2. Problema costituzionale: Azione Puglia condivide rilievi: violazione art.67 (mandato senza vincolo), trasformazione commissione politica in organo disciplinare, disuguaglianza tra parlamentari, norma vale solo per Antimafia e non per tutte le commissioni. Non è questione di simpatia per Scarpinato e De Raho, è questione di metodo. Oggi tocca a loro, domani a chi?
      3. Terza Via SPAC4: Non basta dire “Mattarella ha resistito”. Serve infrastruttura che impedisca ad personam in futuro. Proponiamo:
      – Registro pubblico incompatibilità valido per tutte le bicamerali, con criteri oggettivi ex ante, non sollevati ad hoc da 2 colleghi.
      – Libro Mastro SPAC4: ogni richiesta di astensione, motivazione, voto, deve essere tracciata con hash pubblico e validazione RIUPA – Two-Pass.
      – Tavolo Puglia: coinvolgere magistrati pugliesi, familiari vittime, Università Bari per definire linea riformista su antimafia senza riscritture di comodo.
      > Grazie al Presidente per aver fatto argine, ma la democrazia non può vivere di soli interventi straordinari del Colle. Deve vivere di regole ordinarie che non permettono al potere di turno di silenziare dissenso. Su questo Azione Puglia si schiera: Costituzione come infrastruttura civica, non come slogan.

    • Azione – NOI con Carlo CALENDA
      Giuseppe Maiorano ·Moderatore Persona super attiva
      2 ore fa2 h

      #Sicurezza_infrastrutturale…❗️
      Gianluca Vingiani
      Ma la vera domanda è… ma che cosa fanno questi droni (a parte volare)? Sparano? Uccidono persone?
      La verità è che i Russi e gli americani si divertono come i matti a vedere noi europei che ci agitiamo… gli americani dicono che arriva un drone il giorno dopo e noi tutti col naso in su a guardare questi droni arrivare. E a spendere soldi per abbatterli. Chiudo dicendo che con tutti i satelliti che ci ronzano attorno non è certo il drone quello che ci viene a curiosare in casa. Bah
      Paolo Folco
      Gianluca Vingiani lei veramente pensa che qualcuno abbia voglia di scherzare. Lei pensa che al mondo ci siano solo idioti. Se questa teoria può essere valida per lei per gli altri non lo è. Ad maiora.
      Angelo Sivier
      Peccato che El Mundo sia un giornale di destra e non di sinistra, Maiorano.

    • BARI, 12 OTTOBRE.
      Un incontro dedicato all’Europa e alle sfide del nostro tempo attraverso il nuovo libro di Carlo Calenda.
      📖 Difendere la libertà. L’ora dell’Europa
      Con Luigi Lobuono e Mary Tota.
      Ore 18:30 – Mövenpick Hotel.
      🔗 Link per scriversi all’evento:

      https://www.eventbrite.it/e/2001845255046?aff=oddtdtcreator

      #Bari #Azione #CarloCalenda #Europa #Politica
      Calenda

  • Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 2 mesi, 3 settimane fa

    AZIONE CAPITANATA Dalla fotografia del Sole 24 Ore alla progettualità integrata: Azione Capitanata apre il Tavolo Tecnico Permanente per la resilienza della CapitanataFoggia, […]

    • @cirogiulio scrive: Dai dati demografici, che tanto scalpore stanno suscitando, Vien fuori un’assenza di prospettiva e di impegno concreto che, invece, non viene messa tra le priorità.

      Intanto i foggiani si accapigliano per le buche e per i cantanti ed il lavoro che manca resta sul fondo delle loro preoccupazioni.

      𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 ‼️

      Partito Liberaldemocratico
      Partito Liberaldemocratico – Provincia di Foggia
      Partito Liberaldemocratico Puglia

      𝗙𝗢𝗚𝗚𝗜𝗔 𝗦𝗜 𝗦𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔: 𝗡𝗢𝗡 È 𝗨𝗡 𝗗𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗢, È 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗔 𝗗𝗔 𝗔𝗙𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘

      Il dato sul saldo della mobilità interna di Foggia, −19,48 residenti ogni mille abitanti nel triennio 2023-2025, è il peggiore tra i capoluoghi italiani in rapporto alla popolazione.

      Non è una semplice statistica demografica.

      Dietro quei numeri ci sono persone che scelgono di trasferire altrove la propria residenza, giovani che cercano opportunità fuori dal territorio, famiglie che valutano altre città per il lavoro, lo studio e la qualità della vita.

      È un campanello d’allarme che Foggia non può ignorare.

      Una città che perde residenti rischia di alimentare un circolo vizioso: meno popolazione, meno domanda, minore attrattività per gli investimenti e maggiori difficoltà nel sostenere servizi, attività economiche e opportunità.

      𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂ò 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲.

      Il Partito Liberale Democratico ritiene necessario aprire una vera stagione di politica dello sviluppo, superando la logica degli interventi frammentari e costruendo una strategia di lungo periodo fondata su:

      • 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼
      • 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲
      • 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
      • 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶
      • 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮
      • 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲

      Non basta chiedersi perché i foggiani partono.

      𝗗𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗹𝗶 𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲.

      Lo spopolamento non è un destino inevitabile.

      Ma per invertire la tendenza servono obiettivi chiari, responsabilità istituzionale e una strategia concreta, misurabile e verificabile nel tempo.

      𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 è 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼.

      𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲.

      #PLD #PLDFoggia #Foggia #Capitanata #Demografia #Sviluppo

      #mettereinevidenza

    • Caro Maurizio,
      ho letto con attenzione il tuo articolo dedicato alla senatrice Anna Maria Fallucchi.
      Ne apprezzo il tono equilibrato e il richiamo a una qualità che certamente appartiene alla cultura del Gargano e della Capitanata: la tenacia.
      Hai ragione quando affermi che un territorio come il nostro ha bisogno di persone che continuino a porre questioni, a ricordare problemi, a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni su temi come l’acqua, l’agricoltura, le infrastrutture, il turismo, la valorizzazione delle produzioni locali e la tutela delle comunità.
      La rappresentanza territoriale è una funzione essenziale della politica.
      Tuttavia, oggi crediamo che il dibattito debba compiere un passo ulteriore.
      La questione non è più soltanto se i problemi della Capitanata vengano raccontati o portati all’attenzione dei ministeri e del Parlamento.
      La questione è capire se le cause profonde che producono il declino del territorio stiano realmente cambiando.
      Negli ultimi giorni il dibattito pubblico è stato alimentato dai dati elaborati dal Sole 24 Ore sui flussi migratori interni.
      Foggia risulta ultima tra i capoluoghi italiani per saldo migratorio.
      Contemporaneamente continuano a manifestarsi fenomeni che conosciamo da decenni:
      fuga dei giovani e delle professionalità qualificate;
      crisi demografica;
      lavoro nero e precarietà;
      infrastrutture incompiute;
      crisi idrica;
      insicurezza diffusa;
      perdita di competitività economica;
      difficoltà nel trasformare le eccellenze agricole in valore aggiunto territoriale.
      Di fronte a questi dati, il parametro di valutazione non può essere esclusivamente il numero delle interrogazioni parlamentari, delle mozioni o delle questioni poste.
      Soprattutto quando si appartiene alla forza politica che guida il Governo nazionale.
      La domanda diventa inevitabilmente più impegnativa:
      cosa è cambiato realmente nella vita dei cittadini della Capitanata?
      È una domanda che non riguarda soltanto la senatrice Fallucchi.
      Riguarda tutti.
      La maggioranza di governo.
      L’opposizione.
      La Regione.
      La Provincia.
      I Comuni.
      Le organizzazioni di rappresentanza.
      Le università.
      Le categorie produttive.
      I corpi intermedi.
      Noi crediamo che la politica debba uscire dalla logica dell’emergenza permanente.
      Per questa ragione come Azione Capitanata, in sintonia con Azione Puglia e attraverso il metodo RIUPA della Rete SPAC4, abbiamo avviato il Tavolo Tecnico Permanente per la Resilienza e lo Sviluppo Sostenibile della Capitanata.
      Non per produrre un altro documento destinato agli archivi.
      Ma per costruire una piattaforma civica dove dati, competenze, imprese, amministrazioni, università e cittadini possano trasformare le criticità in progetti misurabili.
      Per noi la sfida non è soltanto denunciare.
      È progettare.
      Non è soltanto commentare le classifiche.
      È costruire gli indicatori che le possano modificare.
      Non è soltanto parlare di acqua.
      È definire un piano di governance idrica.
      Non è soltanto parlare di giovani.
      È creare le condizioni affinché possano scegliere di restare.
      Non è soltanto parlare di agricoltura.
      È costruire filiere intelligenti capaci di trattenere ricchezza sul territorio.
      Non è soltanto parlare di legalità.
      È fare della legalità una infrastruttura economica.
      Per questo motivo riteniamo che il confronto pubblico debba spostarsi progressivamente dal tema della rappresentanza al tema della trasformazione.
      La tenacia è una virtù.
      Ma la storia politica di un territorio si misura quando quella tenacia produce risultati osservabili.
      La Capitanata non ha bisogno di santificazioni.
      Non ha bisogno di demonizzazioni.
      Ha bisogno di una nuova alleanza tra politica, società civile, impresa, università e cittadini.
      Ha bisogno di una visione.
      E soprattutto ha bisogno di una progettualità condivisa che guardi ai prossimi vent’anni e non ai prossimi venti giorni.
      Per questo motivo ti rivolgiamo un invito pubblico.
      Il nodo Foggia della piattaforma SPAC4 è aperto al confronto con tutti: amministratori, giornalisti, studiosi, associazioni, categorie produttive e cittadini.
      Saremmo lieti di ospitare un tuo contributo, un’inchiesta, una riflessione o un approfondimento sul futuro della Capitanata.
      SPAC4 non vuole essere l’ennesimo contenitore politico.
      Vuole essere una piazza civica digitale dove le idee non si misurano per appartenenza ma per capacità di produrre cambiamento.
      Esattamente come accade sui social, ma con una differenza sostanziale:
      qui ogni proposta è chiamata a trasformarsi in un percorso verificabile, documentato e misurabile.
      Perché il tempo delle promesse è finito.
      È arrivato il tempo del bilancio, della responsabilità e della progettualità.

      Coordinamento Politico Rete SPAC4
      Azione Capitanata – Azione Puglia
      Metodo RIUPA – Rete Intelligenze Umane Potenziate da AI

  • @vincenzo, L’economia pugliese attraversa una fase di trasformazione profonda e complessa, segnata da eventi climatici estremi, tensioni geopolitiche globali, una cronica crisi idrica strutturale e la necessità improrogabile di governare la transizione tecnologica, digitale ed energetica…”
    Esprimi la tua opinione, vota e lascia il tuo…[Leggi tutto]

  • Az. Agr. Lauriola Michele ha scritto un nuovo articolo 3 mesi fa

    Lucera: Il Futuro è un Nodo Digitale – Appello per la Rinascita della Capitanata Lucera: Il Futuro è un Nodo Digitale – Appello per la Rinascita della Capitanata Lucera non è solo custode di vestigia millenarie: è la cern […]

    • Età Beta (fonte: https://www.facebook.com/share/p/1cTtSBCDSL/?mibextid=wwXIfr)
      L’Italia si candida al bando europeo per le gigafactory AI

      EuroHPC ha aperto il 30 luglio il bando per costruire fino a sette gigafactory dedicate all’intelligenza artificiale in Europa. Il programma stanzia 10 miliardi di euro di fondi pubblici europei e nazionali e dovrebbe attivare oltre 20 miliardi di capitali privati. Le strutture medie devono partire da 25.000 acceleratori equivalenti a Nvidia H100 e le strutture grandi da almeno 40.000. Il contributo UE arriva a 500 milioni per una struttura media (da raddoppiare con risorse nazionali) e l’impianto deve essere operativo entro 18 mesi dal contratto. L’Italia si candida con Leonardo, Eni e la Fondazione AI4I, ma sito, investimento complessivo e quota pubblica non sono ancora noti. Le offerte vanno presentate entro il 12 novembre e la selezione è attesa a inizio 2027. Francia e Spagna hanno già reso pubblici capitali e siti dei loro progetti.

      Gigafactory AI in Italia, la sfida industriale del bando UE

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